Animal Crossing: New Leaf – Recensione

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Ovvero il defaticante per eccellenza per gli Harcore-Gamers!

Titolo: Animal Crossing: New Leaf
Sviluppatore: Nintendo EAD
Pubblicato: Nintendo
Numero di Giocatori Offline/Online: 1/2
Cooperativa Online: Presentte
Piattaforme: Nintendo 3DS
Localizzazione: Italiano – Inglese 

 

Animal Crossing New Leaf è sia un simulatore di vita che un gioco unico. Non parlo dell’originalità o delle nuove idee che ci devono sempre essere in un gioco, qui l’unicità è proprio diversa. Dico “unico” perché praticamente costituisce un genere a sé stante, per certi versi lontanissimo dai giochi “classici”, quelli che siamo abituati a giocare e che per anni non ci hanno mai stancati. Per questo non è possibile affermare che questa unicità sia la sua forza, piuttosto è una variabile neutra, di conseguenza se il gioco è di altissimo livello è per altri, grandi e importanti elementi.

La prima cosa che colpisce in un Animal Crossing a caso è la grande varietà di contenuti. Da questo punto di vista, New Leaf è l’apice di un progressivo aumento dell’offerta, che però è quanto più si sia mai visto ampliata rispetto al passato. La prima cosa da analizzare è quindi quali e quante attività occuperanno il nostro tempo.
Prima però uno degli elementi cardine del gioco: il tempo. Le giornate, le ore e le stagioni scorrono come nella realtà seguendo il tempo reale e non rispetto a quante ore si passano nel gioco. Questo, dà al gioco una longevità tutta particolare e al tempo stesso spinge i giocatori a non mettere da parte il gioco per almeno un anno. Da giorno a giorno cambiano i personaggi speciali o gli eventi disponibili, corrispondenti a varie feste. Anche i giorni più comuni comunque ci spingono a non perderci qualche ora di gioco per eseguire una sorta di routine, di cui parleremo in seguito. Alcuni speciali periodi dell’anno, spesso di alcune settimane, permettono di trovare oggetti speciali e unici. A seconda della stagione e del periodo dell’anno poi; insetti, pesci e creature sottomarine catturabili saranno diverse. Anche per sbloccare molti elementi è richiesto il passare del tempo, che può essere anche di vari giorni.
L’attività forse più tipica è l’arredamento. Avendo una casa nostra, che con immani sforzi economici e ore di gioco da una tenda arriva ad essere una bella villa o quasi, il limite deriva solo dall’enorme mole di mobili che ovviamente non otteniamo subito. Da mobilio abbastanza classico come letti o armadi si arriva a riempire la casa con pezzi degli scacchi, strani robot ballerini chiamati giroidi, fossili o anche pezzi ispirati a varie IP Nintendo, da Mario ai Pikmin. Sono solo alcuni esempi, ovvio. Inoltre per i mobili più normali esistono interi set coordinati, con tanto di pavimentazione e carta da parati abbinata. Se vogliamo creare la casa dei nostri sogni, di fatto dobbiamo solo metterci d’impegno e cercare i mobili che desideriamo. Inoltre avere una bella casa segue delle regole precise: quelle del feng shui, o almeno la versione giocosa dello stesso. Anche la disposizione dei mobili cambia il punteggio che otterremo dall’Accademia Belle Case, e proprio ambire ad un alto punteggio spinge indubbiamente il giocatore a non usare la casa come un magazzino. Come novità di questo capitolo anche gli esterni della nostra magione saranno modificabili, magari come un castello o in stile giapponese.

L’abbigliamento, seppur in misura minore rispetto ai mobili, è composto da una grande varietà di maglie, vestiti, pantaloni, accessori e quant’altro. La cosa forse più divertente è trovare combinazioni assurde o strane, ma niente vieta di vestirci in maniera formale e rispettabile.
Sia mobili che vestiti sono personalizzabili con dei modelli disegnati dal giocatore: se siete delle anime creative solo questo vi prenderà ore di gioco.
Il giardinaggio ci permette di riempire di fiori e alberi la città, ma qui oltre alla nostra fantasia il lavoro asseconda l’eterna battaglia contro il grande nemico presente nel gioco: la desertificazione. Senza aree verdi la città rischia di diventare sgradevole e l’impegno per mantenerla bella non può mancare.
per quello che riguarda la personalizzazione, New Leaf ha fatto un grande balzo in avanti rispetto al passato per il nuovo ruolo del protagonista: da comune cittadino siamo ora sindaco e per questo possiamo rimaneggiare al meglio la nostra città. Fondamentalmente le opzioni sono due: quella di stabilire delle ordinanze, che adeguano anche se di poco la città al nostro stile di gioco e le opere pubbliche. In questa categoria rientrano buona parte delle costruzioni e dei servizi che riempiono la nostra città. Molte hanno solo scopo ornamentale, come sfingi o mulini, ma anche edifici importanti come la Casa del Sogno o la stazione di polizia, che svolgono una funzione unica. Il lato B della medaglia è che tutto il costruibile va finanziato di tasca propria, salvo avere qualche amico in vena di regali.
Nel nuovo episodio però raccogliere stelline (la valuta del gioco) è molto più facile che nel passato, grazie all’isola tropicale. Oltre a una vasta gamma di minigiochi, divertenti soprattutto in gruppo, l’isola permette senza problemi di guadagnare centinaia di migliaia di stelline vendendo i coleotteri rari che si trovano a dozzine passato il tramonto.
Caccia agli insetti, pesca, cattura di creature sottomarine e raccolta di fossili sono la combo che corrisponde a quattro attrezzi del gioco (retino, canna da pesca, muta e pala rispettivamente). Rispetto al passato è scomparsa la tendenza a usare la raccolta come metodo per guadagnare stelline, visto che praticamente solo i coleotteri di cui sopra sono davvero fruttiferi. Rimane la voglia di completare le collezioni del museo, magari per bullarsi con gli amici.
Ultima della nostra lista, ma non meno importante, si piazza la vita sociale. La città è popolata di animaletti di specie e carattere diversissimi e si possono passare ore anche solo ad avere conversazioni folli con loro. Inoltre con adeguato impegno si può riuscire anche a ottenere regali o informazioni utili.
La lista di fatto potrebbe continuare molto, ma ovviamente così si può avere una panoramica varia a sufficienza dei passatempi più importanti. Una perplessità potrebbe nascere dal disinteresse per simili attività: senza dubbio non serve essere appassionati di insetti o moda per divertirsi a giocarla, proprio perché è intesa in maniera ludica e non realistica.
Di contro, potrebbe confondere l’impatto con tanta varietà, ma gli sviluppatori hanno pensato anche a questo.
Appena arrivato in una nuova città, il giocatore non viene subito messo di fronte a tutto quello che Animal Crossing offre quanto ad attività e possibilità; al contrario, si vive una sorta di tutorial indiretto: possiamo fare quello che preferiamo tra le cose che pian piano sblocchiamo e provando un po’ e un po’ si acquisisce un approccio preciso ad ogni attività.

Dopo giornate di sperimentazione, comunque, ci si stabilizza pian piano in una sorta di routine. Da bravo simulatore di vita, Animal Crossing New Leaf è talmente vicino alla realtà da mimarne gli schemi, e al tempo stesso ne è lontanissimo perché le attività sono fuori da quest’ultima. Chi è che nella realtà ogni mattina prima delle nove va alla ricerca di fossili? Da questo punto di vista possiamo accostare il gioco ad una vacanza, rilassante sì, ma non per forza vuota e svogliata, piuttosto piena di impegni divertenti.
Il multiplayer è basato su un concetto semplicissimo: se una cosa è divertente da soli, lo sarà ancora di più in compagnia. Le esperienze in gruppo e in singolo non hanno grandi differenze sul piano del gameplay, piuttosto ci si diverte a scambiare oggetti, visitare da turista le città altrui e pescare insieme. Attività vacanziere, appunto, che rendono quasi il gioco associabile ad un misto tra una vacanza e un social network. Seppure a conti fatti non ci sia poi tantissimo da dire su questa modalità, è indubbio che con una connessione ad internet (o anche qualche amico col gioco a portata di mano), Animal Crossing salga su un altro livello. Importante notare però che le funzionalità online peccano per qualche problema di connessione. Si tratta di un problema non certo comune, ma che comunque risulta fastidioso anche se si verifica una volta sola.
Sul piano tecnico abbiamo una grande semplicità unita all’eleganza. Il realismo è decisamente ad anni luce dallo stile deformed e carino del gioco, in cui anche una tarantola prima di morderti risulta adorabile. L’uso del colore poi è gradevolissimo, col tipico stile Nintendo che in questo caso è brillante come poche altre volte. Anche il 3D gioca un bel ruolo, visto anche che il mondo di gioco è curvato, con una linea dell’orizzonte vicinissima.
La musica di Animal Crossing New Leaf è fatta per essere ascoltata per giorni, e funziona benissimo. Le varie melodie, diverse per ora, evento o edificio godono di un’appropriatezza al contesto e di un’ orecchiabilità rare: meglio non dimenticarsi mai le cuffie se ci si porta in giro la console. Gli effetti sonori sono appropriati e, seppur non sempre molto realistici, rendono bene l’idea dell’evento associatovi.

Per concludere, Animal Crossing New Leaf è una delle migliori esperienze di gioco attualmente disponibili su Nintendo 3DS. Non rientrando in nessun genere preciso è consigliato a qualsiasi tipo di giocatore, anche dai gusti difficili.

The Wild Sheep

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