Runbow – Recensione

Quando una software house decide di sviluppare un gioco ripone in esso tutte le sue speranze, cercando, come giusto che sia, di spingerlo nell’ormai saturo mercato videoludico e, magari, riuscire anche una fetta di videogiocatori. A volte però, soprattutto quando il gioco ha venduto e soddisfatto tutti, dopo qualche anno (ri)viene riproposto sul mercato con una versione nettamente migliorata. Questo è, per esempio, il caso di Runbow.

13AM games, lo studio canadese che si cela dietro allo sviluppo e alla realizzazione del titolo, ha riportato, su Nintendo Switch, PlayStation 4 e PC, uno dei più iconici giochi per Wii U. L’avventura in Runbow inizia con lo scegliere un personaggio tra Hue o Valb. L’elemento principale sulla quale si basa il titolo di 13AM games è il colore: infatti in ogni livello il protagonista dovrà muoversi in uno spazio il cui sfondo cambierà colore in un lasso di tempo limitato. Questo rappresenta un’arma a doppio taglio per il videogiocatore in quanto perché in alcuni casi potrà salvarci la vita, in altri, invece, potrà metterci in seri guai. E’ importante riuscire a riconoscere con quale velocità, durata di tempo, cambierà il colore. Oltre ai due protagonisti, grazie all’acquisto di DLC, avrete a disposizioni altri tre personaggi: Satura, Liliac e Shantae. Attenzione Hue e Val sono gli unici due a poter essere personalizzati: potrete, infatti, cambiare il loro colore, utilizzando le 7 tonalità dell’arcobaleno, scegliere dei costumi esclusivi, sbloccabili con l’acquisto, dei tanti, forse troppi, DLC.

In Runbow due sono le modalità principali: quella singola e quella multiplayer. Giocando in singolo, quindi offline, abbiamo la possibilità di scegliere tra altre due modalità: Avventura e Bowhemoth. La prima ci porterà a viaggiare al fianco dei protagonisti che dovranno battere dei nemici. Ci ritroveremo quindi a dover superare una moltitudine di livelli in cui dovrete sfoggiare le vostre abilità per conquistare i tanti trofei. Come abbiamo già detto qualche rigo più su, ad ogni livello è associato un colore che, ne determina la difficoltà – si va da verde, la più semplice, giallo, quella intermedia, e infine rosso e viola colori che indicano il livello di difficoltà più alto. Nella seconda modalità, ovvero Bowhemoth, ci ritroveremo all’interno di una creatura e per uscire dovremmo completare una serie di quest in successione senza, purtroppo, la possibilità di salvare. Le modalità multiplayer, invece, sono tre: corsa al traguardo, in cui ci sfideremo con altri personaggi per chi arriva prima al traguardo, l’Arena pvp e conquista la zona.

Dal punto di vista tecnico Runbow si presenta con un comparto tecnico niente male. La grafica è semplice, colorota e curata nei minimi dettagli. Le animazioni e i modelli dei personaggi sono accettabili, infatti, non abbiamo mai riscontrato cali di framerate con più oggetti sullo schermo. La colonna sonora è composta da melodie orecchiabili che fungono da ottimo sottofondo al gioco. Da segnalare la presenza dei sottotitoli in italiano, non indispensabili ma sempre graditi.

Concludiamo dicendo che Runbow è un titolo semplice, immediato, adatto all'intera community videoludica, dal gamer alle prime armi fino ad arrivare al pro. Saprà offrirvi ore e ore di divertimentod sia nella modalità singolo che in quella multiplayer, da noi preferita. In più, considerando anche l'ottimo rapporto qualità-prezzo - 14,99 euro - ve lo consigliamo. Non fatevelo scappare.
8
voto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.