Shining Resonance – Recensione

Shining Resonance è un JRPG che basta la storyline su leggende classiche del fantasy con molti richiami alla mitologia. Il gioco, inizialmente, uscì esclusivamente per il mercato orientale, nel 2014, su PlayStation 3. Fortunatamente lo stesso destino non è stato condiviso da questa versione remastered, chiamata Resonance. Potremmo anche parlare di “mezzo remake” visto che oltre ad un discreto lifting estetico (che porta la risoluzione all’agognato traguardo dei 1080p), questa edizione PS4 include tutti i DLC usciti per l’originale e alcuni contenuti totalmente ineditiSe siete tra i pochi che non conoscono la serie vi diamo una breve infarinatura. Il primo titolo è uscito addirittura nel 1991 su Sega Mega Drive con il titolo di Shining in the Darkness e da li in poi sono ben 35 i capitoli che si sono susseguiti nel corso del tempo. L’ultimo capitolo, Shining resonance Refrain rientra nel classico gioco di ruolo Jrpg con ovviamente il filo conduttore della musica come tutti i suoi predecessori.

Grazie alla musica infatti, i Dragoneer possono “entrare in risonanza” con i draghi e sfruttare il loro enorme potere potere in battaglia. Ogni protagonista del gioco possiede un’arma chiamata Armonics, che naturalmente ricorda in modo netto uno strumento musicale. Questa può essere usata/suonato nel corso delle battaglie per ottenere dei bonus temporaneamente.

Non tutti i personaggi che userete saranno dotati di questa abilità, ma ciò non significa che siano meno importanti in battaglia. Come da tradizione dei JRPG classici è possibile modificare in qualsiasi momento il team di battaglia scegliendo tra i protagonisti che avremo sbloccato fino a quel momento. A tal proposito è necessario fare un’importante precisazione: all’inizio del gioco dovrete decidere se giocare l’avventura Classica o la versione Refrain. Quest’ultima viene consigliata a chi ha già portato a termine l’avventura originale. Questo perché la presenza di due nuovi personaggi giocabili, disponibili da subito, potrebbe creare un po’ di confusione nella trama di gioco. La modalità di gioco ricalca per certi versi quella che abbiamo imparato a conoscere con i mondi di Tales Of, mescolando una parte esplorativa e combattimenti in tempo reale dove useremo un solo personaggio e gli altri saranno gestiti da una buona intelligenza artificiale.

Più interessante, invece è il combattimento e la gestione del party, vero fulcro del divertimento. Ogni qualvolta incontreremo un nemico, che è ben visibile sulla mappa a differenza dei “vecchi” jrpg, inizieremo un combattimento in una mini-arena (simile a quelle dei Tales Of, nuovamente…!), dove muoverci a nostro piacimento tra attacchi, mosse per rompere la difesa avversaria e difesa. Ogni colpo d’attacco consumerà una porzione della nostra barra d’azione. Una volta consumata del tutto, sarà bene non compiere ulteriori azioni per lasciarla ricaricare (funziona come una sorte di stamina da tenere constatemene sotto controllo).

Anche la parata, sebbene non la consumerà, ne impedirà la ricarica, motivo per cui è estremamente consigliato evitare l’attacco a testa bassa, utilizzando invece, spostamenti e colpi mirati.

Non mancheranno gli attacchi speciali, che consumeranno un indicatore diverso. La presenza di oggetti vari e abilità in grado inoltre di creare specifiche affinità tra i personaggi, rendono il combat system profondo e gradevole, nonostante ci sia una marcata differenza tra i combattimenti contro avversari normali, che si riveleranno essere estremamente semplici, e boss fight, tanto complicate da farci imprecare più volte.

A livello puramente tecnico Shining Resonance è uno dei migliori JRPG su PS3. Grafica in cel shading pressoché perfetta e senza sbavature permettono di dare vita ad un mondo di gioco pieno di dettagli. Tra castelli abbandonati, spiagge, deserti, città enormi, oasi, antiche rovine la varietà degli ambienti non manca. Una gioia non solo da giocare ma anche guardare. In questa edizione per Playstation 4 invece, oltre un “aumento di risoluzione” è qualche effetto in più, il gioco risente un po’ degli anni passati, soprattutto per quanto riguarda gli ambienti di gioco ma riesce comunque a reggere sufficientemente bene il peso del tempo grazie anche allo splendido character desing di Tony Taka. Essendo un gioco che fa della musica uno dei suoi punti di forza la colonna sonora non poteva che essere di livello altissimo, non solo per i vari brani, ma anche le canzoni presenti cantate dalle doppiatrici sono molto belle.

Quanto può farci rodere il fatto che a SEGA importi così di rado giochi di questo genere? Tantissimo. Shining Resonance Refrance è un gioco valido e il fatto che abbia visto la luce così dopo tanto tempo è un po' un peccato, che però perdoniamo grazie anche alla nuova polita SEGA. Il titolo ha pochi difetti che però vengono amplificati dal peso degli anni, sforzati un po' dal meraviglioso chara design e dalla colonna musicale. Se amate i JRPG classici, prendetelo.
8
voto

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