I casinò nella letteratura

Il mondo dei casinò è da sempre uno dei più affascinanti. Persino chi non possiede una grande passione per il gioco d’azzardo ha spesso avuto la curiosità di entrare in una delle sale da giochi classici più lussuose del mondo. Recentemente, con l’avvento di numerose app dedite proprio alla riproduzione virtuale molto fedele di giochi di tipo casinò, in molti si possono concedere lo sfizio di giocare a un tavolo verde virtuale senza recarsi fisicamente ai casinò, un luogo a volte estremamente selettivo ed esclusivo, oltre che geograficamente difficile da raggiungere, soprattutto in Italia vista l’assenza di qualsiasi casa da gioco nel sud della Penisola. 

Internet è infatti riuscito ad avvicinare gli utenti a questi classici giochi un tempo fruibile soltanto nelle sale da gioco fisiche, rendendo questi giochi “democratici” ed accessibili tramite una serie di strumenti, come le piattaforme online, le applicazioni scaricabili su smarphone e tablet ma anche la varietà dell’offerta di slot, tipologie di poker e roulette, promozioni per i nuovi iscritti e modalità demo: è sufficiente leggere la recensione di starcasino per capire quanto questo settore stia avendo successo grazie ad un’offerta incentrata sul cliente. A conferma di ciò è la cifra di oltre 440 milioni di incassi registrata dalle giocate su queste apposite app nello scorso anno.

Il casinò fisico, tuttavia, non perde il suo grande charme, come possiamo evincere da una serie di opere letterarie molto famose che hanno lasciato il segno parlando proprio della gran passione per il gioco d’azzardo.

Il più grande classico è sicuramente “Il Giocatore” di Fedor Dostojevski, uno degli autori russi più importanti di sempre. In questo libro si descrive la fervente passione per la roulette del protagonista Aleksej Ivànovic, russo residente in Germania in preda a deliri amorosi verso Polina, ma sempre più attratto dal rischio e dalla voglia di vincere denaro puntano sul rosso o sul nero. Tale opera è senza dubbio una delle più conosciute tra quelle ambientate nei casinò e adesso è stata anche adattata per essere riproposta in teatro, come ennesima dimostrazione del suo successo senza tempo.

Un altro libro importante sulla passione per il casinò è “Blackjack Club” di Ben Mezrich, che racconta la storia di un gruppo di studenti dell’università americana MIT. In questo libro particolare si narra di sei studenti che hanno sbancato Las Vegas con l’applicazione perfetta di alcune loro teorie elaborate studiando per anni. Quello che caratterizza perfettamente la storia di Mezrich è come gli studenti affrontino la sfida contro il cervello del casinò come se fosse un’autentica sessione di tesi di laurea. All’interno c’è spazio anche per le loro storie personali, con degli intrecci molto intriganti. Gli studenti riusciranno ad incassare milioni di premi senza mai andare contro la legge del Stati Uniti, una cosa non da poco.

Se invece vogliamo restare in Italia vediamo come un’opera immortale come il “Fu Mattia Pascal” prende il sopravvento su tutte le altre. Tale romanzo narra di vite difficili e tormentate nelle quali il gioco d’azzardo viene fuori come metafora di tutte le probabilità della vita. E proprio attraverso il gioco d’azzardo che Pirandello costruisce l’intreccio di base dell’opera, dato che sarà una serie di esperienze fortunate al tavolo da gioco che daranno praticamente una seconda vita al protagonista di questo romanzo, un’autentica esemplificazione di come il tavolo verde può essere paragonato alle vicende quotidiane.


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