Speciale: Life is Strange – Spirit (Parte 3)

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Nel silenzio più tombale, nelle crisi di pianto di chissà quanti giocatori, Dontnod Entertainment sta lavorando a Life is Strange 2. Ma questo lo si poteva soltanto immaginare, non sapere, anche perché gli sviluppatori erano comunque da un po’ fermi, nonostante la collaborazione con Focus Home Interactive per quanto concerne Vampyr che, tra l’altro, vi consigliamo di recuperare. Durante l’E3 2018, sul palcoscenico Microsoft, un trailer improvvisamente familiare, un tocco artistico riconoscibile da migliaia di chilometri e una colonna sonora che d’un tratto illumina il viso di tanti appasionati: Dontnod annuncia The Awesome Adventure of Captain Spirit. Tutti sono saltati, io in primis, perché tutti pensavamo che fosse il nuovo progetto dei Dontnod nell’universo Life is Strange; ed è parzialmente vero, perché in realtà si tratta di un semplice episodio prologo di Life is Strange 2, che nel suo finale, annunciava l’arrivo della seconda stagione.

Ma allora perché dobbiamo spendere parole su Captain Spirit? Che motivo c’è di approfondire questo personaggio? In realtà, se vogliamo essere proprio precisi, serve a poco o nulla. La storia di Chris è un evento che dura esattamente un paio d’ore, dove però vediamo tutte le enormi potenzialità di scrittura unite al gameplay da parte di Dontnod Entertainment. Innanzitutto ci vengono mostrate le principali novità legate al gameplay, in primis la possibilità di svolgere dei compiti all’interno del piccolo mondo sandbox, dove siamo noi a decidere il susseguirsi degli eventi e che, finché non attiviamo la scena finale, durerà praticamente tutto il tempo che noi desideriamo. Ma torniamo alla potenza della scrittura: Chris è un bambino afflitto dal senso di colpa perché sua madre, morta in un incidente stradale, era probabilmente lì per andare a prenderlo. La vita della famiglia Eriksen cambia, radicalmente. Chris sviluppa un problema psicologico che sfoga con la fantasia, mentre suo padre lo sfoga con l’alcool. Qui possiamo già tirare un po’ le somme, immaginare come possa andare a finire, perché di base siamo di fronte ad un cliché, spaventosamente classico. Eppure non è così, non questa volta.

L’incrocio tra Matle St. ed Asteroid Lane

La profonda scrittura degli sviluppatori, già conosciuta col primo Life is Strange, si evolve ancora di più: sono le immagini a parlare, le musiche ad urlare e soprattutto i personaggi a consolidare un rapporto perfetto tra queste argomentazioni, che insieme danno vita ad uno storytelling completamente nuovo sotto tanti punti di vista, almeno in categoria di videogiochi. La regia, infatti, è profondamente migliorata rispetto ai precedenti titoli, ed è bastato un episodio di appena due ore per dimostrarlo. Girovagando per la casa di Chris, per la sua stanza, e osservando con attenzione tutto, possiamo capire in pochissimo tempo tutta la storia del personaggio, riuscire a ritrovarci in lui oppure ad avvicinarci empaticamente, riuscendo a scoprire i lati più in profondità. Anche del padre possiamo dire lo stesso, perché osservando la stanza, possiamo conoscere la sua storia: effettivamente, pensandoci, nella casa di persone che non conosciamo possiamo percepirne tutte le diverse sfumature, le diverse storie, perché basta magari guardare qualche foto del passato, qualche trofeo, qualche collezione o anche la semplice predisposizione, pulizia e tanto altro. Tutti dettagli che ci dicono chi abbiamo dinanzi a noi. 

E vorrei quindi chiudere questi speciali sulla saga di Life is Strange scrivendo una lettera aperta a Dontnod Entertainment, capace di farmi innamorare di un universo narrativo spettacolare e pieno di emozioni. Volevo innanzitutto ringraziarvi per avermi reso una persona ancora più empatica di ciò che ero. Sono sempre stato molto emotivo e soprattutto molto raffermo su certi argomenti, perché in primis hanno riguardato la mia infanzia: so bene cosa ho dovuto subire e so bene cosa mi porto ancora adesso. Si tratta di un peso che sarebbe ipocrita sventolare a tutti solo per liberarmene, ma che se è lì è perché rappresenta anche ciò che sono adesso. Grazie a Max, Chloe, Rachel e Chris ho capito maggiormente chi siano gli esseri umani, cosa siamo dentro e quale sia la nostra forza. Abbiamo le emozioni, quelle che ci rendono un po’ tutti uguali, perché dentro di noi alberga sempre il bambino/a innocente che siamo stati. Il piccolo Chris è adorabile e io non posso che fermarmi ad ammirare la scrittura di quel personaggio, incredibilmente realistico da sembrare banale. Ed è lo spirito dentro di noi a vincere su tutto, come vuole il titolo, a farci capire perché ci emozioniamo. Life is Strange mi ha stravolto la vita, per quanto può sembrare assurdo, mi ha fatto affrontare i fantasmi, mi ha fatto avvicinare ancor di più a quel piccolo essere dentro di me, che non è mai voluto crescere veramente per non soffrire ancora. Il vostro universo narrativo, a prescindere da tutto, ritrova un piccolo spazio nel mio cuore e penso di non essere l’unico. Life is Strange sarà, per sempre, una delle migliori storie che io abbia potuto vivere.

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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