Fear the future

Nel panorama odierno degli FPS, a farla da padrone è sempre più la spettacolarità e gli eventi scriptati, mentre il gameplay vero e proprio viene sempre più sacrificato.

Oramai viene dato spazio solo a storie di guerre mondiali e attacchi terroristici, e pochi sono i casi in cui gli sparatutto raccontano storie più intriganti e magari ancor più drammatiche.

I ragazzi della 4AGames cercano di invertire questo senso di marcia proponendo Metro 2033, basato sull’omonimo libro russo del 2002. Nel 2013 scoppia una tremenda guerra nucleare e a Mosca i pochi superstiti si rintanano nelle gallerie dall’enorme metropolitana della capitale. Nel corso degli anni gli uomini si sono divisi andando ad abitare le varie stazioni mentre all’esterno la massa di radiazioni ha distrutto la flora, trasformando però alcuni animali in bestie temibili.

Il gioco ci mette nei panni di Artyom, un giovane costretto suo malgrado ad uscire dalla sicurezza della sua stazione per cercare un altro enorme insediamento umano, Polis, dove chiedere aiuto per fermare gli esseri che minacciano i suoi “concittadini”, ovvero i Tetri. Da questo incipit prende il via una trama interessante e curata che ci porterà a vagare nei tunnel oscuri della metropolitana popolati dalle orribili creature. Tuttavia gli uomini, lungi dall’aver imparato cosa sia la cooperazione, continuano a lottare anche sull’orlo della distruzione, perciò spesso ci imbatteremo con dei nostri simili per nulla disposti ad essere amichevoli.

Survival FPS

Nel corso delle oltre 12 ore necessarie a terminare l’avventura, dovremo farci strada attraverso i lugubri tunnel della metro, eliminando orde di nemici umani e non, facendo tuttavia costante attenzione alle nostre munizioni. Il gameplay ricorda infatti quello del blasonato Doom, con un susseguirsi di corridoi bui (illuminabili attraverso la nostra torcia) e mostri pronti a sbucare da ogni angolo mentre il nostro equipaggiamento sarà appena sufficiente ad eliminarli. Le armi infatti si rivelano essere poco efficienti e caricate con proiettili creati artigianalmente, in grado di danneggiare in modo ridotto i nostri bersagli.

Ciò ha portato anche alla creazione di una nuova valuta, cioè le munizioni dell’anteguerra, divenute estremamente rare. Questo fattore ci costringerà quindi a considerare attentamente se valga la pena conservare tali proiettili oppure cederli in cambio di altri beni, come pacchi di munizioni artigianali.

Queste azioni di compra/vendita avranno solitamente luogo nelle stazioni che incontreremo lungo il nostro viaggio per Polis. Nella realizzazione di queste, gli sviluppatori sono riusciti a dar vita ad un mondo vivo e realistico, da cui trasuda con forza il disagio e lo sconforto dei superstiti.

Ma se già questo ci sembrerà un panorama cupo, il tutto diverrà ancor più tetro nel momento in cui saliremo in superficie.  In alcune occasioni ci sarà infatti chiesto di uscire dai meandri della metro, vagando per le rovine di Mosca. In queste sezioni dovremo fare affidamento sulla nostra maschera antigas, unico mezzo con cui non soccombere all’aria nociva del mondo esterno. A rendere problematica la già difficile situazione con cui avremo a che fare, ci sarà la fragilità  di tali maschere. Urti e colpi dei nemici danneggeranno progressivamente il vetro protettivo, e una volta distrutto dovremo cambiarlo velocemente con una maschera di ricambio. Inutile dire che qualora tali maschere si esauriscano, la morte sopraggiungerà in brevissimo tempo.

Resta comunque da segnalare come il sistema di comandi piuttosto legnoso vada ad inficiare negativamente sul gameplay.

Nemici dalla pellaccia dura

I nostri avversari saranno estremamente resistenti, in grado di darci più di qualche problema specialmente nelle ultime ore di gioco. Se però è comprensibile che i mutanti siano resistenti ai proiettili, lascia basiti vedere come i nemici umani siano in grado di sopportare un quantitativo enorme di proiettili prima di cadere a terra.
Sempre parlando di nemici “della nostra specie”, la loro IA non brilla di certo e non mancano occasioni in cui non si dimostreranno molto reattivi.

Il risultato complessivo è uno stridente contrasto tra il realismo survival del gameplay e l’onnipotenza dei comuni esseri mortali. Un difetto non solo estetico ovviamente, che anzi porterà a scontri a fuoco di difficoltà fin troppo elevata.

In ogni caso il principale pericolo con cui avremo a che fare saranno le aberranti creature di Mosca, che ci attaccheranno frontalmente lasciandoci poco respiro, mantenendo un costante senso di inquietudine e angoscia.

A coadiuvare ciò vi è un ottimo comparto tecnico, con effetti di luce e fumo ben realizzati ed un dettaglio elevato. Lodi affini vanno fatte anche per il sonoro, che unisci effetti realistici ad una colonna sonora buona che mescola lunghi silenzi ad alcune musiche azzeccate.

Consigliatissimo peraltro il doppiaggio in russo, non solo perché realizzato con dovizia, ma anche perché sentire dei sopravvissuti parlare nella lingua locale riesce ad immergere il giocatore nell’atmosfera del titolo in modo molto più considerevole.

Un’esperienza cupa con tante luci

Metro 2033 è senza dubbio uno degli FPS più atipici ed interessanti di questa generazione, complice un gameplay dal sapore survival ed una trama appassionante, penalizzata forse solo dal finale, poco chiaro per coloro che non hanno letto il libro.

Nonostante i problemi di IA e di comandi siano evidenti, il titolo regala una esperienza nuova e frenetica, che mescola fasi adrenaliniche ad altre dal sapore horror. Un acquisto consigliato a tutti gli amanti del genere.

PRO

  • Atmosfera e trama
  • Gameplay survival
  • Ottimo comparto grafico e sonoro

CONTRO

  • Pochi incenitivi a rigiocarlo
  • Problemi di IA
  • Sistema di controllo un po’ legnoso

GRAFICA: 9

SONORO: 9

DIVERTIMENTO: 8.4

LONGEVITA’: 8

TOTALE: 8.5

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