[IRWT] Soul Reaver

E così caddi nelle profondità dell’abisso, urlando mentre fuochi bianchi mi divoravano. Dolore indicibile, agonia estrema, il tempo smise di esistere, rimase solo questa tortura, e un odio sempre più profondo per l’ipocrisia che mi aveva condannato ad un simile inferno. Dopo un’eternità, il mio tormento si mitigò, facendomi risalire dal precipizio della follia. La discesa mi aveva distrutto, eppure vivevo ancora

All’annuncio dei titoli che faranno parte della Playstation Mini di prossima uscita, sono rimasto sinceramente sconcertato nel leggere che dalla lista manca uno dei giochi che più ho amato per la console di Sony all’epoca della sua uscita.

Si tratta di Legacy Of Cain: Soul Reaver, targato Eidos Interactive, pubblicato nel 1999 sia per PSX che PC e Dreamcast l’anno successivo.

Mi piacque soprattutto perché non era il tipico gioco per gli amanti dell’azione frenetica. In Soul Reaver trovai pochi combattimenti, niente sangue che scorre a fiumi e neppure un livello di difficltà troppo impegnativo.
I controlli erano molto facili e immediati da imparare ed era richiesto solo un minimo di impegno in più per superare alcuni passaggi più ostici. Quello che per me lo fa assurgere al livello di masterpiece è in primis lo sviluppo della trama unito alle corrotte e degenerate atmosfere nelle quali saremo sapientemente immersi.
Raziel, vampiro figlio di Kain, dispotico monarca assoluto della terra di Nosgoth, commette il fatale errore di voler superare in potenza suo padre e incontrastato signore di quelle maledette lande. Quando a Raziel spuntano le ali l’ira di Kain si abbatte implacabile in tutta la sua immane violenza su suo figlio: La condanna per cotanta presunzione consiste nello scaraventare il nostro Raziel nelle acque corrosive di un profondissimo abisso, come successe con Lucifero nella sua avventura biblica.
Sembra che per Raziel sia ormai giunta una lenta ed inesorabile fine ma, dopo secoli e secoli di atroci sofferenze raggiunge il fondo del precipizio, ancora vivo ma atrocemente sfigurato.
Il Dio Antico, una misteriosa entità superiore, è li che aspetta Raziel e facendo leva sulla sete di vendetta lo spinge in missione parricida e fratricida, ovvero eliminare Kain e tutti i suoi più validi servitori, fratelli di Raziel stesso.

Dopo un bellissimo filmato di apertura che descrive tutto quanto vi ho appena narrato, ci troveremo nei panni del derelitto Raziel, vagando per una terra malsana, perennemente rabbuiata e coperta da banchi di nebbia, in cui antiche e maestose rovine di palazzi, abbazie e cattedrali languono in stato di totale incuria e abbandono, popolate da vampiri ormai degradati al rango di bestie: persino i potenti fratelli di Raziel hanno definitivamente abbandonato la loro forma antropomorfa per mutarsi in enormi mostri.

E così Raziel, sapientemente accompagnato da un’ottima e sempre discreta colonna sonora, inizierà il suo viaggio per snidare uno ad uno i suoi fratelli e ucciderli per ottenere nuove facoltà e poteri speciali in vista dello scontro finale con il supremo Kain.
Nel frattempo, attraverso una intrigante narrativa, ha modo di scoprire dettagli sconcertanti sulla sua storia personale, che sconvolgono la sua indole cupa e tormentata, tratteggiata con caratteri assolutamente umani nonostante il suo aspetto di zombie cadaverico.
Il gioco, era discretamente lungo, ma acquisiva ulteriore longevità grazie ad una buona quantità di missioni facoltative.
Esse avevano anche lo scopo di incrementare il potere dello stesso Raziel ed arricchiscono un videogame unico nel suo genere.
Pur essendo inserito in una saga, brilla di luce propria poiché riesce ad essere un intreccio perfetto tra appeal decadente e gotico, sobrietà, atmosfere e complessità della trama.
L’unico grande difetto è che “Soul Reaver” rimase comunque un’opera incompiuta: nelle intenzioni originarie dei suoi creatori sarebbe dovuto essere l’episodio conclusivo della saga, e quindi una prima stesura della trama comprendeva ulteriori nemici, locazioni, poteri speciali ed una conclusione in grande stile.
Però il risultato definitivo sfumava proprio sul più bello, nel momento in cui l’ignaro videogiocatore si aspetta la resa dei conti definitiva e invece si trova di fronte ad enigmatico finale, che purtroppo lascia in sospeso gran parte degli interrogativi e delle storylines che vengono solo accennate prima dell’atto conclusivo e rimandate ai capitoli successivi

 


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.