L’E3 è finito, Viva l’E3!

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Il nostro appuntamento la settimana scorsa è saltato per ovvi motivi. Inizialmente avevo previsto di scrivere un primo pensiero sull’E3 nelle conferenze EA, Microsoft e Bethesda, ma con l’incessante lavoro sulle news, sul guardare le conferenze e gli orari improponibili di queste era davvero difficile far girare tutto. Ho così deciso di portare tutti i miei pensieri a freddo sull’E3 2018, perché l’entusiasmo dei primi giorni è finalmente scemato e ora possiamo ragionare in modo più giusto e obiettivo, senza scendere nel ridicolo di una ragazzina cheerleder con l’apparecchio… Perché vi assicuro, ad alcuni annunci ero peggio di una cheerleder. Ma andiamo con ordine, non affrettiamo le cose. L’E3 di quest’anno aveva il dovere di rappresentare uno dei migliori degli ultimi anni perché aveva tutte le carte in regola per rendere al meglio, ma purtroppo questa cosa è avvenuta a metà per tanti fattori, soprattutto per delle conferenze veramente poco incisive. A mente fredda è stato un E3 di annunci sprecati e, in realtà, un E3 con freno a mano tirato un po’ su tutti i fronti ed è veramente un peccato.

La prima conferenza che ha aperto la fiera lonsangelina è quella di EA Play, Electronic Arts che sale sul palco per presentare i suoi giochi. Piatta, veramente troppo chiacchiericcio da parte loro, ma forse la consapevolezza di non avere nulla di veramente così allettante per le mani, oltre che l’obiettivo primario era quello di riguadagnare la fiducia dei giocatori dopo alcune critiche aspre su Star Wars Battlefront II, le microtransazioni e la cancellazione di Star Wars di Visceral Games e la chiusura di questi. Anche l’attenzione data a Respawn Entertainment è fortemente criticabile, con giusto qualche domandina senza senso per lo Star Wars che stanno sviluppando, con risposte veramente troppo vaghe e insignificanti. Ottimo il trailer di Battlefield V, ma mi aspettavo qualche presentazione di gameplay o un primo accenno alla modalità Battle Royale. Le vere chicche di EA sono state Unravel II disponibile da subito e l’altro gioco della scuderia EA Originals chiamato Sea of Solitude: entrambi hanno fatto riaccendere la fiammella dell’interesse, soprattutto vista la qualità con cui vengono sviluppati. Anthem è lì a chiudere la conferenza con un’ottima presentazione, facendo hyppare tutti in modo incredibile, ma non ha salvato comunque la conferenza dall’essere definita tra le peggiori.

A seguire abbiamo la conferenza Microsoft del giorno dopo, probabilmente tra le più attese dai giocatori perché, diciamocelo, la curiosità era tanta. Il Colosso di Redmond sapeva che aveva bisogno di un rilancio, lo sapevano già quando hanno messo Spencer a capo della sezione Gaming. Questo E3 quindi doveva riportare il marchio ad avere un suo posto nel mercato e, volente o nolente, ci è riuscita perfettamente. Ovviamente stiamo ancora nella fase di ripresa, quindi non stiamo qui a proclamare Xbox come assoluta vincitrice o altro, anzi, però bisogna dare le giuste considerazioni. Innanzitutto la conferenza Microsoft è stata la migliore in assoluto di questo E3, sia per lo spettacolo che per gli annunci, sia per il ritmo che per le novità. Xbox aveva l’obiettivo di recuperare la fiducia di tutti i giocatori, ma in primis, quella dei suoi fan. Hanno capito che bisognava dare un segnale, un motivo per cui credere ancora in Xbox e non potevano farlo che così. Ci sono stati tantissimi multipiattaforma incredibili, ma gli annunci che hanno fatto capire la vera intenzione di Microsoft sono quelli di Devil May Cry 5, Sekiro: Shadow Die Twice, Dying Light 2, The Division 2 e soprattutto Cyberpunk 2077. Nonostante siano per la maggior parte multipiattaforma, si vede da dietro l’opera titanica di Microsoft nel far capire agli sviluppatori che Xbox non è finita, ma che è solo l’inizio di un nuovo progetto. Loro ci credono e i segnali ci sono, ma le esclusive continuano a mancare. Anche su questo aspetto, Microsoft ha lavorato sul meglio che poteva e le sorprese non sono mancate. Halo Infinite, Gears of War 5, Forza Horizon 4, Ori and the Will of the Wisp non sono mica bruscolini, anzi, sono titoli di assoluto spessore che faranno felici i fan più accaniti, ma la vera bomba sono l’annuncio di ben cinque studi divenuti First Party, tra cui l’incredibile sorpresa dei ragazzi di Ninja Theory e quelli dell’assoluto spessore di Playground Games. Purtroppo, per quanto le esclusive portano una particolare rivoluzione, tra cui principalmente Halo, Forza e Gears che sembrano voler portare grossi cambiamenti, mancano le esclusive come le ha la concorrenza. Sony è lontanissima su questo fronte e c’è tantissimo da lavorare.

Ma Microsoft sta indirizzando il gaming verso un nuovo step hardware, confermando l’idea di una nuova console ogni due-tre anni per tenere il passo della tecnologia: è stata annunciata la nuova Xbox nome in codice Scarlett, ancora in sviluppo e probabilmente in arrivo per il 2020-2021, è stato presentato il il nuovo lavoro sulle intelligenze artificiali che dovranno essere potenziate perché troppo arretrate (quanta ragione) e soprattutto, una cosa che tutti apprezzeranno, l’avere un maggior equilibrio con processori più potenti, dando la possibilità agli sviluppatori di portare tutti i loro giochi a 60fps. Sono tutti annunci per la prossima generazione, è vero, così come è vero che mancano le esclusive “nuove” per Xbox One, ma Microsoft sa perfettamente che oggi come oggi deve puntare alla massa, ai servizi e soprattutto alla fiducia dei giocatori, prendendosi il tempo giusto per annunciare le esclusive che non sono i soliti Forza, Gears e Halo. Sappiamo che Ninja Theory è già a lavoro su un progetto, mentre Playground Games sta già lavorando a due titoli che non sono Forza Horizon, e uno di questi è un action-rpg story driven, probabilmente Fable. In ballo ci sta anche The Initiative, il nuovo studio in Santa Monica che sta lavorando a due nuovi titoli, di cui uno dovrebbe essere Perfect Dark. Insomma, il segnale per il futuro l’ha dato: nuova console che promette di mantenere gli standard più potenti come Xbox One X per giocare al meglio i multipiattaforma, un nuovo lavoro sull’intelligenza artificiale e sul cloud così da facilitare e aiutare lo sviluppo di videogiochi, cinque nuovi studi per le esclusive con l’annuncio di altri studi nei prossimi mesi e la piena retrocompatibilità futura, dando senso anche ad una sfortunata console come Xbox One. Crediamoci, perché se fallissero dopo questa prova così concreta potrebbero veramente chiudere baracca.

E dopo l’incredibile conferenza di Microsoft fatta per i giocatori, dove però a mancare sono state le esclusive, passiamo a Bethesda che di titoli importanti ne aveva da mostrare. Sapete qual è la cosa bella delle conferenze di Bethesda? Si ride, perché i capoccia sanno perfettamente come ci si avvicina al pubblico e infatti con le varie battutine sul palco o l’annuncio parodistico di Skyrim in arrivo sul frigorifero e altri sistemi hanno fatto veramente una cosa incredibile. Parlando dei giochi, poche reali novità. Rage 2 e Fallout 76 sono stati i principali protagonisti, ma di loro già si sapeva. Sicuramente l’ottima presentazione di entrambi fa piacere, così che si anche un’idea sui prodotti, ma è mancata quella bombetta. Molti diranno che The Elder Scrolls VI lo sia, ma non sono d’accordo: considerando che il gioco è in pre-produzione e che arriverà nella prossima generazione, quindi tra non meno di due anni, per me è stato un semplice contentino per chi lo chiedeva ogni due secondi. Probabilmente si saranno scocciati di sentirsi chiedere di questo TES VI, così hanno fatto un piccolo teaser di pochi secondi indicando che ci sarà, prima o poi. Starfield invece era la chicca, ma quei simpaticoni se la sono tenuta nascosta, rendendo di fatto tutta la conferenza soltanto carina, niente di particolare. Square Enix l’anno scorso aveva presenziato all’E3 in modo veramente strano, con una conferenza qualitativamente bruttina e senza nessun tipo di annuncio o novità. Quest’anno forse ancora peggio, con il mostrare nuovamente trailer visti alla conferenza Microsoft o prima dell’E3. Nessuna particolare novità, una durata di circa venti minuti di cui la maggior parte erano giochi che già si conoscevano. A renderla appena appena appetibile è stata la presentazione del gameplay di Shadow of the Tomb Raider e l’annuncio di Babylon’s Fall dei ragazzi di Platinum Games. Niente Avengers o altro, purtroppo.

Seguiamo poi con Ubisoft che, come ogni anno, si preannuncia tra le migliori conferenze. Purtroppo quest’anno è stato fatto un buon lavoro di show, ma non eccessivamente funzionale come gli anni passati, mentre per quanto concerne i giochi, si è puntato su troppi chiacchiericci e poche reali novità. Sicuramente ottimi Beyond Good & Evil 2, così come The Division 2, ma tutto il resto sembrava utile soltanto a tappare buchi. Ci sono mancati annunci importanti come un nuovo Rayman, così come Splinter Cell, che veramente tutti credevano esistesse. Ancora è mancato il guizzo di Watch_Dogs 3, l’annuncio di qualche titolo UbiArt in stile Child of Light o Valiant Heart o qualche rimasterizzazione interessante come poteva essere quella del primo Beyond Good & Evil o un ritorno di Prince of Persia. Insomma la conferenza non ha annoiato, assolutamente, ma non è stata nemmeno così entusiasmante per certi versi. Si poteva molto di più. Prima di passare a Sony vorrei parlare di Nintendo, con una conferenza incredibilmente deludente dove per la maggior parte è stato visto soltanto l’incredibile Smash Bros ma che da solo non poteva tirare avanti. Qualche annuncio carino non è mancato, così come qualche trailer interessante, ma niente di veramente sbalorditivo. Tutti volevamo vedere qualcosa sul prossimo Zelda e su Bayonetta 3, ma purtroppo sono mancati.

Infine, e concludiamo, con Sony. Tra le più attese, più importanti e più belle conferenze, Sony torna sul palco losangelino pronta a fare faville come altri anni. Almeno questo è quello a cui siamo abituati ogni anno, ma che purtroppo questa volta è mancato. La conferenza Sony è stata molto confusionaria, con un cambio di palco improvviso, tempi mal concepiti, errori di inquadrature e pure problemi di suono. Sul fronte show hanno fatto veramente poco rispetto ad altri anni, dove invece facevano emozionare tutti. La conferenza è subito partita con quel capolavoro già annunciato di The Last of Us Part II. La presentazione ha mostrato un gioco che è pura follia, un gameplay che sembra essere impossibile girare su PS4 e un impatto visivo fuori dal mondo. La folla però non mostrava molto entusiasmo, anzi, così come molti addetti ai lavori indicavano il video come “fasullo” non tanto per il gameplay in sé, ma perché perfettamente pilotato e con qualche script di troppo. Il dubbio c’è effettivamente, quindi bisogna vedere prossimamente se il tutto sarà ancora dello stesso livello, ma per ora possiamo assolutamente essere stupiti: The Last of Us Part II è eccezionale, qualcosa di incredibile. Ma non è l’unico ad esserlo, perché a seguire c’è stato Ghost of Tsushima con una presentazione epocale: artisticamente è splendido, sublime e sembra che anche il sistema di combattimento possa essere veramente interessante. Qualche movimento legnoso si è visto, ma probabilmente il gioco non arriverà nei prossimi mesi, quindi sicuramente verrà migliorato. A seguire ancora, Death Stranding, con un trailer gameplay che mostra poco, troppo poco. Dopo tre anni mi aspettavo qualcosa di più succoso e un gameplay più entusiasmante, visto che mesi fa chi l’aveva visto diceva era “rivoluzionario”. Sicuramente splendido atmosfericamente, così come la potenza del Decima Engine mostra una qualità veramente altissima per i volti e il mondo di gioco. Si poteva mostrare di più, ma Kojima è Kojima e nei maestri si ha piena fiducia. Seguono poi gli incredibili trailer di Resident Evil II Remake e soprattutto Spider-Man che rendono la conferenza assolutamente imperdibile. Manca la bombetta finale e quel Sony Japan Studio e From Software con l’annuncio del gioco VR ha fatto malissimo al cuore. Una conferenza confusionaria per struttura, che finisce improvvisamente e che dura molto poco rispetto a ciò che siamo abituati. L’annuncio di NiOh 2 pure è venuto con particolare fretta, tanto come se la conferenza fosse solo una vetrina di incredibili esclusive e niente di più. Sicuramente interessante sul fronte delle esclusive, ma molto meno come show, come multipiattaforma e come struttura.

Insomma, è stato l’E3 degli annunci mancati. Manca Splinter Cell, Bloodborne 2, mancano le esclusive Microsoft come Fable, è mancato il guizzo, è mancata la bomba vera e propria. Dopo l’enorme lunghezza di questo blog, vi invito a dire quale secondo voi è stata la conferenza più bella, se vi è piaciuto il segnale di Microsoft e cosa ne pensate dell’esclusive PlayStation. Ovviamente voglio sapere la vostra anche su Bethesda, Ubisoft ed EA. Sono curioso!

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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