SNK Heroines: Tag Team Frenzy – Recensione

Può un sequel di un titolo pubblicato su una console mai arrivata in Europa catturare l’interesse dei giocatori, specie se la popolarità del marchio su cui è basato è in continua in discesa in Occidente?

Solo il tempo potrà rispondere a questo interessante quesito, ma il sequel spirituale di SNK Gals’ Fighters, pubblicato su Neo Geo Pocket Color, è finalmente arrivato a noi su PlayStation 4 e Nintendo Switch con il suggestivo nome di SNK Heroines: Tag Team Frenzy. Buttandosi a capo basso nel sempre più popolare polverone dei picchiaduro a squadre, SNK ci vuole evidentemente convincere che personaggi come Kula, Leona o Mui Mui (?) non solo sono attualissimi, ma possono anche richiamare l’attenzione del pubblico contemporaneo. Non è poi un segreto che The King of Fighters XIV sia riuscito, pur con un aspetto tecnico tutto sommato piuttosto modesto, a riportare in auge una saga ingiustamente snobbata dal grande pubblico, ma siamo davvero pronti a… uno spin-off in gonnella? 

Poiché questo picchiaduro 2,5D (in 3D, ma funzionante come un classico fighting game bidimensionale) si configura proprio in questo modo, mettendo in scena scontri a coppie fra 14 eroine prese in prestito da diversi franchise SNK e imbastendo il tutto come un sedicente spin-off “pruriginoso” che di sexy ha davvero poco. Ma andiamo con ordine.

FINAL CUTIE

Il videogioco propone tre modalità single player affrontabili, come tutte le altre, sottostando all’obbligo di creare una coppia di combattenti: non ci sono accoppiamenti “canonici”, e a seconda di chi si schiera in battaglia si possono scoprire interazioni e linee di dialogo differenti. La modalità storia vede le eroine SNK trasportate in una dimensione alternativa dove la regola è quella di indossare cosplay scosciati (ma più che altro ridicoli), obbligate a farsi strada in scontri con altre coppie di ragazze fino allo scontro finale che, come tradizione di questa software house, coincide con un netto aumento del livello di sfida. Ogni performance portata a termine nelle arene di gioco gratifica il giocatore con della valuta in-game che può essere investita nello sbloccare elementi in una modalità galleria o nella customizzazione delle guerriere, tutte vantanti ben tre cambi di outfit – fra i quali, fortunatamente, è compresa anche la caratteristica mise per cui sono conosciuti – e un numero piuttosto importanti di accessori con cui agghindarle per aumentare il livello di surrealismo della messinscena. 

In SNK Heroines non è richiesto estinguere la barra dell’energia dell’avversario – oltretutto condivisa dalle due eroine in campo – come nei comuni picchiaduro, bensì mettere a segno una mossa speciale quando quella della squadra sfidante è agli sgoccioli. Questa meccanica si traduce in un’interfaccia in cui le barre di energia vitale e energia dedicata alle mosse speciali si sommano, permettendo a chi possiede meno punti vita di eseguire più tecniche speciali, il tutto contando anche sulla presenza di oggetti raccoglibili sul campo che possono pepare gli scontri o addirittura rovesciare le situazioni più disperate. 

Detto questo, il titolo SNK – portato a noi da NIS America -, rimane un picchiaduro rivolto principalmente ad un pubblico di neofiti, proponendo un parco mosse estremamente ridotto che può essere attivato con la semplice combinazione di un tasto e di un solo input sul dpad, andando in totale controtendenza con quanto visto nella saga KoF, nota per i suoi tecnicismi. Non manca una certa profondità del tutto, specie a livelli di difficoltà più alti, quando scambiare le protagoniste in campo diventa praticamente essenziale per produrre le combo più letali; purtroppo il roster di personaggi giocabili è estremamente ridotto (ma verrà espanso con DLC a pagamento nei prossimi mesi) e solamente basandosi sui pochi contenuti offerti attualmente dal gioco, è difficile pensare che questo possa in qualche modo divertire per più di qualche partita. Il gioco prevede solamente una modalità sopravvivenza in cui si è chiamati ad affrontare sconto la CPU a difficoltà crescente, magari in compagnia di un amico a controllare l’altro componente della squadra, e una modalità allenamento in cui perfezionare le proprie tecniche. È possibile godere di un breve – ma completo – tutoraggio, ma mancano qualsivoglia tipologia di sfide o missioni, ormai standard per questo genere di prodotto. La modalità online è altrettanto scheletrica, ma non ho avuto modo di verificarne la bontà a causa dell’assenza di una comunità di giocatori in rete. Infine un commento sul comparto tecnico e artistico del gioco, che pur vantando un dettaglio delle guerriere decisamente maggiore di quanto visto in The King of Fighters XIV, rimane ancora una volta spoglio e poco convincente. La versione Nintendo Switch vanta un’azione a 30fps variabili e una risoluzione che 720p in modalità portatile, ma giocato in modalità docked e affiancato ad un televisore dal generoso polliciaggio la sensazione è quella di ritrovarsi di fronte ad un prodotto nato vecchio, in cui l’aliasing è all’ordine del giorno e la qualità generale dell’immagine è sporcata da un uso eccessivo di effetti grafici ad accompagnare l’esecuzione delle mosse più basilari. 

Con SNK Heroines: Tag Team Frenzy la compagnia voleva chiaramente donare ai propri appassionati un prodotto che potesse distanziarsi dall’estremo tecnicismo della serie The King of Fighters, ma la versione arrivata al lancio per Nintendo Switch soffre di una generale penuria di contenuti e di problematiche tecniche che potrebbero non valere, sommate, la portabilità dell’esperienza.
6.5
voto

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