Intervista a Francesco Bellia: “Vi presento il magico mondo di Auxarian”

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Sempre più spesso a finire su grandi e piccoli schermi sono storie che hanno già avuto vita proprio sulle pagine dei libri. Si pensi ad alcuni dei più importanti successi cinematografici del recente passato: molti di questi infatti sono adattamenti di romanzi e storie raccontate da autori spesso anche molto tempo prima. Ciò avviene anche e soprattutto quando si parla di fantasy o fantascienza: basti pensare ai vari “Harry Potter”, “Il Signore degli Anelli”, “Il Trono di Spade” (adattamento de “Cronache e del Ghiaccio e del fuoco”), “Io sono leggenda” o “L’uomo bicentenario” (ma la lista potrebbe davvero essere quasi infinita). Cosa hanno in comune la stragrande maggioranza di questi successi oltre al fatto di essere tutte storie passate dalla carta allo schermo? Semplice, sono tutte opere scritte da autori americani, inglesi o comunque non italiani. Per analizzare i motivi di questo gap – a essere sinceri – bisognerebbe anche fare un’ ampia parentesi sul mercato cinematografico o televisivo italiano, ma non è questo il luogo. Lo è invece per parlare di fantasy anche in Italia, un genere amatissimo dal pubblico ma che, nonostante tutto, fa fatica ad affermarsi nel mercato del nostro paese.

Ne sa qualcosa anche Francesco Bellia, giovane scrittore siciliano che però, a differenza di altri, è riuscito a tagliare un traguardo importantissimo. Tra pochi giorni infatti un suo primo romanzo riconducibile proprio a questo genere sarà presto disponibile in tutta Italia: “Auxarian”, edito da “Scatole Parlanti” e già ben segnalatosi nell’edizione del 2016 del “Premio Calvino“. Per l’autore classe ’92 un esordio assoluto che però ha tutta l’aria di poter regalare grandi soddisfazioni. La storia del libro infatti ha tutti gli elementi per attirare la curiosità dei lettori e stimolare la voglia di scoprire, assieme al protagonista “Senza Nome”, i misteri che si celano dietro al fantastico mondo di Auxarian, un luogo dove ogni pensiero può diventare concretamente qualcosa di reale solo con la forza della mente. Un viaggio verso un mondo “magico” ma ricco di similitudini e metafore che faranno riflettere sulla società odierna e sulla nostra realtà. Noi di MyReviews abbiamo contattato in esclusiva Francesco Bellia per parlare con lui di “Auxarian” e dei suoi prossimi progetti.

 

Come è nata l’idea dell’immaginario mondo di “Auxarian”?
Il mondo di Auxarian si è originato a poco a poco nella mia mente. Senza dubbio attinge dal mio immaginario. Mi piaceva molto l’idea di una “terra” in cui ogni pensiero potesse materializzarsi all’istante, già solo per il fatto di essere pensato. Auxarian è infatti una dimensione immaginaria in cui pensiero e azione sono un tutt’uno.
Se vi sei dentro, ti basta desiderare che qualcosa appaia, perché questa si crei, immediatamente, davanti ai tuoi occhi. In un mondo del genere è possibile immaginare qualsiasi cosa, ma così come si possono creare meraviglie, si possono originare anche creazioni distruttive. Era la contraddizione tra meraviglia e orrore, tra libertà e limite che mi
affascinava. Ad Auxarian infatti vigono delle leggi durissime istituite dai Sognatori, un popolo che si è organizzato in un vero e proprio Regno con istituzioni e gerarchie. Il protagonista del mio romanzo, “Senza Nome” scoprirà gradualmente le misteriose e complesse dinamiche di Auxarian, comprendendo presto che “non è tutto oro ciò che
luccica”, che la terra in cui è giunto è piena di insidie.

Quanto tempo hai impiegato per scriverlo e a che tipo di pubblico pensi possa essere destinato?
Come dicevo l’idea è cresciuta col tempo. All’inizio ho scritto i primi sette capitoli. Poi è seguita una lunga pausa in cui ho elaborato mentalmente come doveva proseguire la storia. Ad un certo punto, quando ho capito di averla fatta mia, ho sentito il bisogno di mettermi a scrivere. E’ seguito un rush di creatività frenetica, incredibilmente stimolante. Sette giorni di immersione totale nella scrittura. Un periodo che ricordo come un’intensa concentrazione di di idee, dedicato interamente alla stesura del romanzo. Nel momento, infatti, in cui ero consapevole di sapere come sviluppare la mia idea, non volevo perdere l’occasione di scriverla. Ho colto l’attimo e ho dedicato tutte le mie energie per finire il romanzo, seguendo il detto “L’idea va battuta fin che è calda” (ride ndr). Per quanto riguarda il pubblico del romanzo penso che Auxarian si rivolga ad un’ampia gamma di lettori. Ai ragazzi, perché è un romanzo di genere fantastico dal ritmo dinamico e scorrevole, con una trama complessa e intrigante, perché come il protagonista, i lettori si ritrovano ad interrogarsi sulle misteriose dinamiche che reggono questo mondo sconosciuto. Agli adulti, perché oltre alla trama principale, Auxarian è chiaramente qualcos’altro: una metafora della fantasia creativa e dei suoi limiti; del binomio Realtà-Immaginazione, ma anche di quello libertà-limite. Nel descrivere il fallimento di un’utopia, il romanzo si interroga su tanti temi: tra questi su quale sia il vero significato del desiderio. In un mondo in cui tutto è possibile saremmo in grado di dare un senso ai nostri desideri? In fondo è quello che succede anche nella nostra società. Siamo saturi di desideri a tal punto che spesso fatichiamo a comprendere il significato di ciò che desideriamo. Auxarian amplifica tutti questi elementi portandoli in un mondo immaginario, che sembra molto distante dal nostro, ma che in realtà presenta molte similutidini, perché contiene in fondo le stesse contraddizioni. Per questo il romanzo opera su due diversi registri: lo sviluppo della trama e e vicende che accadono ad Auxarian, da una parte e la metafora e il simbolo, dall’altra: elementi che ho cercato di fondere insieme, così come ho cercato di coniugare e alternare tra loro meraviglia e inquietudine.

C’è una parte, capitolo o, considerando il genere, un’intuizione nata dalla tua immaginazione e poi inserita nel libro, che ti piace di più?
Devo dire che amo Auxarian nel suo complesso, perché ogni capitolo è strettamente connesso con tutti gli altri. Non c’è quindi una parte che preferisco rispetto ad un’altra, perché sono consapevole che tutte insieme formano Auxarian, così come io ho concepito l’opera. Di certo ci sono momenti della trama che mi hanno emozionato di più, durante la scrittura, ma questi sono sempre la conseguenza di quelli che li precedono e sono a loro volta strettamente legati a quelli che seguono. Penso che Auxarian sia un romanzo incredibilmente organico, che può fare a meno di nessuna delle sue parti, un po’ come una creatura dotata di vita propria (una mia creatura).

Mentre in altri paesi il genere è tra i più acclamati, in Italia uno scrittore che si approccia al mondo della fantascienza o del fantasy spesso incontra difficoltà. A cosa pensi sia dovuto? E nel tuo caso che ostacoli hai incontrato dalla fine della stesura ad ora che “Auxarian” vedrà presto la luce?
E’ vero che il fantasy in Italia è un po’ osteggiato dall’editoria. Anche la Fantascienza spesso viene considerata un genere di serie B. Penso sia dovuto al fatto che in media i lettori italiani non abbiano troppa familiarità con questo tipo di letture (a parte i grandi best-sellers, Harry Potter e Il Trono di Spade, per fare qualche esempio). Vanno molto i gialli, i thriller con ambientazioni locali, i romanzi storici, ma spesso c’è un po’ di “snobbismo” verso la narrativa fantastica, soprattutto quella italiana. Se ci riflettiamo attentamente è una cosa un po’ paradossale, dato che grandi autori italiani hanno scritto opere fantastiche che sono capi saldi del genere: penso al Pinocchio di Carlo Collodi, ma anche, se vogliamo spingerci molto indietro “La divina commedia” di Dante Alighieri. Quello che voglio dire è che non è vero che non ci sono stati in Italia scrittori di Fantasy. Sono esistiti e continuano ad esserci ancora oggi (Valerio Evangelisti e Licia Troisi, per citarne alcuni) la verità è che, oggi, solo pochi vedono la propria pubblicazione. C’è poca informazione sulla letteratura fantastica in Italia, questo comporta che essa non sia letta, né così ricercata dagli italiani nelle librerie. Se prendiamo come esempio gli Stati Uniti o il Regno Unito ci accorgiamo subito della differenza. Negli Usa esistono infatti due prestigiosi premi: Nebula e Hugo, che sono conferiti esclusivamente ad opere di genere fantastico. Le case editrici investono molto sulla fantascienza e il fantasy, considerandoli allo stesso livello, per dire, di un romanzo storico. Un’equivalenza che in Italia farebbe storcere il naso a molti, per me ingiustamente, perché ci sono opere fantasy e di fantascienza che oltre ad essere incredibilmente visionarie (alcune anche premonitrici come 1984 di Orwell), hanno un rigore, un’intensità, un’originalità e una complessità che le rendono a tutti gli effetti capolavori della letteratura contemporanea. I Classici fantasy arrivano anche da noi in Italia, soprattutto grazie a Mondadori e Fanucci, ma purtroppo sono conosciuti solo da un gruppo ristretto di persone e di cultori. A mio parere quindi il problema della scarsa diffusione dei fantasy, risiede in primo luogo sulla poca informazione che il pubblico ha su di essi. Per quanto riguarda la mia personale esperienza per la pubblicazione, non è stato facile pubblicare Auxarian, romanzo che ho scritto 4 anni fa. Sono molto contento di aver suscitato l’interesse della Casa Editrice Indipendente Scatole Parlanti (Viterbo), con cui Auxarian sarà edito, che ha creduto come me in quest’opera (comportandosi come un vero talent scout). Devo dire che a spingermi a perseverare nella difficile ricerca di un editore è stato anche l’aver partecipato al premio Calvino nel 2016. La scheda del Comitato di Lettura, positiva sul mio romanzo, mi ha stimolato nel credere ancora di più nella mia opera.

Seppur calato ovviamente in un contesto di fantasia, c’è anche qualcosa di tuo, frutto di esperienza personale, in ciò che hai scritto?
Penso ci sia molto di me in Auxarian, ma si trova tra le righe, è trasformato in simboli. Probabilmente, più che le vicende autobiografiche, ci sono le mie emozioni, le stesse che ho provato mentre scrivevo i singoli momenti del romanzo.

Quali sono ora i tuoi piani per il futuro? Dove sarà disponibile “Auxarian”?
Diffondere il romanzo! Cercare di farlo leggere al maggior numero di persone possibile, per conoscere le loro opinioni e avere un loro riscontro. Il 28 settembre lo presenterò al Palazzo della Cultura di Catania, insieme al Giornalista Rai Nino Amante, al Giornalista Ninni Andriolo e allo Psicologo e psicoterapeuta Giuseppe Raniolo. Con letture di Raffaella Esposito. Per quanto riguarda la distribuzione, “Scatole Parlanti, con cui sarà edito Auxarian, è una casa editrice a distribuzione nazionale: dalla fine di settembre, data di uscita del libro, l’opera potrà essere ordinata in tutte le librerie di Italia. Sarà disponibile anche su Amazon, IBS, e sul sito di Scatole Parlanti. Dopo la versione cartacea uscirà anche la versione e-book.

 

 Sinossi: Un uomo senza nome e senza passato approda ad Auxarian: la terra in cui i
sogni diventano realtà. E’ un luogo meraviglioso e carico di mistero, dove gli abitanti,
i Sognatori, possono creare qualsiasi cosa con il solo potere dell’immaginazione e i
sogni di ognuno entrano in contatto con quelli di tutti gli altri, plasmando la realtà che
li circonda. Dopo essersi invaghito di una donna di nome Ara, Senza Nome scopre i
grandi poteri creativi della propria mente e viene accolto tra i Sognatori, diventando
uno di loro; ma la terra in cui è approdato nasconde terribili insidie, come le dure
leggi istituite. I Sognatori si rivelano dei sovrani cinici e dispotici che sottomettono i
Nativi, come se si trattasse di una razza inferiore e il Vegliardo, un uomo malvagio,
dal volto sconosciuto, cospira contro Auxarian, provocando terribili temporali che
distruggono i sogni e le loro creazioni… Da luogo di meraviglia a luogo di orrore,
soltanto alla fine Auxarian rivelerà i suoi segreti.

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