Yo-kai Watch 3 – Recensione

Yo-kai Watch 3 è un titolo bizzarro: migliore rispetto ai capitoli precedenti sotto quasi ogni aspetto. Una grafica al top, musiche accattivanti e un gameplay leggermente migliorato. Sfortunatamente, è proprio quel “leggermente” migliorato a pesare notevolmente sul giudizio finale e a rendere questa terza iterazione del franchise solo marginalmente più interessante rispetto ai predecessori, quando si poteva osare di più.

Mmmmurrica!

Yokai Watch 3, terzo capitolo della nota serie JRPG, continua la storia di Nate, giovane ragazzo in possesso dello Yokai Watch, un magico artefatto che lo rende in grado di vedere gli Yokai, i misteriosi spiriti del folklore giapponese.
In questo nuovo capitolo, Nate abbandonerà la sua città natale per trasferirsi in America. Qui vivrà non solo una nuova avventura in compagnia dei suoi amici Yokai, ma avrà la possibilità di incontrare anche i nuovi ‘Merican Yokai, ovvero gli Yokai americani. Cosa hanno di diverso questi mostri, rispetto alle loro controparti nipponiche? Assolutamente nulla, a parte il loro design, ispirato agli usi e costumi degli americani, anche se alcuni di loro sono estremamente caricaturali. Infatti, fra gli ‘Merican Yokai abbiamo degli spiriti cheeseburger e bacon.
Nonostante l’arrivo in una nuova città, sarà ancora possibile esplorare Valdoro, la città originale di Nate e teatro dei primi due titoli Yokai Watch. Questo, grazie all’aggiunta di un secondo personaggio giocabile. Insieme a Nate, infatti, Yokai Watch 3 avrà una nuova protagonista,è Hailey Anne Thomas, la quale vivrà un’avventura parallela, con la propria storia e i propri Yokai.
La scelta del protagonista non sarà vincolante per tutto il gioco, anzi: potremo alternare il controllo dei due protagonisti in qualsiasi momento e vivere le rispettive avventure secondo i nostri tempi. Ad un certo punto, prevedibilmente, le due storie si intrecceranno e diventeranno un’unica avventura.
Complessivamente, la trama non sarà nulla di eccezionale e anche i suoi colpi di scena (o presunti tale) risulteranno banalotti per i giocatori più navigati.
Per completare il titolo vi serviranno una trentina di ore, senza contare subquest e la collezione degli Yokai. Tuttavia, prima che la storia possa finalmente ingranare, dovrete passarne un bel po’ insieme a numerosi tutorial e “perdite di tempo” che non faranno ne avanzare la storia, ne sviluppare i personaggi. Il vero crimine del gioco non è la trama in sè, ma l’attesa nell’arrivare alla suddetta trama.

Una valanga di contenuti

Fortunatamente, in un titolo del genere, sebbene si tratti di un RPG, la trama può essere lasciata in secondo piano. Qualsiasi narrativa impallidisce davanti all’assurda quantità di contenuti e obiettivi. Primo fra tutti, la cattura di tutti gli Yokai: in totale, è possibile catturarne ben 600 e, esattamente come succede nei titoli Pokemon, ottenerli tutti sarà una vera impresa. Un’impresa, tutto sommato più semplice di quel che sembra. Questo perchè stavolta, ringraziando il cielo, non avremo a che fare con due versioni di gioco differenti con contenuti esclusivi.
A differenza di quanto accaduto con il capitolo precedente, Yokai Watch 3 non è stato suddiviso in due titoli differenti. In Giappone, il titolo è stato pubblicato prima in due versioni, chiamate Sushi e Tempura. Successivamente, è stata rilasciata la terza versione, Sukiyaki, completa di ogni contenuto, più qualche piccolo bonus. Fate conto che sia l’equivalente del trio Oro\Argento\Cristallo o Perla\Diamante\Platino di Pokemon. In questo caso, la lunga attesa nella localizzazione occidentale ci ha favorito: non solo abbiamo ricevuto istantaneamente la versione Sukiyaki, ma essa contiene anche alcuni extra esclusivi, non presenti nella versione giapponese. Per come è stata chiamata dagli stessi sviluppatori, possiamo considerarla una versione “Sukiyaki+”. E i giocatori occidentali ringraziano. Infine, se avete giocato a Yokai Watch 2, oppure allo spin-off Yokai Blasters, potrete collegare il vostro salvataggio per ricevere un piccolo bonus in-game, come ad esempio uno Yokai esclusivo.
Il gioco può vantare anche una superba quantità di sub-quest, sparse in giro per il mondo di gioco. In questo caso, purtroppo, c’è più quantità che qualità, in quanto molte di esse sono delle semplici fetch quest, oppure missioni che richiederanno un paio di combattimenti e nulla più.

Bello da vedere e da sentire (o quasi)

Graficamente, ci troviamo di fronte all’ennesimo prodotto targato Level-5 e questo dovrebbe farvi capire tutto. Gli sviluppatori sono riusciti, anche stavolta, a confezionare un prodotto dall’elevata cura artistica, nonostante le ormai palesi limitazioni dell’hardware 3DS. I modelli poligonali sono puliti e ben definiti, il mondo di gioco è carico di colori accesi e vibranti. Stiamo parlando di uno dei giochi più belli da vedere. Inoltre, è uno dei pochi titoli che supporta il 3D stereoscopico, qualcosa che molti giocatori in possesso di un 3DS hanno dimenticato esistesse.
Anche le musiche, fra nuovi e vecchi motivetti, sono di ottima fattura, come anche il doppiaggio italiano. I nostri doppiatori sono indiscutibilmente i migliori e se siete fan dell’anime, riconoscerete immediatamente le varie voci dei protagonisti. Forse, in questo caso, l’unica nota negativa è l’uso eccessivo di “frasi di circostanza” durante i dialoghi non interamente doppiati: ascoltare all’infinito “ok”, “va bene”, “uh” ad ogni linea di dialogo risulta piuttosto irritante sul lungo periodo…e questo, senza contare l'”o-emme-gi” di Hailey, l’apoteosi del fastidio.

Un automatico no!

E ora passiamo a quell’unico punto che da solo ha fatto crollare tutte le sopracitate premesse positive: il battle system.In quanto gioco di ruolo, gran parte del nostro tempo verrà impiegato nelle battaglie: potremo creare il nostro team di 6 Yo-Kai e farli combattere contro i mostri avversari, ottenere XP, oggetti e salire di livello. I nemici andranno rintracciati nel mondo di gioco con lo Yo-Kai Watch e, una volta risolto un piccolo minigioco, daremo inizio alla battaglia.
Esattamente come accaduto nei due Yokai Watch precedenti, i nostri mostri attaccheranno automaticamente a turno, compiendo liberamente un azione a scelta fra attacco e abilità, senza il nostro minimo input. Solo nel caso volessimo usare le tecniche speciali, oppure purificare i nostri Yokai (rimuovere le alterazioni di stato), ci sarà richiesto di agire. Sostanzialmente si tratterà di risolvere un piccolo minigioco e nulla più.
L’unica vera differenza rispetto al battle system dei predecessor, risiede nel pensionamento della ruota del party. In origine, il nostro team di 6 Yokai era disposto su una ruota e potevamo lanciare in battaglia solo tre spiriti alla volta nei settori adiacenti, ruotandoli a nostra discrezione. Ora, invece, possiamo scambiare i tre Yokai in campo con i restanti tre in panchina, in qualsiasi momento, senza contare un breve periodo di cooldown. Inoltre, avremo la possibilità di scambiare liberamente la loro posizione sul campo di battaglia, questa volta rappresentata da una griglia 3×3.
Spostare gli Yokai in campo ci permetterà di sostituire gli spiriti finiti KO, raccogliere in giro per la griglia i bonus di energia e vita ed evitare gli attacchi a zona dei nemici. Il battle system è sicuramente diventato più strategico e “attivo” rispetto ai predecessori. Purtroppo, questa piccola lucidata non ha migliorato la struttura di base: i combattimenti sono ancora principalmente automatici e poco accattivanti per i giocatori che preferiscono avere il controllo diretto su tutte le azioni del proprio party.
A poco servono gli oggetti per alterare il carattere degli Yokai e influenzare le loro azioni in battaglia, in quanto i risultati non saranno mai garantiti al 100%. La stessa cosa vale per il reclutamento di nuovi Yokai. Per rimpinguare il vostro party, dovrete reclutare nuovi yokai, sconfiggendoli in battaglia. Il processo non è garantito e le possibilità che uno Yokai si unisca a voi dopo uno scontro è relativamente bassa. Questa percentuale può essere alzata dando al nemico degli oggetti.
Sfortunatamente, gli oggetti che è possibile donare rappresentano anche la vostra fonte di cura principale (che, essenzialmente, state regalando al nemico). Inoltre, tanto per aggiungere il danno alla beffa, ciò non vi garantirà la certezza della cattura, ma solo una percentuale di successo più elevata.
Bisogna inoltre segnalare che la difficoltà di gioco è parecchio bassa, pertanto i combattimenti, benchè automatici, non vi daranno molto filo da torcere. Questo, purtroppo, è un’arma a doppio taglio per voi. Se state cercando di reclutare un determinato mostro, molte volte non farete in tempo ad aprire il menù degli oggetti che lo scontro sarà bello che terminato, dato che i vostri Yokai continueranno ad attaccare senza sosta e non potrete fare nulla per impedirglielo. Considerando che, come abbiamo detto prima, il cuore del gioco è indubbiamente la raccolta di tutti gli Yokai, avere un battle system impossibile da controllare al 100%, rappresenta uno dei suoi problemi più gravi.

In conclusione

Tirando le somme, Yo-kai Watch 3 è indubbiamente il titolo migliore della serie. La grafica è sublime e il comparto audio è fenomenale. Il titolo non ha rivali per quanto riguarda i contenuti, fra missioni secondarie sparse un po’ ovunque e una marea di Yokai da affrontare. La longevità non sarà mai un problema.
Sfortunatamente, la serie soffre ancora oggi degli stessi problemi che affliggevano i capitoli precedenti: il battle system, nonostante le nuove aggiunte strategiche, è tutt’ora troppo passivo e impossibile da gestire al 100%. La difficoltà non troppo elevata e una “leggera” ripetizione nelle sub-quest, lo rendono un ottimo titolo, ma non uno eccellente. Nonostante tutti questi difetti, Yo-kai Watch 3 è sicuramente il titolo più completo disponibile sul mercato e, ironicamente, il punto di partenza ideale per chi vuole avvicinarsi alla serie per la prima volta. Se vi piacerà, potrete andare a ritroso e affrontare anche i capitoli precedenti. In caso contrario, potete aspettare e sperare che il futuro Yokai Watch 4 su Nintendo Switch possa essere il titolo che cambierà le carte in tavola.


7.5
voto

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