[In Retro We Trust] Bad Mojo

Questa settimana voglio parlarvi di una avventura atipica, sicuramente poco conosciuta ma che aveva un alto pontenziale.

Si tratta di Bad Mojo, un gioco uscito nel lontano 1996 creato Pulse Entertainment e distribuito all’epoca dalla Acclaim. Questo prodotto riuscì subito a calamitare l’attenzione del pubblico ed ottenere un giudizio positivo della critica.
Lo possiamo trovare nella versione Redux anche su Steam, dopo che il team nel 2010 ha lavorato per adattare alle schede grafiche di nuova generazione ed ai sistemi operativi odierni.
In una sera nebbiosa, ci viene presentato attraverso un filmato introduttivo Roger Sams, di professione entomologo, in una stanza di un motel alle prese con i preparativi per un viaggio. Scopriamo così che il nostro protagonista è riuscito a rubare una valigia piena di soldi e sta per darsela a gambe all’estero. Casualmente, rovistando in un cassetto, Roger trova un vecchio orologio della defunta madre che per uno strano sortilegio trasmuta la sua coscienza ed il suo spirito all’interno del corpo di uno scarafaggio!

La visuale di gioco è quella tipica delle avventure che andavano in voga negli anni ’90, ovvero in terza persona a schermate fisse precalcolate. Quello che faceva la differenza era l’interfaccia utente, che rappresentò una vera e propria innovazione rispetto agli altri prodotti del genere: niente inventario, niente cursore sullo schermo, tutto quello che dovevamo fare era usare i tasti freccia della tastiera e muovere il vostro insetto nel piccolo universo a lui alieno e sconosciuto. Bad Mojo, oltre che originale era anche un concentrato di idee e inventiva da far impallidire le produzioni odierne, visto i rischi che i programmatori si presero a pubblicare un prodotto così.

Il menu di gioco era diviso in varie voci. Erano presenti le classiche opzioni operative, come iniziare una partita, salvare, caricare o ritornare al gioco, quelle informative come i credits, il trailer e gli aiuti per il gioco e il menù delle preferenze. Quest’ultime ci permettevano di cambiare i vari parametri grafici, sonori e dei comandi di gioco.

La versione Redux vede rispetto all’originale una grafica nettamente migliorata, anche se ovviamente non credete di trovarvi di fronte a schermate 4K con effetti particellari, vi ricordo che il prodotto risale comune a 11 anni fa. Però la cura del dettaglio e soprattutto l’immersione nel micorcosmo un po’ marcio del gioco sono ottimi.
Ritengo che rispetto alla prima versione sia stato fatto il possibile per avere la migliore resa estetica possibile e comunque nonostante tutto, continua a fare graficamente la sua figura. Soprattutto i filmati FMV sono stati egregiamente ottimizzati, rendendoli molto più preformanti rispetto al 1996, quindi niente più flickering molesto quando si visualizzano.
Il comparto sonoro nel complesso è soddisfacente: il parlato è ottimo (solo in inglese), mentre la colonna sonora oscilla tra musichette noiose e pezzi molto azzeccati.

A fare da padroni in Bad Mojo sono sicuramente enigmi ed il gameplay, che a tutt’oggi appassioneranno gli amanti delle avventure classiche.
Il gioco ci obbliga sin dall’inizio ad agire da scarafaggio, pensare da scarafaggio e ciò significa cambiare il nostro approccio nella visione del mondo che ci circonda. Avere la possibilità di camminare sui muri ed arrivare in luoghi impossibili ed inaccessibili, intrufolarsi in varie fessure e poter spostare solo gli oggetti di piccole dimensioni come sigarette, oggetti rotondi ed altre minuterie ci obbliga a trovare soluzioni diverse a problemi che da umani avremmo risolto diversamente,

L’unica reale pecca di Bad Mojo era sicuramente la longevità. Si riesce a concluderlo in 6-8 ore di gioco effettivo. Le aree da esplorare sono molto ampie (cinque in tutto) e se volete prendervela comoda e decidete di godere appieno le chicche che sono state messe a disposizione dai programmatori, si può ampliare l’esperienza di gioco di almeno 2 o 3 ore buone.

Bad Mojo nonostante l’età si presenta ancora come una delle migliori avventure di sempre: godibile, giocabile, divertente, originale, diverso e pieno di trovate geniali e estrose. Peccato solo per la sua brevità. A mio parere questo titolo rimane tra quelli che hanno contribuito a fare la storia delle avventure insieme ai vari Monkey Island, Kyrandia, Indiana Jones and the fate of Atlantis o Simon the Sorcerer, tanto per citare alcuni dei nomi più famosi. Quindi se amate il genere e non avete mai avuto la possibilità di giocare a questo titolo kafkiano, andate subito a recuperarlo. A soli sei euro su Steam, vi assicuro che sarà un ottimo investimento.


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