[In Retro We Trust] Omikron: The Nomad Soul

Featured Videogiochi

L’uscita di Detroit: Become Human ha suscitato, come di solito accade con i titoli creati da David Cage, una valanga di commenti e recensioni discordanti ed attendendo la recensione di MyReviews, mi è parso opportuno fare un salto nel passato per ritornare al primo titolo creato da Cage per Quantic Dream, ovvero Omikron: The Nomad Soul.

Per fare ciò bisogna tornare indietro nel 1999. Cage, dopo aver lavorato su alcuni titoli negli anni precedenti, fonda la Quantic Dreams, la sua casa di produzione e si mette a lavorare su Omikron, che uscirà sia pe PC che per Dreamcast. l titolo si rivelò immediatamente uno dei progetti più ambiziosi che la storia abbia mai conosciuto. Le tecnologie dell’epoca erano limitate e la “libertà di esplorazione” era molto relativo, per cui si doveva ricorrere ad una serie di escamotage come sfondi pre-renderizzati e vincoli fisici per poter simulare mondi.Omikron cercò di fare ciò che nessuno fino ad allora aveva mai avuto di sperimentare: un mondo completamente tridimensionale,  esplorabile in ogni suo anfratto e in cui era possibile interagire praticamente con chiunque. Oggi, sopo diciannove anni, tutto questo sembra banale, ma ricordiamoci che all’epoca giochi come TES: Morrowind o GTA 3 erano ancora ben lontani dall’essere rilasciati

La chiave di volta di tutto il gioco era sicuramente l’immersività. Il giocatore vestiva i panni del protagonista, ed era chiamato ad entrare nel mondo di Omikron, proiettando la sua anima all’interno di una città virtuale.
Una volta dentro, ci saremmo trovati ad investigare su una serie di eventi misteriosi. Inizialmente si  sarebbero potuti collegare alle gesta un serial killer ma con un abile “plot twist”, Cage apre le porte a nuovi sconvolgenti scenari, riguardanti un’organizzazione clandestina in combutta con il governo e il misterioso culto nascosto di un demone per troppo tempo dimenticato.
Tutta la trama era strettamente correlata con le nostre azioni e nel caso di sconfitta, avremmo perso non solo la partita, ma anche la nostra preziosa anima (in senso figurativo, non vi preoccupate!).

La particolare giocabilità di Omikron, ruota tutta sul concetto di “Nomad Soul”, ovvero sulla nostra capacità di spostare la nostra anima da un personaggio ad un altro, ognuno dotato di caratteristiche specifiche e di abilità particolari.
Questa modalità ci permette quindi di poter compiere innumerevoli azioni, che vanno dal semplice sparare, al risolvere rompicapi, al trovare oggetti particolari fino ad arrivare ai combattimenti corpo a corpo. Per come eravamo abituati a giocare all’epoca, questa innovazione e questo senso di imemrsività rompevano completamente gli schemi ai quali eravamo abituati. Si usciva, apparentemente, ai vincoli imposti dai programmatori, ci si sentiva liberi di fare tutto quello che si voleva, senza essere obbligati su binari digitali.

The Nomad Soul è un titolo che si può definire senza dubbio poliedrico.
Era l’unione di molteplici storie, che portavano a diverse chiavi di lettura. Questa caratteristica, per chi conosce i lavori di Quantic Dream, è il motore,la forza ,ma anche al contempo la debolezza di essi. La componente emotiva, il dramma, le scelte, portano ad un livello di coinvolgimento elevato, che però non tutti riescono ad apprezzare e percepire. Per molti detrattori dei lavori di Cage il limite è proprio la cura maniacale della componente narrativa ed intima dei personaggi, che rischia di generare confusione nei giocatori che cercano azione ed adrenalina.
Il mondo virtuale di Omikron, come quelli di Fahrenheit o Detroit, sono frutto di una narrativa e di una serie di azioni che portano, o dovrebbero portare, il giocatore ad una completa immedesimazione con i personaggi, ma se questo non avviene, se non si crea un legame empatico forte, allora tutto perde di consistenza. I titoli di Quantic Dream non sono catalogabili sotto generi specifici, sono esperienze che trovano sempre molta soggettività nella valutazione.

All’epoca fu un flop commerciale e i motivi sono da ricondursi soprattutto per la complessità, che risultò eccessiva. I giocatori si trovarono a  combattere più contro i controlli che contro i nemici; c’erano troppi tasti da ricordare e il colpo di grazia fu dato dal fatto che risultò troppo complicato riuscire a gestire troppi generi in uno solo.
Molte furono le  promesse non mantenute. I limiti tecnologici dell’epoca costrinsero i programmatori a tagliare molte caratteristiche che originariamente erano intenzionati ad implementare. Il risultato fu che i giocatori rimasero delusi da tante aspettative e, come capita in queste situazioni, venne notato più ciò che mancava rispetto a ciò che il titolo effettivamente possedeva.
Una nota di merito va fatta alle musiche del gioco, tutte realizzate dal mai troppo compianto  David Bowie, che appariva anche all’interno di Omikron come personaggio non giocante.
Una realizzazione sonora di altissimo livello, che si può tranquillamente paragonare a quelle realizzate per i film e che ancora oggi è difficile trovare in altre produzioni.


Devo dire che riprendendo in mano ora il gioco si nota quanto male sia invecchiato, soprattutto per quel che riguarda il comparto grafico. I personaggi risultano decisamente scarni e poco caratterizzati, almeno quelli secondari, mentre gli scenari appaiono privi di elementi interattivi. Certo, contestualizzando il tutto fa ancora gridare al mezzo miracolo, ma comunque è innegabile che abbia perso il piglio che lo contraddistingueva al tempo.
Secondo me, merita comunque un’occhiata, anche solo per riscoprire le splendide musiche di Bowie e la immergersi nella trama ottimamente raccontata, oltre che per conoscere un pezzo di storia di quella grande software house che è Quantic Dream. 

 

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.

Lascia una Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Password Persa

Sign Up

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com