Wasteland 2: Director’s Cut – Recensione

Nintendo Switch si è dimostrata un tipo di console molto versatile. Perfetto per giocare a titoli tripla A e dai bugdet con molti zeri; fatto apposta per tutti quei giochi indie, che sulla piattaforma della grande N acquisiscono quel qualcosa in più, grazie anche al fattore portatilità. E’ (finalmente) giunto il momento di dare benvenuto sulla nostra console Switch ad un genere che ha fatto la storia dell’industria videoludica: i cRPG. Acronimo usato per indicare i  ‘classic role play games, come Baldur’s Gate, Neverwinter o Planetscape: Torment .
Wasteland 2 Director’s Cut è un titolo che “mancava” alla console Nintendo, e noi siamo felicissimi di poterlo avere tra le nostre mani. 

Il gioco inizia con un (ormai sempre più raro da vedere)  filmato in live-action che descrive il mondo post-apocalittico in cui il giocatore si ritroverà a muovere i primi passi. Noi impersoneremo i Ranger, difensori che si sono auto-proclamati delle Terre Desolate. Da li a poco, ci verrà assegnata una missione: indagare sulla misteriosa morte di un altro Ranger, chiamato Ace. Di lì a poco, cominceremo a ricevere delle strane trasmissioni radio da segnali sconosciuti, che ci minacceranno della prossima dipartita e sparizione dell’ordine dei Ranger. Decidiamo quindi di partire per un viaggio per capire da dove provengono quelle strane comunicazioni. 

All’inizio del gioco ci viene data la possibilità di selezionare la difficoltà dei combattimenti  e di creare il nostro party praticamente da zero. Questo è un aspetto fondamentale, perchè ogni personaggio è completamente customizzabile: carattere, aspetto,abilità, ed inoltre ci viene data la possibilità di poter scrivere la biografia del proprio personaggio personaggio.
In effetti,un giocatore alle prime armi con la serie Wasteland o con i cRPG in generale, il primo impatto può essere un po’ caotico: la quantità di statistiche e abilità da prendere in considerazione è enorme, proprio per garantire al giocatore piena libertà per la creazione della sua squadra. Fortunatamente, gli sviluppatori hanno messo l’opzione di poter giocare con un party già creato, di default, così da permettere di tuffarsi immediatamente in Wasteland 2 con personaggi con le abilità giuste.  

Una volta partiti per la nostra avventura non avremo tutorial che ci spiega i comandi, dovremo essenzialmente “provare” e “capire” con le nostre mani.
Le texture  del titolo sono di qualità abbastanza bassa e la nebbia scura della profondità di campo spesso non viene visualizzata in modo corretto. I modelli dei personaggi sono poco definiti e la mappa del mondo è molto semplice. Insomma, visivamente si poteva fare davvero molto più, visto che risulta peggiore delle altre versioni. Tuttavia, l’obiettivo degli sviluppatori era proprio quello di mantenersi su uno stile retro, che ricordasse proprio il primo Fallout per PC, quello del 1997. La situazione “migliora” quando si gioca in modalità portatile, in quanto lo schermo “più piccolo” maschera molte delle imperfezioni visive. 

Il combattimento è il cuore pulsante di Wasteland 2 dove tutto, dall’interfaccia alle nostre decisioni, ha un ruolo importantissimo: in alto dello schermo potremo vedere la serie di turni, che si alternerà tra la nostra e la squadra avversaria. Ogni singola azione, dal muoversi di casella in casella, fino anche a caricare l’arma o abbassarsi, necessita di PA. Questi si ricaricheranno ad ogni turno, aumentando progressivamente la quantità massima. Le abilità sono divise in CombatKnowledge e General Skills (combattimento, conoscenza e generali). Le qualità del singolo ranger, invece, si trovano in una sezione a parte e lo stesso vale per i perks, anche se il menù è molto lento ad aprirsi e potrebbe risultare tedioso per certi versi.


Escludendo questa manciata di difetti, l’alchimia di Wasteland funziona perfettamente anche dal punto di vista delle meccaniche di gioco. Se si incontra una porta chiusa, ad esempio, ci sono decine di metodi diversi per provare a superarla e questo permette di avere una grande varietà all’interno del titolo.
Durante i dialoghi inoltre, l’interlocutore che si ha davanti dirà parole come “missione” o “ferite da arma da fuoco” ed è possibile cliccare su quelle parole per portare avanti la conversazione. Ci sono ben tre abilità diverse di dialogo che non sono però sempre una scorciatoia per la vittoria dello scontro verbale, talvolta anzi possono rovinare la situazione. Infine, ultima caratteristica dei dialoghi, in alcuni casi le parole chiave non vengono evidenziate e sta all’attenzione del giocatore leggere con molta attenzione il discorso  per poi digitare manualmente la parola chiave in questione, ottenendo così informazioni bonus o segrete.  Parlando invece della “morte”, in Wasteland 2 è permanente e se un alleato finisce a terra finito gravemente si hanno solo una manciata di secondi per mandare il chirurgo della squadra a cercare di salvarlo. 

Wasteland 2 è un titolo “old style” che porta con sé tutti i punti di forza e le debolezze dei giochi di ruolo classici. E' difficile, lento, contorto ma sa regalare davvero tante soddisfazioni se ci si “dedica” con passione. Il mondo di gioco funziona, cos' come il background narrativo che ci guiderà nell'avventura. Ci sono tantissimi posti da visitare e persone con cui dialogare per scoprire i segreti più nascosti di queste terre dimenticate.
8.6
voto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.