My Hero Academia – Recensione

Traduzione diretta della serie animata giapponese My Hero Academia, da pochi mesi approdata anche sui palinsesti italiani, My Hero One’s Justice nasce come vera e propria lettera d’amore diretta agli appassionati. Sviluppato dal team Byking, noto ai più per la serie “Gunslinger Stratos”, appannaggio esclusivo dei cabinati arcade di Square Enix, questo videogioco di combattimenti permette di vestire i panni di alcuni dei protagonisti dei primi archi narrativi dell’omonima serie televisiva, proponendo contenuti single player che seguono la storia originale, ma che riservano anche qualche scenario inedito per venire incontro ai palati più esigenti.

Questa modalità principale permette quindi di rivivere gli scontri chiave della prima parte dell’avventura di Izuku e dei suoi compagni di classe eroi in erba, seguendo una successione di battaglie che gratificano il giocatore con diversi collezionabili e ricompense di rarità maggiore a seconda della performance nell’arena e della capacità di saper rispettare alcune condizioni (come il mettere K.O. l’avversario con specifiche tecniche di combattimento). Diversamente da quanto visto in adattamenti videoludici recenti, come quelli firmati da Cyberconnect2 per Le Bizzarre Avventure di JoJo e Naruto Shippuden, il gioco presenta semplicemente due tabelloni a caselle che permettono di assistere allo scorrere degli eventi medianti brevi scene cinematiche e un’impostazione a box testuali e panel in stile fumetto americano. Per quanto lo sforzo a livello produttivo possa apparire forse un po’ sottotono, la modalità storia svolge il suo lavoro permettendo anche una certa rigiocabilità, alla quale viene affiancata un’ulteriore modalità a missioni che permette di formare un proprio di team formato da massimo tre personaggi per portare a termine missioni a furia di scazzottate ed urla lancinanti.

Detroit Smash!

In tutto questo, My Hero One’s Justice rimane tuttavia un gioco che può essere affrontato sia basandosi sulle peculiarità di un singolo eroe (o villain), sia formando team di tre componenti in modo non poi così dissimile da quanto visto nella serie Naruto Shippuden Ultimate Ninja. Gli scontri si svolgono in arene tridimensionali basate sulle ambientazioni urbane e rurali viste nella serie animata e si differenziano non solo per grandezza, ma anche per l’eventuale presenza di ostacoli che è possibile sfruttare durante gli scontri e di precipizi che possono ribaltare le sorti delle battaglie grazie alla regola del Ring Out.
Le meccaniche che dominano le scazzottate sono semplici, ma discretamente profonde, e possono essere fatte proprie grazie ad un comodo tutorial guidato presente proprio nella modalità storia principale. Ogni personaggio ha dalla sua un’agilità e una forza sovrumana (è il caso di dirlo) e non è raro vedere scontri muoversi dall’asfalto della strada fino alle pareti di palazzi che portano i segni del passaggio dei due sfidanti, sfidando la gravità e ogni singola convenzione dei picchiaduro tridimensionali. Per il resto, al di là di una certa varietà di meccaniche dovuta alle capacità singolari di ogni singolo personaggio, ogni supereroe ha a propria disposizione attacchi fisici e tre varianti di attacchi speciali che possono essere azionati solamente una volta riempita la classica barra delle supermosse posta poco sotto quella dell’energia. Allo stesso modo, proprio come nel titolo Cyberconnect2, l’eventuale apparizione di compagni di battaglia in soccorso è regolata da due indicatori che si riempiono col bassare del tempo e che segnalano quando è possibile rompere una concatenazione di mosse da parte dell’avversario grazie all’intervento di un sidekick.

Per quanto spesso caotici ed estremamente spettacolari, la lettura degli scontri rimane abbastanza immediata; meno ottimizzato, invece, è forse il sistema di controllo, che non sempre permette di accedere agevolmente a tecniche che prevedono la pressione simultanea di più pulsanti o semplicemente l’utilizzo delle mosse caricate tenendo premuto un pulsante solo. Non è ben chiaro il motivo di questa caratteristica del titolo, ma è possibile che Bandai Namco corra ai ripari con future patch per migliorare la responsività dei controlli, d’altronde il gioco è stato già interessato da diversi annunci riguardanti futuri DLC a pagamento.
Infine, oltre ad una modalità galleria da completare a furia di successi nelle arene e valuta in-game collezionabile sia sfidando amici che la CPU, One Hero’s Justice presenta una succosa modalità che permette di personalizzare il proprio eroe con costumi alternativi, palette swap, accessori presi in prestito da altri personaggi presenti nel gioco e tante altre caratteristiche, magari all’insegna della creatività più sfrenata da sfoggiare poi con orgoglio durante gli scontri online. Nel nostro periodo di provo il videogioco si è comportato più che bene online, vantando un netcode convincente e una community di giocatori piuttosto agguerrita. Se nel gioco single player la vera difficoltà degli scontri è quasi sempre rappresentata dal mero spirito di completismo che può nascere dal vedere diversi obiettivi completabili di scontro in scontro, è sicuramente online – o in compagnia di amici – che il gioco può dare il meglio di sé, con scontri mossi da logiche decisamente più reattive di quelle della CPU e dall’uso strategico di tecniche e di hitbox dei personaggi a volte sorprendenti.
Nulla da dire sul piano estetico ed artistico: la produzione firmata Bandai Namco rimane sicuramente fedele alla serie animata e sufficientemente godibile, anche grazie ad un buon doppiaggio in lingua giapponese… ma semplicemente non stupisce in alcun modo. È chiaro che l’etichetta giapponese voglia in qualche modo tastare il terreno prima di investire su una nuova IP dopo il gran successo di Naruto e Dragon Ball, ma quello che ci rimane tra le mani è un compitino discreto che non si sforza mai di andare oltre allo stato di mero “tie-in” da serie animata.

 

In Conclusione

Con One Hero’s Justice Bandai Namco porta su PS4, PC e Nintendo Switch un discreto gioco di scontri che farà la (tiepida) felicità degli appassionati della serie My Hero Academia, ma che non risulta in alcun modo consigliabile ad un altro tipo di consumatore.

 

Voto finale: 7


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.