Prey: Mooncrash – Recensione

Che i ragazzi di Arkane Studios fossero incredibilmente talentuosi l’abbiamo capito con l’arrivo di Dishonored, mostrando come sia meccanicamente che artisticamente il gioco fosse veramente formidabile. Con l’arrivo del secondo capitolo, maggiormente, si è capito che di questi sviluppatori bisogna fidarci quasi ciecamente, perché migliorava incredibilmente in tutto, rendendo l’esperienza tra le più belle e varie di questa generazione. Arriva poi la consacrazione, la prova del nove con una nuova IP ripresa dal passato. Si tratta di Prey, un gioco reboot che fa della trama il suo punto di forza, ma anche di un gameplay molto interessante e vario. Per molti un capolavoro di questa generazione, ma nonostante tutto le vendite non sono state esaltanti, così come non lo furono quelle di Dishonored. Non che il single-player sia morto, anche perché sappiamo benissimo che si tratta del contrario, ma questi giochi rimangono un po’ di nicchia rispetto ad altri, sia perché fanno affidamento sulla prima persona, sia perché tentano di presentare meccaniche meno di massa, come lo stealth, la strategia, poteri e tanto altro. Insomma, non sono titoli sparatutto in stile Call of Duty. Questo però è un gran peccato, perché ci si perde un titolo che potrebbe cambiare il vostro modo di giocare e di apprezzare le produzioni videoludiche. Oggi, comunque, senza dilungarci ancora di più, parleremo di un DLC introdotto in Prey, non tanto utile ai fini di trama, quanto più alle meccaniche di gioco. Scopriamolo insieme!

Stasera la Luna! Ci porterà fortuna!

Come ben saprete, il DLC si svolge sulla Luna, in una struttura, la base Pytheas, che rappresenta una simulazione. A parte pochi momenti fuori da questa simulazione, l’obiettivo è quello di usare uno dei cinque personaggi disponibili e completare la simulazione con tutti i suoi obiettivi. Tutto questo si presenta con una inedita meccanica di gioco: il roguelike. Questo tipo di gioco cito “un termine che indica una particolare tipologia di videogiochi di ruolo, caratterizzata da elementi comuni: mappe casuali, morte permanente e movimenti a turni”, porta quindi una varietà procedurale e casuale ogni volta che lo si gioca, rendendo l’esperienza sempre molto diversa. Inizialmente le varie run di gioco sono semplici e brevi, giusto per farci fare dimestichezza con i comandi di gioco, le nuove armi e la nuova meccanica del titolo. Man mano che si avanza e che si sbloccano i personaggi giocabili, si inizierà ad intravedere un cambio netto di difficoltà e di possibilità, che diventa sempre più complesso. L’esplorazione non è tanta, in quanto la simulazione è una zona non troppo grande, ma che ogni volta comporterà sia nuovi equipaggiamenti, armi e possibilità, sia nuovi pericoli. Quest’ultimi diventano col passare del tempo sempre più numerosi e complicati, obbligando il giocatore a sviluppare una qualche strategia di gioco usando diversi personaggi, che, di volta in volta, avranno abilità e statistiche diverse. Purtroppo per far sì che questo avvenga, bisognerà riuscire a scappare dalla simulazione in una delle pochissime uscite presenti, oppure si dovrà morire e usare un altro personaggio per completare la run. Il problema è che, qualora voi già aveste raccolto delle armi, munizioni e quant’altro, questi non saranno presenti al rientro con un secondo personaggio. Piccolo excursus sulle armi: anche queste miglioreranno man mano che si avanza e le si utilizzerà, rendendo l’esperienza più equilibrata per il giocatore, ma non per questo molto semplice.

Ma la storia continua?

Non possiamo non fare i complimenti per la narrativa del gioco. Prey è sicuramente uno degli esempi migliori in quanto a narrativa interessante, fluida e perfettamente coerente con lo stile adottato. Le sbavature sono così palesemente insignificanti che per poco non possiamo definirlo veramente perfetto in quanto a racconto. Ma nel DLC, la storia continua? C’è? Ha un ruolo fondamentale come nel gioco base? Nì, ma non è un male, assolutamente. Sfatiamo il dubbio: il DLC Mooncrash non racconta una reale storia, ma bensì propone un sistema roguelike legato principalmente al superare delle zone con l’utilizzo di armi e abilità. Ma, qualora si riesca a superare tutti gli obiettivi e soprattutto a giungere ai requisiti richiesti per un obiettivo secondario, si aprirà uno scenario completamente nuovo che non va ad aggiungersi alla storia narrata ma che racconta la “lore” di quella particolare struttura, sul passato della Pytheas e altro. Non vi aspettate grosse aggiunte o chissà cos’altro, in quanto si tratta di una narrativa ridotta al minimo sindacabile. Lo stesso dicasi per l’esperienza diretta del DLC rispetto al gioco base: non ci sarà assolutamente quel senso di ansia negli scontri o così tanto tempo per comprendere come fare, qui il timer sarà il più grande nemico da sconfiggere e spesso l’evoluzione della mappa porta a ritrattare sempre più spesso le proprie strategie. Se molti pensano di poter rimanere delusi, noi siamo qui per dirvi che non succederà, perché Mooncrash è un’incredibile aggiunta al gioco, in quanto oltre al titolo base che offre narrativa, linearità, esplorazione e quant’altro, qui abbiamo pieno accesso al gameplay, alle armi, alle abilità in maniera del tutto diversa, certamente più diretta e necessariamente più veloce e divertente.

Quando è stato annunciato il DLC Mooncrash siamo saltati dalla sedia, sia io che il mio io interiore fan incredibile di questo studio di talento. Ma la bomba è arrivata quando Bethesda ha annunciato che la disponibilità c’era già, che era già possibile scaricare il contenuto aggiuntivo per tornare su Prey. Sicuramente alla base abbiamo un’esperienza completamente slegata e diversa rispetto al gioco completo, ma Arkane Studios ha preferito non toccare quella storia e narrativa tanto premiata, bensì ha voluto dimostrare che, con i giusti accorgimenti, anche il gameplay possa essere un vero e proprio punto di svolta. Purtroppo questo contenuto non piacerà a tutti proprio per questo, per la sua profonda diversità, ma non possiamo che consigliarlo qualora siate dei veri fan del gioco. Mooncrash cambia profondamente la struttura ludica di Prey, offrendo un titolo che, nella sua forma completa, potrebbe accontentare un po’ tutti i giocatori. A noi è piaciuto molto, seppur si poteva fare di più visto il prezzo di €19,99, ma nonostante tutto, il peso del prezzo scompare dopo i primi minuti di gioco.
8
voto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.