Death Road To Canada – Recensione

Ultimamente molti negli Usa, dopo l’avvento di un ben noto Presidente, hanno avuto l’idea di chiedere asilo in Canada, ma sicuramente una devastante invasione zombie è un motivo molto più pressante. Questo è  quello che accade in Death Road To Canada. Un manipolo di sopravvissuti, per rimanere tali, decide di imbarcarsi in una pericolosa avventura on the road dalla Florida al Canada.

DRTC, che è appena sbarcato su console dopo il precedente lancio su PC, è sicuramente uno dei roguelike più difficili ai quali abbia mai giocato negli ultimi tempi, per cui vediamo assieme se vale la pena di affrontarlo.

Partiamo dall’inizio. Molti giochi ci permettono di creare un personaggio personalizzato o due, ma in DRTC si possono realizzare decine di personaggi grazie ad un semplice ed efficace editor. E’  abbastanza facile e soprattutto divertente dar vita a simpatiche versioni in pixel art di amici e familiari per poi buttarli in pasto agli zombie. Death Road To CanadaOgni personaggio, a parte l’estetica, ottiene anche un vantaggio e un tratto specifico, che gli conferiscono competenze di vario tipo:  nel combattimento corpo a corpo, nell’utilizzo della armi da fuoco, nella riparazione di auto e molto altro ancora. Queste competenze sono molto importanti, perché niente in DRTC deve essere sottovalutato, per cui quando creiamo il party iniziale dobbiamo già pensare bene a come definire i tratti dei nostri alter ego digitali per partire con il piede giusto. Una volta pronti per iniziare la nostra transumanza verso il Canada, potremo gettarci nella sezione “on the road” del gioco, che trae sicuramente ispirazione dal buon vecchio Oregon Trail. Mentre la nostra auto (o altro veicolo che abbiamo scelto) naviga automaticamente lungo la strada, i personaggi del party avranno stupide conversazioni testuali.

Il nostro viaggio ovviamente sarà interrotto da eventi casuali, che possono  favorire od ostacolare il nostro party. E’ possibile trovare un posto sicuro in cui accamparsi oppure incontrare pericolosi bulli, banditi e gattini inferociti. Molti di questi incontri offrono ai giocatori scelte interessanti, con opzioni e risultati influenzati dalle statistiche e dalle abilità dei membri del party. Così la guida trova un buon equilibrio tra interattività (scelte) e non interattività (la guida stessa).

Purtroppo la squadra deve fermarsi periodicamente per cercare gas, cibo, forniture mediche e armi. Quando si effettuano le soste di  rifornimento, possiamo scegliere tra due o più location da esplorare.
I negozi di alimentari possono contenere normalmente cibo, mentre negli appartamenti abbandonati è possibile trovare  un mix di altri elementi fondamentali.
L’esaurimento delle scorte può avere un impatto negativo sul morale dei membri del party, quindi è fondamentale avere sempre un buon margine di rifornimenti per non rischiare di finire prematuramente il nostro viaggio. Death Road To CanadaQuando ci fermiamo si passa alla parte “action” di DRTC che è altrettanto casuale quanto la sezione di guida. A seconda del tipo di evento, il party deve cercare i rifornimenti e poi fuggire verso il  veicolo, oppure sopravvivere contro un’orda di zombi per un determinato periodo di tempo prima di scappare. Il combattimento è semplice, con personaggi in grado di impugnare un’enorme varietà di armi da mischia e pistole.
Le munizioni per le armi da fuoco sono estremamente limitate, quindi conviene preservarle per le emergenze.

I personaggi non possono ricevere molti colpi prima di morire e (purtroppo) moriranno spesso. La difficoltà di roguelike di DRTC è associata a momenti di azione sempre più difficili. Più ci si avvicina al confine con il Canada, più dense diventano le orde di zombi. State certi che  perderemo una miriade compagni di squadra lungo la strada e per fortuna le persone (ma anche gli animali) che incontreremo lungo il percorso  possono unirsi al nostro gruppo per avere piu chanches di continuare il viaggio. Il gioco finisce solo quando raggiungi il Canada (un obiettivo frustrantemente improbabile) o muore l’ultimo membro del tuo gruppo. Ad oggi, dopo circa 20 giuorni di gioco, non sono mai riuscito a raggiungere la meta, per cui preparatevi ad una sequela indecente di improperi  se acquisterete questo gioco

Tra una partita e l’altra, si  possono spendere punti Zombo (assegnati dopo determinati eventi o trovati casualmente)  per accedere a vari sblocchi permanenti.  Ma anche dopo avevo livellato molti vantaggi, la difficoltà di DRTC viene solo in parte scalfita. I controlli sul pad non sono molto intuitivi, per cui molte volte si spezza il ritmo del gioco perché si deve navigare in menù non molto chiari, anzi molto criptici. Solo dopo molte partite (e ne ho fatte veramente tante!) ho iniziato ad acquisire un po’ di maestra nei comandi, ma alla fine rimangono molto poco flessibili.

La grafica in pixel art è bene realizzata, anche se dopo un po’ di partite alcuni elementi tendono a ripetersi, nonostante ogni singola missione sia generata casualmente.

Death Road to Canada è un gioco affascinante che ci ha davvero conquistato in partenza, ma che poi ha mostrato il fianco per qualche difetto di troppo. Sicuramente il mix tra viaggio, azione, scrittura umoristica e affascinanti pixel art dell'Oregon Trail sono molto allettanti. Però l'elemento negativo a lungo termine è la difficoltà. Non è che non amiamo i giochi roguelike, ma qui molto spesso si ha la sensazione che la sconfitta non dipenda dalle nostre azioni, ma dal fatto che il gioco abbia deciso di farci perdere. Fallendo così spesso, l'inizio del gioco inizia a diventare ripetitivo e la mancanza di speranza di successo si sente come un fardello opprimente. Non ci sentiamo però di bocciare completamente DRTC, ma sicuramente lo consiglio a chi ha molta pazienza e non si spaventa a dover passare moltissime ore cercando di battere un gioco che sembra sia congegnato per essere imbattibile.
7
voto

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