Dark Souls Remastered – Recensione

Ne abbiamo dette tante su Dark Souls, quindi ormai è un titolo che tutti conosciamo bene. Quella di oggi è la remaster del primo e grande capitolo che ha fatto la fortuna di questa serie e che ha inizializzato un percorso di genere che lo rende il capostipite unitario di un nuovo modo di giocare ai videogiochi, una sfida che risulta bilanciata in base ad un percorso conoscitivo piuttosto che una difficoltà pre-impostata all’inizio di una nuova partita. Nella recensione vediamo innanzitutto perché Dark Souls Remastered vale assolutamente la pena di essere giocato, quindi scavando nelle profondità, successivamente vediamo la qualità della rimasterizzazione su Xbox One e PS4, soprattutto sulle console premium che portano il 4K.

Opprimente. Oscuro. Avventuroso

Ciò che Dark Souls ha donato al mondo dei videogiochi è qualcosa di molto astratto ma che può essere palpabile nella nostra mente. Dark Souls abbandona tutti i presupposti dei videogiochi moderni e si ispira al passato, anche se si discosta pure da lì, offrendo al giocatore un solo incipit per iniziare dopo aver recuperato la chiave che ci viene donata nella cut-scene: Senza dire un parola, un misterioso cavaliere laciò un cadavere nella cella, e questi aveva addosso questa chiave. Chi era quel cavaliere? Qual era il suo obiettivo? Anche senza risposte, bisogna comunque proseguire. È proprio il “bisogna comunque proseguire” che rende tutto così magico. Dove siamo? In che tempo siamo? Perché siamo qui? Tutte domande che non hanno risposta e che solo durante il proseguimento della storia saranno finalmente svelate, ma non in modo classico, ma sempre in modo velato. Per capire la trama di gioco vanno lette le descrizioni di oggetti, armi, equipaggiamento e chi più ne ha più ne metta. Nulla è lasciato al caso, nemmeno le ambientazioni, i personaggi che incontriamo e i dettagli più insignificanti. Leggere la descrizione della chiave successiva, per esempio, che cita: Il Rifugio dei Non Morti è un’enorme prigione per non morti, suddivisa da numerose sbarre di ferro. Anche se un non morto dovesse fuggire da una cella, non sarebbe facile raggiungere il mondo esterno. 

Ancora misterioso, ci dona un piccolo indizio su dove ci troviamo e chi siamo: il nostro personaggio è un non-morto rinchiuso nella prigione e ora che siamo fuggiti grazie al cavaliere, aspettiamoci difficoltà per raggiungere il mondo esterno. Non a caso, incontriamo il primo boss che subito ci presenta un primo passaggio importante: siamo soli nella lotta contro questi mostri e solo noi possiamo decidere se vincere o soccombere. E la prima volta che ci avviciniamo al custode della prigione siamo senza armi e senza scudo, dove nell’arena c’è una porta che si apre ma che non ci viene detto e che quindi soltanto se stiamo attenti possiamo notarlo e sfuggire dalle grinfie del temibile boss. Questo è solo i primi dieci minuti del gioco ma tutta l’esperienza di Dark Soul si muove in questi termini: il giocatore dovrà stare attento e vigile, esplorare con il rischio di trovare pericoli maggiori, vincere contro un incubo psicologico e fisico. Dark Souls mette il giocatore contro i suoi stessi limiti, insegnandogli a giocare e a superarli come un maestro: soltanto chi si fa prendere dalla troppa frustrazione non può andare avanti, perché ci vuole pazienza, altro insegnamento di vita non indifferente. Si riprova, si va avanti e si comprende che prendersi un rischio maggiore può comportare la perdita di tutto ciò che si è guadagnato, perché non ci sono checkpoint, né altro. Solo i falò rendono al giocatore la possibilità di riprovare. Questo riprovare costantemente risulterà un semplice “non arrenderti mai, riprova finché riesci” e credetemi che funziona. Il riprovare diverse volte una cosa è frustrante, quasi folle perdere ore e ore su una stessa cosa, ma non in Dark Souls; in quelle ore il vostro personaggio può migliorare le proprie skill con le dovute anime, così come voi riuscirete a diventare sempre più forti.

Riproporre Dark Souls per tutti i giocatori che magari si sono ora affacciati al genere è stata una mossa intelligente. In una generazione che di retrocompatibilità ne ha una sola, difficilmente molti potevano recuperare un titolo come Dark Souls, soprattutto per tutti i fan nati con Bloodborne e Dark Souls 3. From Software ha quindi migliorato tutto ciò che c’era da migliorare, anche se il lavoro poteva essere fatto con più impegno su certi settori del gioco, soprattutto quello tecnico/grafico. Al prezzo di €39,99 quindi sarà possibile giocare finalmente a questo titolo e noi vi consigliamo di dare una possibilità ad un titolo formidabile e che ha rivoluzionato un po’ il genere Action/GDR dalla scorsa generazione ad oggi.
7.8
voto

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