[In Retro We Trust] Ikaruga

Videogiochi

Ormai il calendario delle uscite di versioni remastered et similia è un ottimo spunto per questa rubrica. La notizia delle ultime ore è quella della prossima pubblicazione, su Nintendo Switch, di uno dei classici immortali del genere shoot’em up: Ikaruga. Un tempo questo genere era un vero e proprio campo di battaglia dove si confrontavano le software house per piazzare il loro shump in vetta alle classifiche, si di vendita che di livello di difficoltà.
Ikaruga fece la sua apparizione per la prima volta su Dreamcast, come versione domestica, nel 2002. Esso era la fedele trasposizione della versione da sala giochi sviluppata per Sega NAOMI a fine del 2001, che sinceramente non ho mai avuto modo di vedere dal vivo qua in Italia. 

Purtroppo la console a 128 bit di casa Sega era ormai era già uscita di produzione, ma i giochi continuavano ad uscire ed Ikaruga fu purtroppo pubblicato solo in Giappone in un numero ridicolo di copia (50.000), lasciando gli utenti americani ed europei a bocca asciutta. Posseggo una copia di questo sparatutto sviluppato da Treasure e quale momento migliore per parlarne?
Ikaruga, che la leggenda vuole essere il seguito ideale di un altro rarissimo shump, Radiant Silvergun, uscito per Saturn, basa tutta la sua dinamica di gioco sulla dualità. La nostra nave può cambiare polarità, ovvero è in grado di utilizzare i proiettili nemici come fonte di energia se hanno la nostra stessa configurazione. Ma di converso gli avversari che hanno la nostra stessa polarità subiscono danni minori dai nostri attacchi. Lo scopo quindi del gioco è quello di  bilanciare l’attacco e la difesa cambiando polarità. Detto così sembra una passeggiata, ma state pur certi che la sifda proposta da Ikaruga è di tutto rispetto. Avanzare nel gioco ci catapulta in un delirio di ondate di nemici, in un inferno di colpi di polarità opposte che riempiono completamente quasi ogni millimetro dello schermo, obbligandoci a imparare ogni singolo pattern della miriade di proiettili che  ci vengono vomitati addosso. Ogni singola run di Ikaruga è una vera e propria impresa, non ci sono momenti di respiro. Ed è questo che ha incoronato Ikaruga nell’olimpo degli shoot’em up. 

Lo sviluppo fu curato da un team molto ridotto all’interno di Treasure: questa meraviglia è stata realizzata da tre sole persone. Abbiamo il game designer Hiroshi Iuchi, il programmatore Atsutomo Nakagawa  e il mitico character designer ed illustratore Yasushi Suzuki , che molti retro appassionati conosceranno per una precedente opera di Treasure, Sin and Punishment.
Ikaruga ci propone diverse modalità di gioco, che potranno far prendere pratica al giocatore delle meccaniche e studiarsi ben benino i vari livelli prima di decidere di affrontarlo in modalità Hard. Sono molti i video su YouTube che mostrano come qualche “eroe” sia riuscito a completare questo gioco con un solo credito, ma anche se non siete così masochisti, potrete comunque cercare di batterlo cercando di usarne il meno possibile. Il mio record personale è stato di 11 crediti usati, ma questo solo dopo un numero ragguardevole di run. 

La caratteristica di Ikaruga è che nella versione domestica si poteva scegliere di giocarlo come nella versione arcade, ovvero con lo schermo messo in verticale, in quanto originariamente questa era la sua configurazione. Questo naturalmente obbligava i possessori di Dreamcast a prendersi il VGA Box e attaccarlo ad un monitor per PC, ruotato 90 gradi. Chi non poteva fare questo poteva giocare con la versione adattata al televisore, con due bande nere laterali. La speranza di molti è che la prossima versione annunciata per Switch posso permettere di giocarlo in modalità verticale ruotando la console, perché ruotare un televisore da 49 pollici mi sembra un attimino pericoloso, per l’incolumità del televisore e delle persone che gli passano accanto!

Il ristretto team di cui sopra ha creato oltre che un gioco frenetico ed accattivante, anche un prodotto  curato sotto l’aspetto grafico e sonoro. Gli sfondi tridimensionali e la colonna sonora creano un senso di completa immersione del giocatore con Ikaruga, trascinandolo per ogni livello con uno stile unico ed inconfondibile.
Dopo la versione Dreamcast fu realizzata anche una conversione per Gamecube e poi successivamente il gioco si poteva trovare anche sull’Xbox Store, a seguito della pubblicazione di una valanga di giochi Sega sulla piattaforma Microsoft. C’è anche la versione Steam, ormai risalente al 2014, che con un prezzo irrisorio (circa 10 euro) permette anche ai possessori di PC di dedicarsi alle distruzioni bipolari.
Ikaruga è stato sicuramente fonte di ispirazione di una miriade di shoot’em up ed anche se il genere ha perso un po’ di smalto negli anni, sapere che oggi è possibile giocarlo nuovamente su una console moderna, farà molto piacere sia ai retro-nostalgici che a coloro che amano le sfide difficili ma appaganti.

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.

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