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Destiny 2 – La Mente Bellica – Recensione

Nonostante questi aspetti positivi, l’espansione è fondamentalmente minata dalla ripetitività dei suoi contenuti. A cominciare dai nemici, che appaiono come un semplice reskin artico dei modelli già noti. L’Alveare congelato, per quanto suggestivo, non placa la fame di novità dei giocatori mostrando come unica new entry una variante del Cavaliere dotato di uno scudo distruttibile. I nuovi assalti (fatta eccezione per quello esclusivo per PS4) sono presi direttamente dalla storia, una manovra che già aveva fatto storcere il naso ne La Maledizione di Osiride e che continua lo sfortunato trend iniziato con il primo capitolo. Anche i vari eventi della mappa, fatta eccezione per i protocolli, non si discostano da quelli già visti in passato.
L’impossibilità di selezionare singolarmente i nuovi assalti, dovendoci affidare alle scelte casuali delle playlist, si inserisce nel lungo elenco di assurde mancanze del titolo rispetto al suo predecessore e svalorizza i pochi elementi nuovi introdotti.

La Mente Bellica riassume perfettamente le problematiche che hanno finora caratterizzato Destiny 2, con il team di sviluppo che continua a fare un passo avanti e due indietro. Qualitativamente il dlc offre contenuti superiori a quelli offerti da La Maledizione di Osiride, con una mappa più estesa, ricca di segreti e di attività. I protocolli di eliminazione si ritagliano con prepotenza un posto nelle attività endgame, offrendo un livello di sfida elevatissimo ma senza la sovrastruttura richiesta dai raid. Purtroppo però il buon lavoro svolto viene pesantemente minato da una trama che non riesce mai a sfruttare pienamente le notevoli potenzialità legate a Rasputin, da una durata abbastanza contenuta per quanto riguarda la storia, dall’ennesimo riciclo di nemici ed assalti (per l’ennesima volta presi direttamente dalla campagna) ed infine da alcune scelte inspiegabili legate alla progressione del personaggio. L’aumento del level cap arriva senza una reale riorganizzazione dei contenuti, che riporta il giocatore alla randomica routine strettamente legata al reset settimanale delle ricompense. Il divario tra il soft cap ed il livello richiesto per accedere ai contenuti eroici ci lascia totalmente nelle mani del sistema RNG del gioco, come se il team volesse allungare i tempi il più possibile esacerbando così i problemi legati ai contenuti del titolo. Non possiamo fare a meno di dubitare a questo delle effettive capacità di chi si trova al comando, che pare incapace di trovare la giusta direzione per il titolo.

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Lorenzo "Nameless One" Corda

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.
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