Agony – Recensione

Ogni anno vengono proposti un numero molto elevato di titoli che andranno a riempire gli scaffali dei negozi, e le librerie degli utenti che sono stati colpiti da video che mostrano parti di gameplay con una grafica mostruosa e meccaniche affascinanti. A volte però accade che il prodotto finale sia totalmente diverso dalle cose proposte nelle presentazioni video, che per mesi, o anni, hanno alimentato una sensazione di hype poi demolita da quel che vediamo una volta avviato il gioco. Questo è quello che mi è successo, secondo la mia esperienza personale, giocando ad Agony.

Madmind Studio, il gruppo di sviluppatori che si è occupato della realizzazione e dello sviluppo del titolo, originario della Polonia, ha presentato un titolo dalla grafica ultra pompata che ha alimentato l’hype e le aspettative dei giocatori che per molto tempo hanno aspettato la data d’uscita per questo capolavoro… ritrovandosi tra le mani un prodotto che non rispetta nemmeno una di quelle premesse fatte durante l’attesa, divenuta una vera e propria “agonia”. Non appena inizieremo questa nuova avventura tra i vari gironi dell’inferno scopriremo di essere un’anima dannata che non ricorda nulla della sua vita terrena, alla ricerca della sua salvezza in qualsiasi modo possibile, disposto a tutto pur di riuscire in questo compito quasi impossibile.

Per farlo dovrà raggiungere la Dea Rossa, la padrona di questo luogo lugubre e malsano, che una volta raggiunta ci darà la salvezza eterna. Ci ritroveremo quindi a gironzolare per una moltitudine di livelli, per la maggior parte lineari, in cui varie, ma neanche troppe, tipologie di demoni ci impediranno di raggiungere la tanto agognata meta, dal quale dovremo nasconderci sapientemente o, una volta che saremo diventati più forti, prenderne il controllo per poi agire indisturbati liberandoci il cammino da ogni eventuale pericolo che potremo incontrare. A volte saremo chiamati a prendere una decisione importante, che potrebbe cambiare alcune cose durante la storia, dandoci la possibilità di modificare, sia in “positivo” che in negativo, il nostro cammino e la nostra storia. Durante il nostro vagabondare potremo imbatterci in alcuni documenti, gli unici collezionabili del gioco, che arricchiranno la trama facendo ancor più confusione e lasciando altre domande che non riceveranno risposta, se non tutte almeno la maggior parte. Oltre alla modalità storia avremo anche una modalità Agonia in cui prenderemo le sembianze di una succube, e dovremo eliminare quanti più nemici possibile resistendo alle numerose ondate che affronteremo, in cui la difficoltà e il numero dei demoni da sistemare aumenterà dopo ogni ondata a cui sopravvivremo.

Il gameplay di Agony si riduce quasi tutto il tempo a due azioni che ripeteremo quasi all’infinito: camminare abbassati nascondendoci come potremo nell’ombra per non farci trovare, con la possibilità di trattenere il fiato finché la barra della salute ce lo permetterà, e correre da un punto all’altro per poi ritornare a camminare acquattati sperando che i demoni non ci vedano. Nel malaugurato caso riuscissero a trovarci e porre fine alla nostra sofferenza ritorneremo sottoforma di spirito per poterci reincarnare in un altro martire, ma se moriremo per tre volte di fila torneremo alla zona precedente costringendoci a rifare di nuovo tutto, e poter continuare la nostra macabra scampagnata in quei corridoi dai muri raccapriccianti pullulanti di creature demoniache dalle forme umane. C’è da dire che quest’ultimi avranno un pattern di movimento che non cambia col tempo, ma riusciranno anche a notarci nonostante siamo all’ombra e tratteniamo il respiro restando immobili mentre, mi è capitato almeno due o tre volte, si avvicineranno il più possibile per poi allontanarsi anche se non saremo nascosti perfettamente.

Dal punto di vista tecnico Agony si presenta con una grafica molto oscura, nel vero senso della parola. La luce sarà quasi assente. Ho impostato la luminosità al massimo e ho avuto qualche problemino a volte, ritrovandoci per gironzolare alla cieca. Le texture e il frame rate molto spesso saranno così traballanti che difficilmente raggiungeranno i 30 fps puliti, in alcuni casi potrà anche bloccarsi e i modelli anche se risultano ben fatti sono in realtà poco curati nei dettagli. Il comparto audio non migliora la situazione, con musiche che si fanno presto dimenticare e un discreto doppiaggio in lingua inglese accompagnato da sottotitoli in italiano.

Agony è uno di quei titoli che, dai video trasmessi, è tutto fumo e poco, o niente, arrosto, deludendo le aspettative, in primis le mie che scrivo a malincuore queste righe, dei videogiocatori. Anche la storia non è quel che ci si aspettava, che può lasciarvi con un grande “mah” finale e l’amaro in bocca. Anche se il prezzo è di € 39,99, rispetto ai classici € 70 o giù di lì, per quello che offre non mi sento di consigliarlo a pieno a nessuno, forse con un calo di prezzo sui € 20 o meno. Spero almeno in una patch correttiva che migliori la stabilità del frame rate e delle texture che, non lo trasformerebbe in un capolavoro, ma potrebbe migliorarne almeno la giocabilità.
5.5
voto

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