Odium to the Core – Recensione

Quando ti trovi di fronte ad un gioco che si chiama “Odium”, sai già in cuor tuo che quasi sicuramente sarà un gran casino. Ed infatti questo è un nome straordinariamente preciso per un gioco come questo, ma procediamo per ordine.
Odium to the Core ci propone di raggiungere il “core” per salvare il mondo, sfidando i temibili boss che corrompono il mondo di Odium. Detto così sembra che dietro ci sia almeno una trama, ma a parte una manciata di filmati, non c’è alcuna spiegazione alle nostre azioni.

Vi ricordate di Flappy Bird o Badland, progettati per funzionare bene sui dispositivi mobili utilizzando solo un tocco per proseguire? Ecco, Odium the Core ha la stesa dinamica di gioco. Fondamentalmente, il nostro piccolo robot è soggetto alla gravità e premendo un pulsante gli diamo la possibilità di svincolarsi brevemente dall’attrazione gravitazionale. La spinta in avanti è automatica e varia a seconda della velocità dell’accompagnamento musicale. Alla fine abbiamo un gioco che consiste nel muoverci su e giù mentre cerchiamo di evitare di schiantarci contro gli elementi ambientali.
Gli elementi di colore rosso sono quelli non pericolosi, peccato che gli sfondi accesi al neon possono far apparire le cose rosse più violacee, il che porta un bel poí di confusione in un gioco gi‡ abbastanza ostico per conto suo.
Il nostro compito è ovviamente quello di attraversare ogni singolo livello nel minor tempo possibile e con il minor numero di tocchi possibili, per ottenere il punteggio più alto. Per aggiungere un po’ di varietà all’interno di ogni quadro ci sono alcune aree segrete, ma sono quasi impossibili da attivare, poiché l’unica indicazione di dove si trovano è una piccola linea rossa che si sposta lentamente per rivelare la forma dell’ingresso. Ma visto che tutto si svolge ad una velocità incredibile, non si riesce quasi mai a vedere la direzione da prendere per entrarci, per cui beccare perfettamente líingresso Ë quasi impossibile, oltrechÈ frustrante
La fisica la fa da padrona per tutto il gioco. Pi˘ a lungo si preme il pulsante pi˘ velocemente si fa salire il nostro robottino. Per descrivervi i comandi immaginate di essere completamente immersi in un fluido altemente denso cercando disperatamente di tornare a galla per respirare. La visuale si inclina da un alto allíaltro mentre ci spostiamo attraverso il quadro, per cui per procedere dritti diventa uníoperazione talmente difficile che può essere paragonata al tentativo di un umbriaco di mettere la chiave nella porta di una cabina di una barca a vela durante una bufera forza nove! Di solito soffro di motion sickness quando mi cimento in giochi VR, ma per la prima volta un gioco bidimensionale mi ha dato la stessa sgradevole sensazione di mal di mare.

Ma non pensate che questo sia tutto. Odium è progettato in modo che l’azione corrisponda alla musica (che è una delle poche cose interessanti del gioco), ma non abbiamo alcuni indizio su cosa ci riservano le varie tracce.
Questo significa che saremo in balia di improvvisi cambiamenti di quantità di moto che ci fanno accelerare, mandandoci inaspettatamente a sbattere contro un muro o una asperità del terreno. Per fortuna, la maggior parte dei livelli ha check-point posizionati relativamente bene, e questo mitiga parte, ma solo in parte, la frustrazione.


La maggior parte dei livelli di Odium to the Core richiede dai 3 a 20 minuti essere completati, al netto delle volte che però saremo costretti a ripartire dopo uno spiaccicamento.
In Odium the Core non esiste quelle che comunemente si chiama “curva di apprendimento”, perchè il livello di difficoltà è talmente variabile da lasciare esterrefatto anche il più masochista degli hardcore gamer.
Questo non è un gioco in cui impari lentamente a giocare. Questo è un gioco in cui lanciarsi al muro.
La concentrazione che richiede ogni fase di gioco è estenuante. Non importa quante volte abbiamo oltrepassato un determinato punto, c’è sempre il modo di finire male solo per colpa dell’assurdo sistema di controllo. In agiunta auesto ci sono anche elementi mobili altamente imprevedibili, come punte o seghe circolari, che hanno movimenti erratici tali da non poter prevedere le loro traiettorie.
Ho usato un controller perché mi trovavo meglio che usare la barra spaziatrice o il il tasto sinistro del mouse, ma comunque anche in questo caso le cose non sono migliorate. Anzi, alcune volte il lag mi ha maledettamente penalizzato. La risposta del comando e líazione sullo schermo sono fondamentali perché a volte i punti più ostici richiedono veramente una precisione millimetrica.
Lo confesso, non sono riuscito a finire questo gioco, nonostante ci abbia provato, ma a metà dei livelli ho abbandonato perché rischiavo veramente un esaurimento nervoso.

Odium the Core non merita il vostro tempo, nemmeno se siete dei fanatici dei giochi "one touch". Con Badland mi sono divertito sia nella versione mobile che in quella console/PC perché i comandi e la varietà dell'azione erano ottimante implementati con il gioco. Qua invece ci sono troppi problemi per potercisi divertire. I comandi sballati, l'azione troppo caotica e la presnenza di bug imperdonabili lo relegano a quelle tipologia di giochi che non consiglierei nemmeno al mio peggior nemico.
3
voto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.