Dark Souls: Remastered – Anteprima

Nonostante la nomea, non tutti hanno avuto modo di provare Dark Souls nella vecchia generazione. Si tratta di un titolo rivoluzionario, checché se ne dica, che è stato capace di reinventare un genere che sotto molti aspetti iniziava a cedere il passo. Il GdR, per come l’abbiamo sempre conosciuto, è un genere di nicchia e non è propriamente accessibile da tutti, perché richiede padronanza, perseveranza, pazienza e soprattutto passione. Il giocatore medio odierno vuole ben altro, lo sappiamo, ma ci sono anche giocatori che invece vorrebbero cimentarsi in qualcosa di simile ma con qualche semplicità d’utilizzo. Nasce l’action GdR e si sfuma in diverse forme, ma è un nuovo inizio sia per il genere action nel senso più puro del genere, così come quello GdR. Devil May Cry incontra Dragon Age. Suvvia, non mettiamo nomi giusto per, ma cerchiamo di evidenziare le differenze. Insieme questi due generi hanno dato via a quello che è praticamente l’evoluzione dei giochi moderni, dove nascono i The Witcher, i Dark Souls e altri titoli simili che sono riusciti a imporsi in un mercato che si fa via via sempre più complicato. Lo stesso destino ha voluto che God of War, l’ultima fatica di Santa Monica Studios, si cimentasse con qualche nuova regola da GdR, nonostante di fatto non lo sia. Dark Souls è praticamente questo: l’evoluzione del genere, il nuovo punto di vista per chi cerca un’esperienza gratificante ma senza perdersi troppo in chiacchiere.

Bandai Namco Entertainment e From Software hanno ben pensato di far tornare, rimasterizzato in chiave moderna, il capolavoro che ha contraddistinto il genere, colui che ha creato la chiave “Souls-like”. Dark Souls: Remastered è appunto la rivisitazione dell’originale per la corrente generazione di console. Dopo averlo provato per bene grazie al Network Test, siamo qui per darvi alcune delucidazioni in merito a ciò che pensiamo possa realmente rappresentare questa rimasterizzazione. Ce n’era davvero bisogno? Sì. La risposta è secca e senza mezzi termini. Molti diranno che l’originale si può giocare su Xbox One grazie alla retrocompatibilità, su PC moderni perché ora non è più così esoso di potenza hardware o comunque per chiunque abbia ancora una PS3 o una Xbox 360, recuperandolo a prezzi stracciati dal mercato online. Inoltre, il gioco non porta “cambiamenti” per quanto concerne la posizione dei nemici, bilanciamenti o altro. Si tratta di una pura e semplice operazione commerciale che, oltre a rendere leggermente più gradevole e soprattutto fluida l’esperienza, non dà nient’altro. Ma allora perché è necessario comprarlo per giocarci? Innanzitutto il gioco uscirà anche su Nintendo Switch e questo potrebbe essere uno dei motivi più importanti di questa rimasterizzazione, ovvero dare la possibilità al fan Nintendo di poter mettere le mani su un titolo così, mentre per tutti gli altri è giocare un titolo finalmente ottimizzato e soprattutto fluido. Chiunque ricorderà il terribile frame-rate delle versioni Xbox 360 e PlayStation 3, così come si ricorderanno le problematiche tecniche della versione PC. Ebbene ora, anche se a distanza di anni e con qualche miglioramento sotto il profilo tecnico grazie alle mod su PC e alla retrocompatibilità su Xbox One, Dark Souls è finalmente giocabile nel suo pieno potenziale, quasi mai davvero inespresso per tutti questi motivi. Miyazaki sarà quindi contento che la gente possa avere la sua reale visione del gioco in tutto il suo splendore.

Ma cosa realmente offre questa Dark Souls: Remastered a chi ha spolpato l’originale per centinaia di ore? Nulla, se vogliamo. In effetti l’opera di rimasterizzazione migliora l’aspetto delle texture, decisamente più definite, così come gli effetti volumetrici come polvere e nebbia, ma anche le fonti di luce, decisamente più realistiche. Non siamo di fronte alla bellezza estetica di Bloodborne o Dark Souls III, ma si tratta sicuramente di un buon rifacimento dell’originale. Ciò che più di tutto rende l’esperienza nuova è il frame-rate: questo tipo di giochi ne guadagna tantissimo se la frequenza dei fotogrammi è alta e bloccata e infatti questa remaster si obbliga a mantenere il frame-rate a 60fps su Xbox One e PS4, così come su PC. Purtroppo Nintendo Switch dovrà accontentarsi di soli 30fps, ma pur sempre granitici. Avere un refresh dell’immagine così fluido rende i combattimenti più piacevoli e interessanti, che uniti alle migliorie tecniche rendono l’esperienza più gratificante. Dark Souls: Remastered quindi non offre nulla di nuovo a chi ha veramente spolpato l’originale, ma rende l’esperienza più bella e fluida sui nostri schermi, inoltre dà la possibilità ai giocatori Nintendo di provare con mano un titolo importante sia dal punto di vista prettamente storico, sia per una qualità innegabile nel game design, atmosfera e senso di progressione, oltre che offrire una difficoltà che non diventa mai frustrante ma che insegna a giocare. La perseveranza, la pazienza e la voglia di fare meglio sono i fattori più importanti e Dark Souls ce li insegna molto bene. Rimanete con noi per la recensione completa del gioco!


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