La guerra non cambia mai

La saga di Medal Of Honor è stata certamente una delle più importanti all’interno del genere degli FPS bellici, fino ad essere stata in parte spodestata dallo strapotere della serie Call Of Duty.

Dopo una lunga fila di episodi ambientati nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, anche per la saga EA è tempo di guardare al presente, passando dai conflitti degli anni ’40  a quelli odierni, nel medioriente.
Come da tradizione, la trama riprende avvenimenti realmente accaduti, mettendo alle nostre mani 4 soldati che hanno davvero vissuto le esperienze proposte dal titolo, il che non può che giovare all’atmosfera.

Saranno riusciti i ragazzi di Danger Close a riportare in auge questa incrollabile saga?

Semper fidelis!

La campagna singolo giocatore di Medal Of Honor ci porterà nel mezzo di alcune sanguinose battaglie, passando poi a missioni incentrate su una componente stealth. L’azione di gioco riesce a mantenersi vivace e frenetica per buona parte del tempo, regalando momenti adrenalinici, intervallati da alcune sezioni meno memorabili.
Il gameplay non si discosta da quello canonico degli FPS moderni, cercando però di essere il più realistico possibile, grazie ad un buon feeling delle armi  e alla necessità di collaborare coi propri compagni per poter sopravvivere, generalmente mossi in modo adeguato dalla IA. Una IA che si rivela generalmente buona anche per quanto riguarda i nemici, ma non mancano i, fortunatamente sporadici, classici “momenti di follia” che li porterà a bloccarsi nel mezzo di uno scontro.

E’ un peccato dover però notare come la longevità della campagna sia ridotta ai minimi termini, lasciando pochi incentivi ad essere rigiocata. Il motore grafico non riesce inoltre a reggere il confronto con gli altri “big” del genere, in particolare in alcune sezioni decisamente spoglie.

Il risultato è una modalità single player con luci ed ombre, che non riesce ad affermarsi come punto di riferimento per il genere, ma che comunque diverte per le 6 ore necessarie al completamento, a cui si aggiungono quelle per terminare la ben più ardua modalità “Tier 1”, dove saremo sprovvisti di checkpoint e saremo tallonati inesorabilmente da un timer che ci cronometrerà.

Portare la guerra in casa d’altri

Non poteva ovviamente mancare la modalità multiplayer.

Questa è stata affidata ai ben noti ragazzi di DICE, sviluppatori dei vari Battlefield. E’ ovvio quindi aspettarsi un lavoro di grande qualità, peraltro ancora più interessante, dal momento che l’online di questo Medal Of Honor cerca di amalgamare gli elementi della saga di CoD con quelli della saga di Battlefield. Il risultato potrebbe essere decisamente appetibile.

Entrati in partita ci si rende subito conto di come il titolo muti profondamente: HUD, motore grafico ed effetti sonori sono totalmente diversi. Ciò lascia in un primo momento basiti, specialmente se si pensa al fatto che il Frostbite dei DICE sarebbe potuto essere usato anche nella modalità single player.

Tralasciato ciò, passiamo alla descrizione della struttura di gioco.
Le modalità non sono molte e riprendono i classici deathmatch, il cerca & distruggi di CoD e la Corsa di Battlefield. Anche il numero di mappe si rivela particolarmente esiguo. Quel che è peggio però è la grandezza di tali mappe, spesso molto ridotta, a cui si aggiunge una struttura delle stesse che porta generalmente al crearsi di due grandi corridoi in cui si incanalano i fiumi di giocatori. Il risultato è un appiattimento della varietà della partite online, il che va a penalizzare gravemente il giudizio complessivo.

Interessante è invece l’introduzione del sistema  di killstreak tipico della saga di CoD: eliminando nemici o completando degli obiettivi,  otterremo dei punti. Raggiunta una determinata soglia potremo lanciare un attacco sui nostri nemici o richiedere aiuti per la nostra squadra come munizioni o una ricognizione radar. La possibilità di scegliere quale delle due ricompense sfruttare si rivela decisamente interessante, e permetterà di utilizzare più approcci durante le sessioni di gioco.

Ciò si unisce alla presenza delle varie classi che potremo utilizzare ad  inizio match. Sfortunatamente queste sono decisamente poche (solo tre): Fuciliere, Forza speciale e Cecchino. Possiamo inoltre constatare come l’arsenale su cui il nostro alter ego potrà mettere mano sia davvero ridotto, e le varie bocche da fuoco non appaiono peraltro molto differenziate tra loro.

Nel complesso la modalità multiplayer del titolo EA si rivela pertanto dotata di un grande potenziale, ma assolutamente inespresso, a causa di una scarsa profondità e di una struttura di gioco troppo semplicistica.

Ascesa o declino?

A conti fatti il nuovo capitolo di Medal Of Honor presenta luci e molte ombre.
Una campagna in single player molto buona ma troppo breve e stroncata da un comparto tecnico insufficiente si unisce ad un multiplayer incapace di regalare una offerta ludica capace di reggere il confronto con altri titoli del genere, seppur dotato di alcuni spunti interessanti, in grado di divertire senza troppe pretese.

Nonostante ciò, il divertimento offerto dalla modalità in singolo riesce ad allontanarsi dagli altri prodotti del mercato e merita perlomeno di essere provato con mano.

GRAFICA:7.7

SONORO:8

DIVERTIMENTO: 7.9

LONGEVITA’: 7.6

TOTALE: 7.4

 

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