Yakuza 6: The Song of Life – Recensione

Yakuza 6: The Song of Life è idealmente lo Yakuza che tutti noi aspettavamo, ma come tutti sappiamo, purtroppo, è l’ultimo gioco in cui impersoneremo Kazuma Kiryu, personaggio iconico di questa lunga saga. Il suo addio non è dei più semplici, anzi, durante tutta la storia che affronteremo ci saranno diverse scene crude e forti, capaci di emozionare il giocatore e di imprimere nella sua mente il suo nome per sempre.

Per chi se lo chiedesse, Yakuza 6 può essere giocato anche senza aver mai toccato i precedenti capitoli, perché l’avventura si basa sostanzialmente su una nuova trama e nuovi personaggi che permettono a tutti di godersi il titolo. Ovviamente chi ha giocato tutti i precedenti capitoli, ed in particolare Kiwami e lo Zero, sarà avvantaggiato nella comprensione dei personaggi e dei nomi famosi presenti nel gioco. Ma SEGA ha pensato anche ai neofiti della serie, introducendo “WikiYakuza” attraverso  cui potrete farvi un’idea dell’universo di gioco, ed inoltre all’inizio ci saranno diversi “flashback” che introdurranno i personaggi più importanti della saga. 

Yakuza è un titolo particolare che fa della narrazione e dell’ambientazione il suo punto di forza. La trama è incentrata sul tema della “famiglia” e sul ritrovare una certa persona scomparsa ormai da tre lunghi anni. Questo dà il via ad un lungo intreccio narrativo esplorando le dinamiche della mafia Giapponese e Cinese, nonché dei vissuti dello stesso Kiryu. Tutta la parte narrativa è realizzata con lo stesso motore grafico del gioco, riducendo quindi quel senso di “distacco” che si percepisce in molti titoli tra cut scene e grafica in game. Anche sotto questo punto di vista, seguire il filone narrativo risulta essere meno dispersivo rispetto ai precedenti capitoli della serie. Unico neo, se così possiamo chiamarlo, è che il titolo è sottotitolato solo nella lingua inglese e vista la mole di dialoghi potrebbe essere un problema per chi non conosce la lingua. 

La parte ludica di Yakuza 6 rimane simile a quanto visto nei precedenti capitoli, ci ritroveremo quindi in un semi-open world davvero pieno di cose da fare. Fortunatamente il sistema di progressione del personaggio è stato rivisto del tutto, semplificandolo e rendendolo più chiaro e alla portata di tutti. Kiryu infatti potrà essere potenziato su cinque abilità di base: Forza, Agilità, Costituzione, Tecnica e Carisma. Ogni attività che svolgeremo nel mondo ci darà una certa esperienza e punti per poter potenziare il nostro personaggio. 

A stupire il giocatore, è la densità di elementi che troveremo all’interno del titolo. Se la mappa di gioco è meno grande di altri titoli, le cose da fare invece sono davvero tantissime, quasi infinite che vi intratterranno per davvero tantissimo tempo. Si passa dalle semplici quest secondarie, all’esplorazione di locali, combattimenti per strada e tantissimi minigiochi compreso il SEGA Club e il karaoke. Nel SEGA Club ad esempio troveremo le VERE versioni Arcade da giocare di alcuni dei più famosi titoli da sala giochi, come Virtua Fighter V FS o Puyo Pop Fever, devi veri giochi completi dentro un gioco. 

Yakuza 6: The Song of Life è un titolo che tutti dovrebbero giocare. Si tratta di un’opera realizzata con amore, fatica e passione. Ogni elemento del gioco sia principale che secondario vi aiuta ad immergervi nella storia. La trama degna dei migliori film, l’open word (seppur piccolo) pieno zeppo di attività da portare a termine, personaggi carismatici e caratterizzazione eccellente rendono Yakuza 6 uno dei migliori titoli sul mercato.
9
voto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.