Fare il cattivo ragazzo è meglio!

Eroe sconosciuto, paladino della giustizia, salvatore dell’umanità e delle galassie conosciute e sconosciute: questi sono i tipici personaggi a cui ci ha abituato il mondo videoludico, come anche quello cinematografico. E’ però innegabile che la malvagità ha sempre avuto la sua perversa capacità di sedurre. Il gusto di provare a vivere le esperienze di un uomo oscuro e vendicativo, spinto solo dalla propria brama di distruggere è certamente qualcosa di interessante per chiunque ami videogiocare. Ecco quindi che 2K rilascia “The Darkness”, tratto dall’omonima graphic novel. Un viaggio nei meandri della New York malavitosa fino all’oscurità dell’inferno concentrato in una singola notte.

Embrace the Darkness

La trama di “The Darkness” narra l’avventura di Jackie Estacado, un giovane mafioso, che nella notte del suo ventunesimo compleanno diventa vittima di un attentato da parte del suo stesso zio adottivo Paulie, nonché suo padrino. Ormai destinato ad essere cibo per i pesci, una forza misteriosa si risveglia nel ragazzo, la Tenebra. Questa si manifesta sottoforma di due orribili serpenti alle spalle del protagonisti che massacrano tutti i sicari inviati da Paulie. Da qui prende il via il lungo viaggio di morte e vendetta di Jackie, deciso a uccidere il suo Don, con una trama profonda ed appassionante, valorizzata da un protagonista tormentato e complesso.

Ad aiutarlo ovviamente ci saranno i poteri sovrannaturali della Tenebra, doppiata in modo magistrale da Mike Patton. Tramite di essa potremo impalare i nostri nemici oppure attaccarli dalla distanza. Man mano che avanzeremo saranno disponibili inoltre altri poteri demoniaci. Il modo con cui li otterremo è però tanto particolare quanto macabro: la Tenebra può potenziarsi solo divorando i cuori dei nemici. Banchettando con i nostri avversari così, sbloccheremo nuovi poteri oppure potenzieremo la capacità difensiva della Tenebra.

Ma non c’è solo questo per Jackie: mediante alcuni portali potremo evocare delle creature infernali, chiamate Darkling, suddivise in classi come kamikaze o pistolero. Nonostante questa feature sia molto interessante, soprattutto per l’umorismo nero dei mostriciattoli, ci si rende presto conto di come l’IA che li muove sia davvero scarsa, e si riveleranno presto una palla al piede piuttosto che un asso nella manica.

Non mancano però le classiche armi da fuoco: Jackie potrà mettere mano infatti su un nutrito arsenale, che spazia dalle pistole fino ai fucili d’assalto. Nonostante il feeling con le armi  non sia molto curato, colpire i nemici ora sparando loro in testa, ora impalandoli coi tentacoli della Tenebra, si rivela una esperienza galvanizzante, in grado di dare al giocatore un senso di onnipotenza raramente riscontrabile in altri giochi.

Elemento cardine del titolo sarà ovviamente l’oscurità e in essa Jackie troverà rifugio e fonte di potere. E’ ovvio quindi che il nostro principale nemico non saranno tanto i nemici in carne ed ossa, quanto piuttosto le luci, che diventeranno il nostro bersaglio primario. Qualora fossimo esposti a lampade o lucernari infatti, il potere della Tenebra ci abbandonerà in breve tempo.

E’ un peccato però constatare come il ritmo frenetico del titolo sia penalizzato da una intelligenza dei nemici poco soddisfacente e da una cattiva gestione dell’arsenale di Jackie. La scelta delle armi non è affidata ad un menu a raggiera o simili, il che ci costringerà a scorrere tutte le bocche da fuoco a nostra disposizione. In generale i comandi e i combattimenti mostrano una certa legnosità che va ad inficiare su un combat system che sarebbe potuto essere maggiormente valorizzato.

Free roaming?

L’atmosfera di The Darkness è certamente uno delle caratteristiche più curate del titolo: la città di New York non solo è tecnicamente curatissima, ma è anche un luogo decadente, colmo di personaggi poco raccomandabili e malvagi.
Per permettere al giocatore di insinuarsi in ogni angolo di questo ambiente malsano, viene in aiuto la componente free roaming.
“The Darkness” non prevede infatti uno schema lineare, ma permette di girare in modo autonomo per i bassifondi della Grande Mela. Nonostante questo mezzo celi la linearità delle nostre azioni, è innegabile che girovagare a nostro piacimento, incontrando gente comune che dialoga del più e del meno, si riveli molto interessante. Da qui prendono vita inoltre delle brevi missioni secondarie, in grado di aumentare leggermente la longevità del titolo, affidateci da personaggi che incontreremo in giro per la città.

Tutto ciò muterà però quando, improvvisamente, verremo catapultati nell’Otherworld. Senza rivelare nulla nella trama, vi basti sapere che in questo regno entreremo nella mente stessa della Tenebra, un mondo costantemente in guerra, sempre  coperto dalle nubi e illuminato appena da un cielo rosso sangue. In essa Jackie vagherà, scoprendo pian piano le origini della Tenebra stessa. E’ un peccato però che questa location non abbia ricevuto la stessa cura riposta negli ambienti newyorkesi: l’Otherworld è infatti un posto molto spoglio, e di fronte a zone molto ampie il motore grafico fa vedere i propri limiti, come un antialiasing non eccellente.

La componente free roaming del titolo però non appare sempre adeguatamente implementata, e ci costringerà talvolta a lunghe e tediose camminate prima di raggiungere il nostro obiettivo, in particolare in alcune sezioni che precedono quella finale.

Uno sguardo sull’horror

Il lavoro degli StarBreeze  ha portato allo sviluppo di un comparto tecnico e sonoro di enorme valore.

In primis graficamente “The Darkness” regala ambienti curati, effetti di luci ed ombre eccellenti e texture dettagliate. In compenso il frame rate non riesce ad essere sufficientemente stabile nei momenti più concitati e, in particolare nella versione PS3, la più penalizzata dal punto di vista tecnico, l’antialiasing non è sempre al top.

Privo di ombre è invece il sonoro: l’OST di “The Darkness” è una raccolta di tracce metal del tutto in linea con l’azione del titolo, e il doppiaggio in inglese è uno dei migliori di sempre, complice la spettacolare performance di Mike Patton, che riesce a dare alla Tenebra una voce tanto cupa quanto spaventosa.

Mafiosi vs Darkling

Dopo le 12-13 ore necessarie per completare l’avventura, resta la modalità multiplayer di “The Darkness”. Questa si rivela però presto un contentino per gli appassionati di sparatorie online, ma la noia e i difetti di net code che la penalizzano la rendono quantomai superflua. E’ un peccato però, dal momento che la possibilità di utilizzare i Darkling sarebbe potuta essere molto interessante.

Un viaggio infernale con lieto fine?

“The Darkness” è uno di quei giochi brutalmente dimenticati da molti giocatori, uno di quei giochi che merita però di rientrare nella lista dei migliori giochi della generazione. Una trama intrigante, una realizzazione di grande livello, un gameplay frenetico lo rendono un titolo di enorme spessore, con protagonista un eroe oscuro, tanto freddo quanto dotato di cuore, accompagnato da uno dei comprimari più caratteristici di sempre, cioè la Tenebra.

I difetti sono innegabili: spezzare l’azione improvvisamente lasciando il giocatore a correre per minuti interi non è stata una grande scelta, e la legnosità dei comandi talvolta si fa sentire.
Ciononostante “The Darkness” è un videogioco da giocare, o perlomeno da provare almeno una volta, una piccola perla nel panorama videoludico.

PRO

  • Trama avvincente
  • Poteri della Tenebra
  • Ambientazioni suggestive
  • Delirio di onnipotenza garantito
  • Free roaming
CONTRO
  • Comandi un po’ legnosi
  • Multiplayer del tutto inutile
  • Otherworld non sempre curatissimo
  • Fasi di free roaming a volte dispersive
GRAFICA: 9
SONORO: 9
DIVERTIMENTO: 8.9
LONGEVITA’: 8
TOTALE: 8.9 

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