PUBG: bannati 30.000 giocatori tra PRO e non

Durante il mese di dicembre 2018, ovvero il mese scorso, PUBG Corp è riuscita brillantemente a condurre alcune indagini approfondite sul comportamento dei giocatori durante le partite di PlayerUnknown BattleGrounds, così da scoprire se ci fosse qualche furbetto che usasse cheat e, in quel caso, intervenire sull’utente.

Da come è stato rivelato poi sono stati bannati più di 30.000 utenti tra giocatori PRO e non, per utilizzo di software che donavano loro un vantaggio durante le partite. Quello più gettonato è un programma che tramite un sistema di lettura dei pacchetti dati inviati dai PC ai server, forniva una mappa della posizione degli altri giocatori su uno schermo separato, risultando inoltre anche più difficile da rintracciare perché da quanto sembra questo programma non sfrutta i dati del gioco stesso ma il traffico di dati relativo ai server.

Oltre agli utilizzatori di questi cheat sono finiti nel vortice anche coloro che erano a conoscenza di utenti che utilizzavano questo cheat e non hanno segnalato questi utenti. Il ban minimo che è stato inflitto è di tre anni almeno, che ha influito sulle squadre eSport del titolo che hanno provveduto a trovare dei sostituti o, nel peggiore dei casi, mancare alle competizioni più importanti.

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