Metal Gear Survive – Recensione

Lo sappiamo. Avete atteso tanto, anzi troppo. E oggi, finalmente, a due mesi dall’uscita ufficiale, siamo pronti a darvi il nostro personale giudizio su Metal Gear Survive.

Innanzitutto essendo dei fan sfegatati della serie marchiata Konami e legati alla figura (professionale) di Hideo Kojima – ideatore, scrittore, sviluppatore dell’iconica serie Metal Gear – abbiamo deciso di avere un approccio diverso, più equilibrato e più distante del solito. Perché, almeno fin quando non lo abbiamo provato, la nostra idea si poteva riassumere in questa semplice equazione: Metal Gear uguale Kojima. Ovviamente dopo aver passato ben sessanta giorni col pad in mano, completato la storia principale, portato a termine le diverse quest secondarie, combattuto orde di zombie in una modalità co-op online divertente, abbiamo, per fortuna direi, cambiato opinione. Ve lo diciamo prima di iniziare: Metal Gear Survive non è un capolavoro da dieci in pagella, ma comunque fa la sua bella figura.

La storia di Metal Gear Survive inizia con un chiaro riferimento a Metal Gear Solid V: Ground Zeroes. Più nello specifico, attraverso una cutscene di un livello cinematografico davvero niente male, racconta l’attacco subito da Big Boss alla Mother Base durante il quale un grosso wormhole squarcia il cielo e risucchia al suo interno tutto quello che trova sulla sua strada. Big Boss e il suo amico Miller riescono a fuggire, e salvarsi, mentre il nostro personaggio, il nuovo protagonista, viene sbattuto con una forza spaventosa a terra, perdendo completamente i sensi. A sei mesi di distanza dall’attacco ci risveglieremo in una struttura segreta, gestita direttamente dal governo, in cui un uomo dal nome Goodluck ci descriverà la potenza di quel wormhole che pochi mesi prima ha messo in ginocchio un’intera base militare. In parole povere ci viene spiegato che lo squarcio spazio-temporale collega il mondo reale con una dimensione alternativa in cui si è diffuso una specie di virus che trasforma gli uomini in zombie. Ed è proprio da qui che ha inizio la nostra avventura. Il “Capitano”, così viene chiamato inizialmente il nostro personaggio, viene spedito, attraverso il wormhole, aperto grazie all’utilizzo di sofisticati macchinari, nell’altro mondo. E il suo obiettivo è quello di riuscire a recuperare un antidoto, o meglio una cura, per questa brutta infezione. Avrete capito, dopo questa breve prologo, che Metal Gear Survive, il primo senza Kojima, è interessante, stimolante: almeno per quanto riguarda la parte narrativa che, vi assicuriamo, vi terrà incollati davanti alla tv per almeno 20 ore. Non andremo avanti nel racconto della trama perché ci sembra irrispettoso nei riguardi di chi ancora non l’ha giocato. Non siamo abituati a fare freeSPOILER. E non abbiamo deciso di iniziare oggi.

Essenzialmente Metal Gear Survive è un survival-horror in tutto e per tutto. Infatti, oltre a seguire la linea narrativa della storia, dovremmo riuscire a sopravvivere soddisfando i nostri fabbisogni primari: mangiare, bere, dormire. E tutto questo bisognerà farlo prima che sia troppo tardi. Esempio: durante una missione trovate un maiale? Uccidetelo, scusate la schiettezza, cucinatelo ed infine mangiatelo. Inoltre dovrete, anche, costruire e sviluppare la vostra base, dove troverete la compagnia VIRGIL, un simpatico robot che vi guiderà durante l’intera campagna. La crescita, la personalizzazione, del vostro personaggio è un punto fondamentale su cui Konami ha deciso di puntare. Gli attributi che dovrete potenziare sono: la forza,la vitalità e la resistenza che vi serviranno anche, e soprattutto, nella modalità multiplayer. E si avete letto bene: Metal Gear Survive ha anche una modalità co-op online in cui l’obiettivo primario, insieme all’aiuto di altri giocatori reali, è quello di difendere dei punti specifici della mappa da attacchi di zombie, ragni giganti, orde di zanzare e cosi via. L’unica pecca è, forse, secondo noi, la monotonia rappresentata dalle dinamiche di gioco, sia offline che online. E quello che ci ha più deluso è stato la possibilità di non poter salvare manualmente la partita in qualsiasi momento e in qualunque luogo; infatti, in Metal Gear Survive potete salvare soltanto in prossimità della vostra base. Ahi, Konami.

E’ disponibile un sistema di monete, acquistabili attraverso del denaro reale, che vi permetterà di sbloccare nuovi slot di salvataggio, nuovi potenziamenti e nuove abilità.

Il comparto tecnico fa sentire l’assenza della supervisione di Kojima. Ovviamente non è tutto da buttare, ma si poteva fare certamente di meglio. Il motore grafico utilizzato, il Fox Engine, svolge egregiamente il suo lavoro. Le ambientazioni sono godibili. E il frame rate, quasi stabile sui 60 fps, ogni tanto tende a calare. Ma nulla di così eccessivo e fastidioso.

Che dire: Konami con Metal Gear Survive, orfano del suo mentore Hideo Kojima, ha lanciato sul mercato un prodotto niente male che promette ore e ore di puro divertimento. La trama narrativa è interessante. Le dinamiche di gioco semplici e varie. Da grandi fan della serie noi ve lo consigliamo.

Metal Gear Survive è un survival-horror di tutto rispetto. Si distacca molto dai capitoli precedenti della saga, ma è lo stesso godibile. Se siete dei fan allora dovete assolutamente averlo nella vostra collezione videoludica.
7
voto

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