Call of Duty: Black Ops 4 – Recensione

Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli“, questa citazione di Oscar Wilde casca a pennello con tutta la travagliata genesi del nuovo capitolo della storica serie Call of Duty. Fin dal suo primo annuncio, infatti, fu dichiarato che questo capitolo avrebbe tagliato quasi del tutto ogni esperienza di gioco offline, concentrando il tutto sulla componente multigiocatore. Sebbene oggigiorno sia quasi impossibile avere una console di nuove generazione senza una connessione online, la scelta degli sviluppatori è stata decisamente coraggiosa, anche in virtù del peso che la componente narrativa ha avuto fino a oggi nella serie Call of Duty, grazie alle storie coinvolgenti.
Dopo aver provato e testato per lungo tempo il nuovo Call of duty, siamo pronti ad emettere un verdetto definitivo su questa nuova visione del brand da parte di Activision.

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Call of Duty: Black Ops 4, come detto poc’anzi, ha eliminato in modo (quasi) definitivo la campagna single player per completare l’identità che la saga si è costruita anno dopo anno, ossia quella di un’esperienza votata  al multigiocatore e alla competizione online. Avrebbe potuto probabilmente migliorare la storia, la trama, la narrazione, ma Activision e Treyarch hanno preferito cancellarla. E’ una scelta decisamente coraggiosa che però farà scontenti chi aspettava il nuovo COD anche per un comparto single player. Appurato questo, il nuovo Call Of Duty si divede in due grandi parti per offrire comunque una vasta ed eterogenea offerta video-ludica.
Abbiamo il QG, ovver il Quartier generale degli specialisti che è sostanzialmente un grande tutorial dove verranno introdotte le varia classi di gioco. Questa opzioni ci permettere di conoscere da più da vicino le abilità e le caratteristiche di ognuno dei personaggi ed è utile per “imparare” a giocare prima di gettarsi nell’online vero e proprio. Infatti, ognuno dei 10 Specialisti ha un set di abilità ben diverso e padroneggiarli bene tutti richiederà un po’ di ore di pratica. Questa modalità è in “sostituzione” alla vera e propria campagnia dei precedenti COD. Una novità che salta subito all’occhio durante le prime fasi di gameplay è l’introduzione della cura manuale. Ora infatti, la vostra vita non si rigenera più da sola ma dovete curarvi voi manualmente (naturalmente le cure sono limitate). 

L’altra parte di questo nuovo COD è ovviamente la più “grande”. Stiamo parlando del multiplayer naturalmente, punto focale dell’intera produzione. Vi sono otto modalità multigiocatore disponibili che riprendono in parte quanto già visto nei precedenti titoli della serie, come Deathmatch, Team Deathmatch, Uccisione confermata etc. Ci sono però delle novità, tra cui Furto e Controllo che riescono a dare yuna bella dose di freschezza al titolo. In Furto è necessario prendere il denaro per portarlo al sito di estrazione. Vince il round la squadra che riesce ad estrarre il carico o che elimina tutti gli avversari. L’elemento intrigante è che i soldi accumulati potranno essere spesi per acquistare equipaggiamento prima dell’inizio di ogni round. In Controllo, al contrario, le squadre si alternano nell’attaccare e difendere delle zone: le vite sono limitate per entrambi i team, il cui attaccante deve catturare i due punti per vincere il round. Durante le nostre partite non abbiamo trovato particolari problemi di matchmaking, tranne in una sessione dove siamo disconnessi. Le partite si trovano molto velocemente e i server sono pieni.  Inoltre, le mappe di Call of Duty Black Ops 4 sono più estese e offrono una varietà mai vista prima: con l’arrivo degli specialisti, infatti, era necessario donare ad ogni area di gioco soluzioni diverse per accedervi e nascondersi, così da favorire un gran numero di strategie. Possiamo allora fare affidamento sui mirini termici e tenere sotto tiro i lunghi corridoi o scegliere fucili d’assalto per i combattimenti corpo a corpo, rimanendo consapevoli che con un così ampio ventaglio di soluzioni avremo bisogno che i nostri compagni ci spalleggino per avere la meglio.

Altra novità, molto importante e “criticata” dai detrattori delle Battle Royal è la modalità “Blackout”. Si tratta di una introduzione che, probabilmente, è stata messa per non rimanere “indietro” rispetto a giochi di successo come Fortnite e PUBG. In realtà, Blackout possiede tutte le caratteristiche del feeling di armi e gioco del COD “base” trasportato in una mappa IMMENSA dove 100 giocatori si scontrano tra di loro. E quindi ci si lancia con la tuta alare dall’elicottero, si atterra in un punto, e bisogna recuperare armi ed equipaggiamento per rimanere in piedi. a conduzione, come in ogni battle royale che si rispetti, spinge i partecipanti verso la zona sicura, fuori dalla quale subirete gravi danni, che ovviamente riduce la sua ampiezza con lo scorrere della lancetta. L’aspetto più convincente emerge proprio dalla natura immediata di questa battle royale: ci sono poche attese, si entra subito in partita, e il tutto si svolge con un ritmo molto veloce. Questa introduzione, potrà comunque non piacere ed il suo successo dipenderà sia dalla comunità ma sopratutto, dagli sviluppatori che dovranno tenere sempre in alto la motivazione dei players tramite aggiornamenti ed aggiustamenti vari. Il problema principale resta uno. Fortnite è gratis, PUBG è gratis, quindi cosa dovrebbe spingere a giocare questo titolo piuttosto che quelli free-to-play se si è interessati solamente alla Battle Royale? Certo, ripetiamo, il tutto funziona bene e senza grossi intoppi, ma al momento la concorrenza, per questa modalità è molto spietata e non siamo sicuri di chi ne uscirà vincitore. 

L’ultimo pezzo forte del titolo è la modalità Zombie che ormai è un punto saldo della serie che ha sempre dimostrato di avere una grandissima fetta di appassionati pronti a spremere ogni millimetro delle mappe per carpirne tutti i segreti. Black Ops 4 allora, per farsi perdonare della mancanza del singleplayer canonico, tira fuori tre campagne nuove di zecca, ognuna dotata di meccaniche e ambientazioni uniche. Si sale di livello, si ottengono nuovi accessori, elisir e talismani, si completano sfide per sbloccare mimetiche inedite: insomma, la personalizzazione è stata irrobustita, anche se il rischio ripetitività è sempre in agguato. Anche qui, si spera che gli sviluppatori aggiornino il gioco con una buona cadenza.
Per quanto riguarda il lato tecnico del titolo, Black Ops 4 si difende bene. Le texure e le ambientazioni sono molto dettagliate e non si hanno cali evidenti di fps che rimane ancora ai 60. Unico piccolo neo e che nella modalità Blackout, vista la grandità della mappa e i 100 giocatori presenti, il livello di dettaglio (almeno su console) scende notevolmente per poter garantire una certa stabilità.

Call of Duty Black Ops 4 è un titolo incentrato sul multiplayer con buona pace di chi si aspettava una campagna in singolo. Il titolo offre comunque tante modalità e il pacchetto e molto solido. Il gameplay rimane su standard altissimi e tecnicamente non vi è quasi nulla da eccepire. La nuova modalità Blackout potrà non piacere, ma è comunque un qualcosa in “più” rispetto ai precedenti titoli della serie. Il titolo “purtroppo” viene venduto a prezzo pieno anche senza la modalità storia. Potenzialmente quindi ci siamo, le modalità ci sono, il gameplay pure così come il divertimento. Speriamo solo che il titolo venga aggiornato (magari con numerosi contenuti gratuiti oltre quelli a pagamento) in modo costante.
8.5
voto

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