Alan Wake – Recensione

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SCHEDA GIOCO
TITOLO: Alan Wake
SVILUPPATORE: Remedy Entertainment
PUBLISHER: Microsoft Studios
DATA DI USCITA: 14-05-2010 (Xbox 360) – 16-02-2012 (PC)
GENERE: Action/Adventure
LINGUA: Totalmente in italiano

Requisiti minimi:

  • OS: Windows XP, Windows Vista o Windows 7
  • PROCESSORE: Processore dual core AMD: Athlon X2 2.8GHz, Intel: Core 2 Duo 2GHz
  • MEMORIA: 2 GB
  • HARD DRIVE: 8 GB
  • SCHEDA VIDEO: compatibile DirectX 10 o superiore con 512MB RAM
  • AMD: ATI Radeon 3650, 4450, 5550, 6450 o superiore
  • NVIDIA: GeForce 8600GT, 9500GT, GT120, GT430, GT520
  • SCHEDA AUDIO: compatibile DirectX 9.0c
  • INPUT: Mouse e tastiera, supportato anche il controller di Xbox360

Sono ormai passati poco meno di 7 anni dalla prima presentazione di Alan Wake, ambizioso progetto di Remedy Entertainment (i geniacci di Max Payne).
Da Luglio 2005, lo sviluppo di Alan Wake è stato uno dei più travagliati che la storia videoludica ricordi, da un cambio di rotta repentino da Free Roaming, ad Action/Adventure, all’annuncio dello sviluppo come esclusiva per Xbox 360.
Ora, alla volta di febbraio 2012, dopo aver accolto consensi molto positivi sia da critica, che da pubblico, Remedy decide di pubblicare Alan Wake anche su Personal Computer.
Tra cambi di rotta, scelte di marketing e molteplici rinvii, è arrivato finalmente il momento di inserire il supporto ottico di Alan Wake… Cosa avranno combinato i ragazzi di Remedy?
Partiamo da qualche accenno di trama… Alan Wake è uno scrittore di romanzi horror, la sua ultima creazione “The Sudden Stop” è stato eletto best seller e gli ha fruttato la partecipazione ad un noto talk show.
Ma come ogni autore di successo, deve affrontare anche il momento più difficile, il momento “catartico”… Quello del “blocco dello scrittore”.
Sua moglie Alice, prenota un rustico ed accogliente cottage nella cittadina di Bright Falls, chissà se la quiete e la gente tranquilla del posto, aiutino Alan a ritrovare l’ispirazione… Ma presto, Bright Falls, si rivelerà tutto l’opposto di quello che appare… Un posto agghiacciante, popolato da creature impossessate dall’oscurità, che non esiteranno un secondo nel farvi a pezzi con un’ascia o una sega elettrica.
La trama è piuttosto complessa ed articolata, con tanto di gran finale a sorpresa… Degna di un libro di Stephen King (più volte citato nel gioco).

GRAFICA: Nonostante i continui e molteplici rinvii, la grafica si dimostra all’altezza delle produzioni attuali… Ciononostante non è esente da diverse pecche, quali textures poco definite su qualche superficie e alcuni casi di compenetrazione poligonale.
Ma quello che colpisce di più nel comparto grafico è il “globale“. Saremo perennemente circondati da una nebbia fittissima e tutto ciò che toccheremo reagirà ai nostri colpi. Da sottolineare anche i panorami, alcuni davvero fotorealistici ed evocativi soprattutto nelle fasi diurne, il motion capture dettagliato, che ci consegna dei volti molto espressivi e la luce dinamica della nostra fedele torcia, che illuminerà in tempo reale qualunque angolo dell’ambientazione di gioco.
L’atmosfera è uno dei punti forti del gioco… Non parliamo proprio di paura, ma di tensione in generale.
Quella tensione che avvolgerà il bosco di Bright Falls, in ogni momento dell’avventura.

SONORO: Comparto sonoro davvero da elogiare. Partiamo dal doppiaggio, totalmente in italiano: le voci dei protagonisti sono davvero azzeccate ed espressive, come lo sono anche quelle dei Posseduti (decisamente da brivido!), peccato per qualche doppiaggio approssimativo per quanto riguarda i personaggi comprimari.
La colonna sonora è in pieno stile hollywoodiano, e non sfigurerebbe in un thriller/horror high-budget! Colonna sonora che comprende alcuni brani del gruppo Poets Of The Fall, che calzano a pennello con l’atmosfera del gioco.
Ottimo il lavoro svolto dal compositore al soldo di Remedy, Petri Alanko.

GAMEPLAY: Occorre sottolineare che il gameplay ha qualcosa di “già visto”.
Ormai ogni gioco con tematiche action, segue la linea iniziata nel 2005 con Resident Evil 4, ovvero telecamera piazzata leggermente a destra o a sinistra, con la visuale sulle spalle durante le fasi di shooting. La levetta destra sarà abilitata alla gestione della torcia, con la pressione della suddetta levetta potremo orientare la telecamera leggermente sulla sinistra o sulla destra del protagonista. Mentre i grilletti come di consueto saranno abilitati alla fase “aim e shoot”. Peccato per un eccessiva rigidità del protagonista, infatti vi troverete spesso in fuga dai Posseduti, ma spesso sarete raggiunti, vuoi per la lentezza del personaggio, vuoi per la sua scarsa forma fisica (comunque è uno scrittore con problemi di alcool!).
Un ruolo fondamentale, lo ricoprirà la nostra fedele torcia. I nemici, saranno avvolti da uno strato oscuro che li rende a prova di proiettile, per metterli K.O., sarà necessario prima eliminare lo strato oscuro con il fascio della torcia, che dopo un pò si scaricherà… Sarà possibile ricaricare la torcia tramite delle pile al litio che troveremo sparse nell’area di gioco.

LONGEVITA: Longevità nella media… I giocatori navigati del genere, porteranno a termine l’avventura in 9-10 ore, considerando l’opportunità di portarlo a termine in una difficoltà maggiore e l’opportunità di trovare tutte le pagine del manoscritto di Alan Wake, allora possiamo dire che di carne al fuoco ce n’è abbastanza… Ma non così tanta, considerando la mancanza di una qualsivoglia modalità online.

CONCLUSIONE: Alan Wake, vale tutti questi anni di attesa! Remedy ha proposto un genere alternativo, che si basa sull’action-adventure, ma che aggiunge quella componente narrativa, che sta pian piano conquistando il mondo dei videogiochi.
Se siete alla ricerca di un titolo carismatico, divertente, dall’atmosfera geniale e maniacale allo stesso tempo, e che metta una piccola dose di tensione, Alan Wake è il titolo che fa per voi… Coloro che ricercano un survival horror vecchio stampo, si mettano l’anima in pace.
Ma è innegabile che siamo al cospetto di un prodotto validissimo che offre tanto tanto intrattenimento di alta classe.

Videogiocatore vecchio stile (predilige il singleplayer alle modalità online), si avvicina ai videogame alla tenera età di 9 anni con Resident Evil e Metal Gear Solid, divenendone immediatamente stregato.
Amante del rock e del metal (o della buona musica in generale), la notte diventa il Cavaliere Oscuro, a patto che sia quello scritto e diretto da Christopher Nolan (e non quello di Tim Burton o l’aborto di Joel Schumacher).
Del regista britannico è un grande sostenitore, mentre la sua vita è costantemente accompagnata dalle musiche di Hans Zimmer.
Ama i gatti e i cani.

1 Commento

  1. Un capolavoro! Contento che sei d’accordo:)

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