Illusion: A Tale of the Mind – Recensione

Illusion: A Tale of the Mind è un titolo davvero particolare che ci ha conquistato fin dal primo trailer di presentazione. Il titolo è un’avventura dalle atmosfere particolari, oscure e misteriose, oniriche e surreali, che ci trascina nella mente e nei suoi più oscuri meandri. Dopo averlo provato per un po’, vi possiamo dare la nostra opinione. Seguiteci.

Il viaggio inizia con l’incontro di Emma che si ritrova in un luogo buio ed inquietante, intrappolata da delle oscure catene, senza però ricordarsi come ci sia arrivata. Poco dopo si ode una voce dall’oscurità chiedendole di liberarla. Scopriamo che si tratta di uno strano coniglietto di pezza, che però non ricorda il proprio nome ma solo quello di Emma. La stessa deciderà di chiamarlo Topsy.

Questo strano essere sarà a tutti gli effetti il nostro compagno di avventura in questo viaggio che scopriremo presto avvenire all’interno della mente di uno strano ed a tratti “buffo” individuo chiamato Euclide, che soffre di immensa tristezza a causa della separazione dalla sua amata Marion. La trama è molto ben congegnata ma ci fermeremo qui per evitarvi grossi spoiler che vi rovinerebbero l’avventura: la storia stessa infatti è il fulcro del gioco e deve essere goduta appieno, scoprendo piano piano la sorpresa di ogni scoperta che il gioco vi proporrà.

La direzione artistica è veramente ben fatta: il titolo è ambientato negli anni ’20 e riprende le atmosfere del circo francese di quel periodo, riuscendo a trasmettere al giocatore, in modo diretto e senza fronzoli, quel misto di dolore, tristezza e speranza che caratterizzava quelle persone, come Euclide, che si univano agli spettacoli non avendo altra scelta di trovare lavori alternativi.

Il comparto tecnico riesce oltretutto a valorizzare l’esperienza di gioco, anche considerando che non si tratta di un titolo tripla A: le location rendono bene l’idea dell’inquietudine che il gioco vuole trasmetterci.

Un altro punto a favore va sicuramente al comparto audio: le tracce sono suonate sia al pianoforte che al violino e si amalgamano perfettamente con l’atmosfera di gioco.

Durante tutta l’avventura, controlleremo Emma all’interno di livelli con visuale isometrica, nei quali la nostra piccola protagonista si potrà muovere liberamente alla ricerca di oggetti e strade per procedere nell’avventura. Ogni livello contiene diversi enigmi da completare che non risultano mai eccessivamente difficili o frustanti. Una volta risolti scopriremo un pezzettino di trama in più che piano piano andrà a dipanare la fitta nebbia di mistero che avvolge l’interna avventura,

Purtroppo però, uno dei principali difetti di tutto il titolo che mina il gameplay è l’eccessiva ripetitività degli enigmi stessi: ad esempio l’enigma di allineare delle figure viene riutilizzato troppe volte, così come le fasi in cui dovremmo fuggire da certi “nemici” non sono particolarmente riuscite. In questo senso, gli sviluppatori potevano e dovevano cercare di diversificare di più il gameplay. Il gioco sembra quasi essere una gemma grezza a cui manca una rifinitura che avrebbe sicuramente elevato il titolo a vette più alte. Resta comunque da dire che il tutto funziona egregiamente e senza particolari problemi di sorta.

llusion: A Tale of the Mind è sicuramente un titolo valido, una gemma grezza che racconta una storia comunque appassionante attraverso una direziona artistica di tutto rispetto. Il gameplay purtroppo è minato da una ripetitività di fondo che non riesce a decollare dopo l’ennesimo enigma riproposto. Nonostane ciò, llusion: A Tale of the Mind resta consigliato a tutti coloro che cercano una storia ben narrata e che coinvolge il giocatore dall’inizio alla fine.
8
voto

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