[In Retro We Trust] Eternal Darkness

«In quella profonda oscurità, io ho indagato.
Per molto rimasi lì.
Chiedendo, temendo, dubitando.»
E.A. Poe

 

Con l’avvento del nuovo anno sono andato a curiosare un po’ nei titoli che sarebbero previsti per il 2019 e tra questi c’è Shadow of the Eternals, che altro non è  che il seguito spirituale di Eternal Darkness. Mi ero quasi dimenticato di questo gioco, ma immediatamente piacevoli e al contempo terrificanti ricordi sono emersi dalle nebbie del tempo nella mia memoria. Ma andiamo per ordine.

Frutto di un progetto il cui sviluppo è durato ben tre anni, “Eternal Darkness” approdò su Gamecube nella sua versione PAL il primo novembre del 2002. Fu pubblicato solo per questa piattaforma.
L’esperienza ludica proposta dal titolo era quanto di più coinvolgente sia stato creato fino a questo momento nel genere del Survival Horror, solo Silent Hill 2 poteva rivaleggiare.
Tutto prende inizio nel macabro omicidio del dott. Edward Roivas, al seguito del quale l’ostinata nipote Alexandra si metterà a cercare risposte concrete alla morte del nonno.
Ma gli eventi inizieranno a prendere da subito piega insospettabilmente complessa, che si sviluppa nel corso di varie epoche e che viene narrata nel “Libro delle Tenebre”. In questo antico tomo Alexandra troverà gradualmente risposte, che inizialmente possono sembrare insensate, ma che progressivamente si riveleranno elementi essenziali di un intricato mosaico.
Alexandra si ritroverà a vivere una storia intricata, diluita nel corso di duemila anni, seguendo di volta in volta alcuni eventi attraverso gli occhi di più personaggi.
Di secolo in secolo saranno svelati segreti che narreranno la storia dei cosiddetti  “Antichi”, tanto cari a Lovecraft, ovvero una razza preesistente a quella umana esiliata nei più reconditi accessi del nostro pianeta,ma che negli eoni hanno avuto influenza nella storia dell’umanità, per preparare la strada al loro predominio

Ma con il nostro intervento non tutto è perduto. Alexandra apprenderà che alcuni esponenti del mondo umano sono dei prescelti per preservare la luce, ma ignari di esserlo. Si tratta infatti di persone comuni senza pretese eroiche, che sono protagonisti inconsapevoli di un disegno superiore atto a preservare la specie umana e a trasmettere all’ultimo degli eletti tutti gli elementi necessari per far fronte al giorno delle tenebre.
Questi inconsapevoli protagonisti di Eternal Darkness vivono in diverse epoche, che subiscono quindi la loro caratterizzazione grazie il contesto storico in cui sono collocati. Dipendentemente dal periodo preso in considerazione, varieranno gli abiti, le armi e le tecniche di combattimento utilizzate per difendersi dai vari nemici che si opporranno al nostro cammino.
Per difenderci ed attaccare potremo disporre a seconda dell’epoca considerata sarà comprensivo di un gladi romani, spade corte, scimitarre persiane, mazze medievali, fioretti settecenteschi, solo per citarne alcune delle armi del nostro storico arsenale.
La differente tipologia di arma utilizzabile e di tecnica d’attacco corrispondente avrà un’incidenza rilevante sulla dinamica di gioco, resa anche più varia dalla possibilità di poter decidere su quale parte del corpo dell’avversario portare a segno il colpo.
Trattandosi di un’avventura dalle forti influenze magiche e mitologiche che influiscono sulla trama, Eternal Darkness presenta un complesso e ben congegnato sistema di incantesimi, utili frangenti più critici.
Per poter utilizzare gli incantesimi sarà necessario il ritrovamento di alcune rune magiche. Dovremo anche necessariamente recuperare dei “circoli di energia”, ovvero delle tavole mistiche su cui disporre le rune in nostro possesso per ottenere incantesimi specifici. Purtroppo però ogni runa richiede a sua volta il ritrovamento di un relativo codice per essere decifrata e comprenderne quindi gli effetti e solo dopo il recupero di alcune “pergamene d’incantesimo”, antichi scritti sui quali vengono spiegate le opportune combinazioni di rune magiche per ottenere determinate magie, potremo finalmente essere dotati anche di un arsenale magico.
Non potremo combinare più rune di quelle consentiteci dai circoli di energia in nostro possesso per cui per accedere ad incantesimi maggiormente incisivi, dovremo impadronirci di circoli di energia con un numero maggiore di vertici su cui posizionare le rune. Il consumo della barra del mana a disposizione aumenterà proporzionalmente alla potenza della magia.

Oltre al mana e all’energia, dovremo tenere sotto controllo il livello di “sanità mentale”. Essa si rivelerà ben presto un elemento a cui prestare costante attenzione. Chiama in causa il fattore emotivo di ogni protagonista,che si deteriorerà ogni qualvolta si incontreranno creature che faranno vacillare il nostro senno.
Con il graduale degenerarsi della propria sanità mentale, il nostro alter ego digitale avrà degli episodi psicotici,  caratterizzati da allucinazioni di varia natura. Queste si tradurranno in situazioni straordinarie tali da ripercuotersi insospettabilmente sull’utente più di quanto avremmo potuto immaginare.  Potremmo recuperare la sanità mentale perduta attraverso l’utilizzo di oggetti specifici e di incantesimi di cura o finendo i nemici con un potente colpo di grazia.
Un aspetto importante del gameplay di Eternal Darkness è rappresentato dalle fasi esplorative per poter progredire nella storia. Durante le sessioni esplorative dovremo far attenzione ad ogni minimo particolare che potrebbe rivelarsi determinate ai fini della tram di ogni singolo personaggio. Sono presenti varie “quests” basate sull’intuito e pertanto risolvibili mediante azioni fisiche od immateriali, come l’utilizzo della magia.

Eternal Darkness si rivelò un titolo ben realizzato anche sotto il profilo sia tecnico che estetico. L’estetica dimostra un grosso impegno soprattutto nella realizzazione degli ambienti tridimensionali, vere alcove virtuali rispondenti che rendono merito alle epoche a cui si riferiscono.
Purtroppo diversi personaggi denotano una costituzione poligonale troppo basilare,troppo spigolosi e con animazioni blande. Altri personaggi invece risultano ben realizzati, grazie al maggior numero di poligoni impiegato che ne valorizzano il dettaglio.
I modelli dei nemici invece godono di una caratterizzazione di pregevole fattura, grazie alle morfologie contorte e mostruose, e forniti di un’animazione discretamente realistica.
L’ultima nota positiva va spesa a favore della colonna sonora: ai motivi etnico tribali si contrappongono impianti orchestrali di sicuro effetto, capaci di coinvolgere  il giocatore, garantendo un’immersione pressoché totale nel mondo dettagliatamente ricostruito dai Silicon Knights.

Eternal Darkness risultò inaspettatamente un titolo coinvolgente, che riuscì a portarmi all’interno di in un mondo affascinante, sorretto da un impianto narrativo incredibilmente efficace. La storia che si dipana nel corso di più epoche storiche e che si pone in esse in modo del tutto verosimile, senza mai scadere nel banale fu il fulcro di tutto il progetto e riuscì a rendere decisamente interessante il prodotto finale.


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