God of War – Riepilogo della Saga [Parte 4]

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Durante queste settimane abbiamo raccontato le gesta di Kratos, protagonista della serie di God of War, in vista del nuovo capitolo in arrivo fra qualche giorno. Abbiamo visto di come Kratos abbia avuto modo di sconfiggere diversi nemici sul suo cammino, cambiato quello che rappresentava un immobilismo grazie al potere degli Dei. Il Fantasma di Sparta non si è mai arreso e, dopo tutte le peripezie e le lotte, è finalmente arrivato sul monte Olimpo per distruggere gli Dei, suo padre Zeus e vendicarsi finalmente per tutte le malefatte subite. God of War III è stato il titolo più apprezzato dalla critica ed è arrivato su PS3 nel lontano 2010, sfoggiando una grafica mai vista su console e un miglioramento generale delle meccaniche che dopo God of War 2 necessitavano eccome. Si tratta dell’ultima avventura di Kratos cronologicamente, prima del nuovo capitolo che tratta della mitologia Norrena. Qualche anno fa Sony Santa Monica Studios ha però pubblicato la versione PlayStation 4 del gioco, portando a 60fps le gesta del protagonista e una rinnovata veste visiva che, però, non faceva gridare al miracolo. Ad oggi, nonostante sulla questione narrativa ci sia poco da recriminare, sul lato gameplay si nota un certo invecchiamento che, fortunatamente, non è presente nel nuovo capitolo in arrivo. Vediamo quindi l’ultima parte del riepilogo della serie, dopodiché ci concentreremo sulla nuova storia di Kratos e suo figlio Atreus.

Trama

Vi ricordate il finale di God of War II? Dopo che Atena spiegò a Kratos le malefatte di Zeus e che egli è in verità suo padre, il Fantasma di Sparta decide di vendicarsi volendo distruggere l’intero Monte Olimpo e tutti gli Dei. Si allea temporaneamente con i Titani, con cui inizierà la scalata verso il Tempio. God of War III riprende esattamente da questo punto, infatti ci troviamo sul dorso di Gaia che, insieme ad altri titani, scala la montagna. Ma gli Dei sapevano di questo attacco, così Poseidone, Elio, Ermes e Ade sviluppano una controffensiva. Lo scontro con Poseidone è duro, ma grazie all’aiuto dei Titani, Kratos riesce finalmente ad ucciderlo, causando però un inondamento incredibile che gli crea non poche difficoltà. Non mantenendo la presa, Kratos cade e chiede aiuto a Gaia, il titano, che però si rifiuta delle sue richieste, anzi, gli rivela che lui era soltanto una pedina utile per distruggere gli Dei e che ormai non serviva più a nulla. Kratos così cade dal Monte Olimpo e sprofonda nell’Ade, dove i morti gli sottraggono tutti i poteri che aveva. Arriva ora il Fantasma di Atena che spiega a Kratos il modo per arrivare di nuovo da Zeus e sconfiggerlo, rivelandogli del contenuto del vaso di Pandora, che Kratos già utilizzò nella lotta contro Ares. Kratos si mette così in viaggio attraverso vari luoghi, così da arrivare da Pandora e liberarla, l’unica che può farlo, ma prima bisognava sconfiggere Ade e recuperare parte del suo potere. La lotta sanguinaria vide vincitore Kratos che, a tal punto, dopo aver finalmente saputo come sfruttare il potere di Pandora, si mise in viaggio attraverso vari luoghi. Durante il cammino uccide Efesto e più tardi anche Elio, causando non pochi problemi all’umanità, tra inondazioni e oscurità. Arrivati nei pressi del Labirinto, dov’è rinchiusa Pandora, Kratos si scontra con suo fratello Ercole, uccidendolo atrocemente dopo una lotta sanguinosa. Finalmente vicini alla Fiamma dell’Olimpo, rinchiusa nel vaso di Pandora, Zeus si fa vivo e cerca di uccidere il nostro protagonista iniziando una lotta stremante che però li vede quasi alla pari, ma il sacrificio di Pandora ha fatto infuriare ancora di più Kratos donandogli ulteriore potenza e furia. Il vaso di Pandora era infatti vuoto e questo sacrificio è stato pre-calcolato da Zeus. La lotta tra i due continua, ma improvvisamente riappare Gaia il Titano che cerca di sconfiggere entrambi. Per evitare l’assalto, Kratos e Zeus saltano al suo interno attraverso un foro creatosi nello scontro con Poseidone. Dentro Gaia, Kratos e Zeus si affrontano, concludendo con Kratos che trapassa sia il cuore di Zeus che quello di Gaia con la Spada dell’Olimpo, distruggendo il Titano e lasciando Zeus apparentemente morto. Sembra finita, ma invece no: lo spirito di Zeus cerca di uccidere ancora Kratos che, ormai, è stremato. In punto di morte, Kratos si ritrova all’interno della sua psiche dove, grazie alle sue visioni, riesce finalmente a perdonare sé stesso per aver ucciso la sua famiglia e per tutti i mali che ha causato. Ritornato alla realtà, riesce finalmente a liberarsi dalla morsa di Zeus e ad ucciderlo una volta per tutte. Appare Atena che voleva sapere da Kratos quale fosse il contenuto del vaso e rimane incredula quando viene a sapere che questo era vuoto. Atena così spiega che prima che Kratos lo aprisse durante lo scontro con Ares, lei ci aveva rinchiuso la Speranza oltre a tutta la malignità. All’apertura, credeva che Kratos sarebbe riuscito a sconfiggere Ares grazie proprio al potete del male, ma invece era un pensiero errato. Kratos assorbe esattamente la Speranza di Atena, mentre il male corrompe pian piano tutti gli Dei, tra cui anche Zeus. Atena così chiede al Fantasma di Sparta di restituirgli il suo potere, ma Kratos vuole sacrificarsi per il bene dell’umanità, ormai sull’orlo del collasso, donando quella Speranza proprio a loro. Si trafigge con la spada dell’Olimpo riuscendo nella sua impresa, cadendo esanime un attimo dopo. Dopo i titoli di coda, però, là dov’era Kratos “morto” c’è una pozza di sangue che si trascina, facendo intendere che il nostro protagonista sia in realtà ancora vivo.

God of War: il futuro

Quello che oggi rappresenta God of War è veramente pazzesco. La saga è riuscita ad entrare nel cuore di milioni di giocatori, della stampa e della storia dei videogiochi. Non aver mai giocato un titolo della serie è un sacrilegio e Sony questo lo sa, tutti lo sanno. Il futuro di God of War è ancora un punto misterioso per noi poveri mortali, ma a breve avremo modo di approfondire le nuove avventure del nostro caro Kratos. Sappiamo che ha un figlio di nome Atreus e che sono passati anni dalla sua ultima apparizione, ma questa volta a mettersi contro sembra essere la mitologia Norrena. Non si sa nient’altro della trama, tranne che Kratos fungerà da mentore per suo figlio e che dovrà ancora oggi dominare la rabbia che lo ha sempre contraddistinto. Il gioco, come detto poc’anzi nell’introduzione, subisce una svecchiata totale rispetto ai capitoli che abbiamo raccontato in questi articoli. La telecamera non è più fissa e automatica come nei precedenti, ma bensì si trova dietro al protagonista, come nei giochi moderni in terza persona. Il combattimento, incredibilmente violento e cinematografico nei vecchi capitoli, ora si presenta molto dinamico e ben congegnato anche se, almeno dai pochi video visti, leggermente “meno epico”. L’appuntamento che possiamo dare, ora, è quello della recensione del gioco. Mancano ancora alcuni giorni per quella, ma sapremo deliziarvi al meglio analizzando dettagliatamente ciò che rappresenta ora God of War, ciò che può ancora dare al mondo PlayStation e soprattutto, com’è diventato Kratos e come ha fatto a sopravvivere. Grazie per essere stati con noi!

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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