Marvel’s Spider-Man – Anteprima

Featured Videogiochi

C’è grande tranquillità per le vie di Milano, il motivo è ai più ignoto ma noi, già da qualche tempo, ne conosciamo la ragione. Marvel ha concesso al suo eroe rosso-blue, creatura prediletta di Stan Lee, la licenza di venirci a trovare nella città meneghina, per mostrarci i progressi fatti da Insomniac Games sulla creazione del videogioco a lui dedicato.

E’ la stessa Marvel ad ammettere che il tutto faccia parte di una rinnovata strategia dedita a concedere l’utilizzo dei suoi beniamini più noti a team di sviluppo di comprovata bravura; questo, a nostra memoria, è uno dei primi titoli su licenza ad essere creati con una mentalità accostabile a quella di un gioco first party. Da cui l’esclusività per PS4. Bando ai formalismi: appena arrivati negli uffici ci è stato offerta una postazione sulla quale provare un paio d’ore della nuova avventura del verboso sparatele; gettati in una New York fedelmente ricreata, con tutti i suoi orpelli e la sua valanga di taxi gialli sempre dietro l’angolo constatiamo fin da subito come i controlli nella fase sand box del titolo siano molto simili a quanto visto precedentemente nelle iterazioni marchiate Beenox. Sorprendentemente il tutto si muove su una versione modificata del motore usato per Sunset Overdrive (Xbox One).

Passeggiare tra la Fifth Avenue e Central Park è decisamente godibile ma da grandi poteri derivano grandi mezzi di locomozione ed è dunque preferibile utilizzare il dorsale destro (R2) per incominciare ad oscillare – tra grattacieli e palazzi – e velocizzare il tutto. Schizzare tra i quartieri di New York appesi alle ragnatele ha sempre un nonsochè di elettrizzante, in questo caso Insomniac non ha esattamente reinventato la ruota, traslando il sistema fin ora utilizzato nei giochi precedenti con una certa sicurezza. Mentre ci si dondola tra una via e l’altra è possibile rendere il tutto più dinamico, correndo sia verticalmente che orizzontalmente sulle abitazioni o premendo con il giusto tempismo il tasto di salto (X del controller PlayStation 4), quando si impatta con una superficie, così da ottenere un momentaneo boost. Si possono concatenare le diverse acrobazie così da rendere le scorribande a mezza’aria un piccolo spettacolo funambolico, scapigliato ma con una sua eleganza.

Giusto il tempo di prendere confidenza col tutto che, ecco la storia incalzare. La trama del titolo è scritta interamente ex-novo, non è dunque ancorata a fumetto o film alcuno; nei panni di un Peter Parker leggermente più attempato del solito (23 anni ndr) e calzante un costume nuovo di zecca (e del qual abbiamo fatto promessa di non scendere troppo nei dettagli) ci precipitiamo a prender parte ad una retata della polizia atta a porre fine al regno malavitoso di Kingpin, cattivone ultranoto ai fan della serie. Durante le missioni principali l’azione incalza oltremodo e siamo subito investiti dall’ottima colonna sonora scritta da John Paesano, concepita e creata con un evidente piglio cinematografico: bombastica e ricca nei momenti intensi, pacchiana al punto giusto e brillante negli istanti più rilassati. Alle porte dell’edificio sede delle malefatte di Kingpin, qualche momento scriptato setta il mood della nostra missione, esplosioni dispensate a mani generose erodono le mura dell’imponente palazzo mentre gli sgherri del boss malavitoso ci accolgono ad armi spiegate per impedirci di entrare.

E’ arrivato il momento di menar le mani e siamo decisamente compiaciuti nel constatare come lo stile di combattimento, che credevamo essere una ricreazione del routiniero sistema utilizzato nei vari Arkham ed Assassin Creed (pre Origins ndr), in realtà ne mutui solo alcune caratteristiche.

In primis, a differenza di quanto avverrebbe nei giochi targati Batman, i controlli non cambiano radicalmente quando ci sono degli sgherri sullo schermo e nemmeno viene implementato il lock on automatico; in pratica la transizione tra fasi esplorative e sezioni da brawler è decisamente più fluida e meno invasiva.

Altra diversificazione non da poco: Spiderman non ha un tasto dedicato al contrattacco, ma sfruttando i sensi di aracnide può percepire gli attacchi incombenti e con l’ausilio del tasto O (cerchio, ndr) esibirsi in una tamarrissima schivata. Sistema che preferiamo esponenzialmente, anzitutto perché l’input della manovra evasiva è direzionabile dal giocatore stesso, in secondo luogo perché essere costantemente intrappolati nelle animazioni di contrattacco sarà anche stiloso e “cool” ma in fondo trattasi sempre di momenti di “non gioco” nel quale il giocatore assiste solo passivamente.

Si nota insomma come al timone del progetto ci sia un team abituato a sviluppare giochi molto più diretti e gameplay oriented: di fatti muovere il lanciatele in mezzo alle file di sgherri nemici è assai più veloce e dinamico, complice una certa verticalità negli scontri data dalla presenza di combo aeree e tecniche da eseguire a mezz’aria. Mixando il tutto con l’utilizzo di ragnatele dai svariati usi: dalla costrizione dei nemici, al lancio di oggetti presenti nell’ambientazione, alla manipolazione stessa dei movimenti di Spidy. Paradossalmente, i pochi problemi che abbiamo riscontrato derivano da ciò che invece il gioco ricalca più fedelmente dal sistema utilizzato nelle cronache dell’uomo pipistrello. Ovvero una certa inaffidabilità di alcuni input, dovuta alla tendenza del engine di gioco ad auto colmare le distanze fra Spiderman ed il nemico che vuole attaccare; è meno evidente di quanto succeda in altri titoli similari ma ci piace ribadire la nostra avversità a questo sistema che sarà anche fluido e visivamente appagante ma al contempo toglie un sacco di controllo al giocatore e rende appunto molti input non interamente attendibili e di conseguenza alcuni colpi subiti francamente ingiusti. Finito di discutere con i loschi tizi che ci bloccavano l’ingresso la missione prosegue all’interno; negli ambienti più contenuti il motore di gioco flette un po’ i muscoli, lasciandosi osservare in un decente numero di oggetti su schermo che si muovono contemporaneamente nonché qualche ulteriore effetto di fino. Il valore produttivo è indiscutibilmente più alto di quanto visto negli ultimi, seppur buoni, lavori targati Beenox.

Facendoci largo tra i manipoli di armigeri assoldati da Kingpin, il tempo viene dettato da qualche sequenza scriptata ad alto impatto scenico e dalle battutacce di Peter che come da tradizione dialoga, con il sarcasmo che lo contraddistingue, a ritmo serrato. In tal senso la scrittura pare in linea con quanto apprezzato nei comics e nelle serie animate a lui dedicate, se amate il suo ciarlare sardonico e sferzante, vi sentirete come a casa; se questo tipo di commento vi infastidisce, pregate che Insomniac inserisca un battutacce-ometro tra le opzioni perché l’amichevole supereroe di quartiere sfrutta ogni occasione per lanciare una delle sue frecciatine umoristiche all’indirizzo di qualsiasi cosa si muova.

Tra le varie fasi di gioco citiamo delle sequenze stealth opzionali abbastanza all’acqua di rose, una parte in cui disarmare e distruggere delle torrette mitragliatrici ed il confronto decisivo con Fisk, ben poco propenso a farsi neutralizzare facilmente e pronto a sballottare il povero Parker contro ogni parete disponibile.

Una volta giunti ad un primo epilogo, si ritorna tra le strade di Nuova York, da qui decidere se proseguire con la trama principale o lasciarsi andare nelle varie distrazioni sullo sfondo, il lavoro del vigilante di quartiere è sempre oberante e farsi coinvolgere dalle attività parallele e dai vari eventi in città fin troppo facile. Come premio al vostro impegno c’è della succosa esperienza ed un sistema di progressione a livelli nel quale investire su nuove abilità suddivise in categorie; i punti guadagnati sul campo sono così spendibili in tre differenti rami potenziabili: combattimento, ragnatele e gadgets. Siamo curiosi di vedere quanto il sistema di combattimento, già adrenalinico e vario, evolverà una volta specializzatosi a sufficienza. Che dire or dunque; concludiamo il provato con impressioni superiori alle nostre più temperate aspettative, se da una parte ci saremmo aspettati che le capacità del team Insomniac sarebbero state messe al servizio di un gioco più peculiare ed originale dall’altra siamo compiaciuti nel prendere atto di tutto il lavoro di limatura fatto per migliorare, o addirittura sanare, molte delle meccaniche ormai da considerare una consuetudine nei videogiochi targati Uomo-ragno.

Non siamo di fronte ad una vera e propria reinvenzione del genere ma ad una certosina opera di perfezionamento; sul piatto c’è anche un valore produttivo superiore al passato ed un team di sviluppo con un curriculum piuttosto ingombrante. Insomma tutti i crismi per poter avere tra le mani qualcosa di davvero speciale, restate sintonizzati per la nostra recensione (il gioco è in uscita per il 7 Settembre 2018 ndr) in cui confermeremo se le nostre buone impressioni sono applicabili all’interezza del prodotto o se le battutacce di Peter ci faranno definitivamente perdere la tramontana.

 

 

 

Lascia una Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Password Persa

Sign Up

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com