The Elder Scrolls Online: Summerset – Recensione

The Elder Scrolls Online ha dovuto affrontare delle difficoltà non indifferenti per arrivare dove si trova ora: un lancio macchiato da numerosi bug, feature assenti e una generale carenza di contenuti, stava per rendere vani gli sforzi congiunti di Bethesda e Zenimax Online.

Fortunatamente, l’impegno degli sviluppatori, l’arrivo di aggiornamenti ed espansioni di qualità e, ammettiamolo, il passaggio al free-to-play, hanno risollevato le sorti di questo meritevole MMORPG, letteralmente salvandolo dalla morsa dell’Oblivion. Oggi, possiamo dirci testimoni dell’arrivo di una nuova espansione sopraffina, Summerset, la quale forse non potrà vantare l’effetto nostalgia di Morrowind, il precedente DLC, ma che presenta una trama e delle aggiunte da non sottovalutare. Anche se, a conti fatti, si tratta principalmente di un “more of the same”.

VACANZE ESTIVE A SUMMERSET

La sfavillante isola Summerset, apparsa per la prima volta nel lontano The Elder Scrolls: Arena, non è altro che la terra natia degli Elfi Alti (noti anche come High Elves o Altmer). Questo grazioso fazzoletto di terra, situato ben lontano dal continente di Tamriel, è governato dalla Regina Ayrenn, la quale, dopo anni di segretezza e chiusura, ha deciso finalmente di aprire i confini delle sue terre e di lasciar entrare tutti i forestieri. Naturalmente, la decisione della regina non è stata accolta di buon occhio da tutta la popolazione; mentre la maggior parte degli elfi, snob ma generalmente innocui, non degnano gli estranei nemmeno del saluto, alcuni estremisti Altmer hanno deciso di agire in modo più “attivo” per impedire l’arrivo degli immigrati a Summerset, con metodi decisamente meno pacifici. Notate qualche similitudine con i problemi del nostro triste mondo reale?

Guarda caso, noi saremo proprio uno di questi forestieri, recentemente approdati sull’isola di Summerset per godere dell’architettura pittoresca e della natura incontaminata. Purtroppo, non avremo molto tempo per gozzovigliare poiché, dall’incontro con uno degli agenti speciali della regina, il Khajit Razum-Dar, senza se e senza ma il miglior personaggio dell’intero gioco, ci ritroveremo invischiati in una congiura che rischia di minare l’intero regno. Ovviamente, spetterà a noi risolvere tutto il casotto. Se a questo, aggiungiamo anche l’introduzione dei manipolatori del tempo per eccellenza, l’Ordine Psijic, stiamo per imbarcarci in un viaggio decisamente interessante.

La trama di questa espansione ci porterà a visitare ogni angolo dell’arcipelago Summerset (e non solo) e, com’è logico aspettarsi, ciò ci permetterà di affrontare nemici e dungeon mai visti prima d’ora. Grazie al glorioso aggiornamento One Tamriel, non sarà necessario affrontare questa nuova avventura con un personaggio extra-potenziato, importato dall’avventura principale, in quanto i nostri nemici e il livello di sfida si adatteranno dinamicamente al nostro livello. In tal caso, affrontando l’avventura con un personaggio creato da zero, avremo un tutorial iniziale per guidarci passo passo nei comandi principali di gioco e dei nemici adatti ai principianti. Di contro, in caso di avventuriero veterano, potremo tranquillamente fare a meno del tutorial e iniziare subito la nostra avventura con dei nemici da end-game.

Nel mio caso personale, ho deciso di affrontare il DLC con un Warden creato nell’espansione di Morrowind, non al massimo livello, ma nemmeno un neonato. Il battle system, ovviamente, non è cambiato di una virgola: come sempre i nemici verranno affrontati con un sistema di combattimento in salsa action, dove il posizionamento e la difesa ricopriranno dei ruoli chiave. Come accennato di sopra, grazie a One Tamriel, la sfida sarà sempre adeguata al nostro livello, quindi non dovrete preoccuparvi di incappare in mostri troppo potenti o troppo deboli. La difficoltà adattabile potrebbe far storcere il naso a molti veterani, ma si tratta di una manna dal cielo per i neofiti e per chi vuole un’avventura costante e coerente. In questo caso, i gusti sono gusti.

L’avventura principale, con qualche side-quest sparsa qua e la, vi impegnerà all’incirca per una trentina di ore ma, naturalmente, l’esplorazione completa vi porterà via molto più tempo. Considerando l’elevato numero di sidequest disponibili, potreste restare a Summerset per svariate ore. Una quest in particolare, purtroppo, potrebbe non solo impegnarvi per un discreto numero di ore, ma anche spingervi a mollare tutto quanto, ma ne parleremo a breve.

BULLET TIME MEDIEVALE

Graficamente, Summerset è una piccola gioia per gli occhi, con dei territori luminosi e lussureggianti, degni degli Elfi Alti e diametralmente diversi dai paesaggi lavici di Morrowind.
Tuttavia, nonostante l’oggettiva bellezza dell’architettura Altmer, i luoghi che ci si pareranno davanti agli occhi, risulteranno fin troppo “classici” e non dissimili da quelle di altre opere fantasy più o meno famose.
Al contrario, Morrowind poteva sempre contare su fauna, flora ed edifici che mantengono una propria identità, seppur inerenti al genera fantasy. Difficilmente, in altri prodotti, avrete la possibilità di ammirare dei funghi giganti e delle sottospecie di acari della polvere che fanno da mezzi di trasporto.

Questa apparente banalità visiva, benché di ottima qualità, rende Summerset superiore e, allo stesso tempo, inferiore a Morrowind. Non dimentichiamo, inoltre, che Morrowind poteva vantare un effetto nostalgia non indifferente, giocando sui ricordi di milioni di persone che reputano tutt’oggi il terzo Elder Scrolls come il miglior gioco di ruolo mai creato. Sfortunatamente Summerset, benché presente nel primissimo Elder Scrolls come location, non ha questo lusso.

L’espansione non include esclusivamente un territorio nuovo da esplorare e una nuova trama, ma anche degli extra e dei contenuti molto interessanti, seppur non cosÏ tanti come con il precedente DLC. A differenza della precedente espansione, infatti, Summerset introduce pochissime novità, limitandosi ad un nuovo Trial, nuovi dungeon pubblici e le attività di gruppo Abyssal Geysers; tutte aggiunte interessanti e di qualità, senza alcun dubbio, ma che non alterano lo status quo del gioco e si limitano ad aggiungere più carne sul fuoco, il che è comunque ben accetto.
Rispetto a Morrowind, inoltre, non viene aggiunta nessuna nuova classe. La cosa potrebbe sicuramente tirarvi giù di morale, tuttavia il nuovo skill tree dedicato all’Ordine Psijic potrebbe colmare ampiamente la lacuna.

Le tecniche di questo ordine magico ci permetteranno di alterare il corso del tempo, bloccando i nemici e, addirittura, riavvolgendo il tempo di quattro secondi, per porre rimedio a qualche errore di troppo e recuperare le energie, come una Tracer (Overwatch) dei tempi passati.
Le tecniche Psijic sono interessanti e versatili e possono essere combinate con qualsiasi classe, per degli effetti veramente imprevedibili.
Purtroppo, tutte queste abilità andranno sbloccate e acquisite. Diciamo “purtroppo”, poiché non potrete ottenere le abilità Psijic esclusivamente investendo punti abilità ad ogni livello, bensÏ dovrete affrontare una determinata quest secondaria e salire così di rango nella gilda.
Tale missione vi chiederà di esplorare l’intera Tamriel (quindi non solo i territori del DLC) alla ricerca di portali speciali. Solo una volta trovati potrete avanzare di grado e sbloccare le nuove abilità.
Questa potrebbe essere una missione incredibilmente facile per chi ha già affrontato l’avventura principale e può teletrasportarsi in ogni angolo della mappa, oppure lunga e tediosa per chi è fresco di gioco. Onestamente, si tratta di qualcosa che vi consigliamo comunque di fare, poiché le abilità Psijic sono talmente assurde e divertenti (quasi game-breaker) che valgono ampiamente il tempo investito. Inoltre può essere un’occasione, per i suddetti nuovi giocatori, per esplorare i territori del gioco principale e non restare confinati a Summerset.

Un’altra gradita aggiunta di Summerset è l’introduzione del Jewelry Crafting, ovvero la creazione e personalizzazione dei gioielli, possibilità assente nel gioco base, il quale ci consentiva di creare solo armi e armature. Tale aggiunta non fa altro che confermare un’altro dei punti di forza di The Elder Scrolls: Online, ovvero la sua estrema personalizzazione, sia nella creazione del nostro equipaggiamento, sia in quella delle nostre abilità.

Certo, una nuova classe, oppure una nuova razza, sarebbero stati dei doni molto più graditi, ma quello che abbiamo ottenuto non è per niente da buttare.

The Elder Scrolls Online: Summerset aggiunge un altro tassello di qualità ad un MMORPG in continua ascesa. L'introduzione dell'Ordine Psijic e del Jewel Crafting sono due chicche che offrono nuove possibilit‡ di personalizzazione sia ai giocatori veterani che alle new entry. Da un lato puramente estetico, bisogna ammettere che Summerset non ispira le stesse emozioni e lo stesso feeling, nostalgia inclusa, di Morrowind, nonostante le sue dimensioni superino abbondantemente quelle dell'isola di Vvanderfell. Inoltre, questa volta non abbiano nessuna classe extra e nessuna feature particolare. Nonostante queste risibili mancanze, in gran parte soggettive, si tratta di un'espansione caldamente consigliata a chi vuole "più" Elder Scrolls Online fra le mani e non ne è ancora sazio.
8
voto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.