Immortal Unchained – Recensione

Alcuni titoli, grazie al supporto di pubblico e critica, riescono in breve tempo a entrare nell’olimpo dei videogiochi e a diventare un “must” di cui se ne parla e se ne parlerà per anni e anni. Altri titolo invece, sono riusciti addirittura a fondare un vero e proprio genere a cui poi successivamente negli anni tanti altri hanno provato a ispirarsi. Quest’ultimo è il caso di Dark Souls, un titolo sviluppato da FromSoftware che è stato capace di creare un genere di gioco, definito “soulslike”, al quale hanno fatto seguito titoli come Bloodborne. Ultimo caso è quello di Immortal Unchained, titolo coraggiosamente sviluppato da uno studio svedese denominato Toadman Interactive. Il risultato? Continuate a leggere.

Iniziamo col dire che pur ispirandosi alle dinamiche di gioco di Dark Souls, Immortal Unchained presenta ambientazioni completamente diverse da quelle gotiche-medioevali a cui siamo stati abituati. Nel suddetto titolo, infatti, saremo catapultati in una misteriosa realtà sci-fi in cui il protagonista sarà risvegliato da un lungo sonno con l’obbiettivo di sterminare alcune strane creature spaziali.
Una volta creato il proprio personaggio, scelto la sua classe di combattente e avergli dato un volto, avrà il via una sorta di tutorial che spiegherà le dinamiche di gioco e il sistema di controllo. Già da qui è possibile notare che Immortal Unchained si differenzia dai vari Dark Souls in quanto il sistema di combattimento del gioco prevede perlopiù l’utilizzo di armi da fuoco (oltre ad alcune spade per i duelli ravvicinati). Combattere con le armi da fuoco può rappresentare sicuramente un vantaggio poiché permette di colpire da lontano i nemici, ma non ci vorrà troppo affinché la situazione si complichi: procedendo nel gioco, per esempio, alcuni nemici saranno capaci di spostarsi rapidamente alle vostre spalle per sferrare attacchi oppure saranno coperti da un enorme scudo, tanto da obbligarvi a doverli aggirare per poter sferrare almeno un attacco vincente. Nel corso delle nostre sessioni di gioco, siamo riusciti a destreggiarci senza insormontabili difficoltà nei combattimenti contro i vari nemici “comuni” e gli unici gameover sono stati causati sia da alcuni bug e glitch di cui soffre Immortal Unchained sia da colpi non andati a segno, sebbene il mirino fosse perfettamente centrato sul nemico.

Discorso diverso è invece quello che riguarda i boss dei diversi “portali” presenti nel gioco. Nel corso delle nostre diverse prove del titolo, abbiamo notato quanto sia altalenante il livello di difficoltà dei boss presenti: si passa infatti da boss difficili da abbattere se non con una strategia, a boss che è possibile crivellare a colpi di mitragliatore semplicemente scivolandogli alle spalle.
Come in ogni soulslike che si rispetti, anche Immortal Unchained offre la possibilità di migliorare le caratteristiche del proprio eroe, spendendo moneta recuperabile nel gioco che, com’è possibile immaginare, scompare ogni qual volta andrete incontro a un gameover. Procedendo nel gioco è possibile sbloccare e ottenere nuove armi, ognuna con una velocità di fuoco e una grandezza differente del caricatore; inutile dirvi che ciascuna arma potrà essere personalizzata e migliorata in base alle vostre esigenze. Per semplificarvi la vita non mancheranno alcuni oggetti di gioco utili a recuperare la salute oppure a eliminare gruppi di nemici in un sol colpo.
Ad aumentare la curva di difficoltà in Immortal Unchained ci pensa la scarsa quantità di munizioni a disposizione del giocatore poiché, una volta esauriti i proiettili, sarà necessario fare ritorno a un punto di salvataggio oppure trovarne qualcuno nuovo (e vi garantiamo che tra un punto di salvataggio e l’altro sarà necessario camminare per parecchio tempo). Non ci nascondiamo che, procedendo nel gioco, sarà possibile trovare un oggetto capace di ripristinare i proiettili, ma ad alleviare il problema dei proiettili ci penserà un upgrade del personaggio che permetterà di trasportare un’arma in più.

Dal punto di vista tecnico Immortal Unchained non è un titolo capace di far gridare al miracolo o perlomeno di sorprendere il giocatore. Alla realizzazione decisamente spartana delle ambientazioni di gioco, fa eco una serie di modelli di personaggi (incluso il protagonista)  non proprio convincenti e, talvolta, molto ma molto ripetitivi. La colonna sonora del gioco presenta invece tracce audio abbastanza anonime a cui fa eco un doppiaggio completamente in lingua inglese non sempre sincronizzato col movimento del labiale dei personaggi. Per gli angolofobi sono fortunatamente presenti sottotitoli in lingua italiana.

Immortal Unchained era un titolo che, a primo impatto, aveva delle ottime premesse, prsentandosi come un prodotto vincente e convincente. Ma col passare del tempo e col passare delle ore, i difetti di Immortal Unchained vengono a galla e riescono a rendere talvolta l'esperienza di gioco abbastanza frustrante. Se Immortal Unchained fosse stato un titolo venduto a un prezzo budget, probabilmente il titolo di Toadman Interactive sarebbe stato un prodotto sicuramente più appetibile.
5.8
voto

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