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Extinction – Recensione

Non posso negare che i primi incontri con i Ravenii siano adrenalinici ed appaganti, ma ben presto la natura fortemente ripetitiva del titolo si fa sentire con prepotenza. Ogni missioni infatti ripete in modo sterile la stessa struttura, interamente focalizzata sul caricare la barra del colpo runico per eliminare il Ravanii di turno. Nonostante questi presentino alcune variazioni legate alle loro armature (alcune richiedono di colpire punti specifici per essere distrutte o sono non scalabili ed indistruttibili), dopo poco più di un ora avrete già visto la stragrande maggioranza di quello che il gioco può offrire e l’implementazione superficiale della proceduralità finisce per frustrare ulteriormente. Mi è capitato infatti di dover difendere alcune strutture poste esattamente dove il Ravanii è stato generato, perdendo la partita mentre mi recavo sul posto e cercavo al tempo stesso di salvare i civili necessari ad avere una possibilità di eliminare il mostro. La volta successiva invece il nemico si è trovato in un area priva di strutture da distruggere, dandomi così il tempo di caricare il mio colpo speciale senza nessuna fretta. Il sistema di controllo permette ad Avil di compiere notevoli evoluzioni aeree ma risulta anche impreciso e non sempre adeguato per schivare i potentissimi colpi dei Ravenii, che nella maggior parte dei casi risultano istantaneamente fatali. Anche se il gioco offre un respawn quasi immediato, essere rimandati all’inizio dell’area spesso darà il tempo all’avversario di radere al suolo l’intera città, decretando il nostro fallimento. Il gioco affianca alla campagna tre modalità extra: la sfida del giorno, la modalità estinzione (che vi metterà davanti da un incessante assalto nemico valutando la vostra prestazione) e la modalità schermaglia (una missione generata in modo totalmente casuale). Sebbene queste modalità possano offrire ulteriore longevità al titolo, la natura fortemente casuale dei suoi livelli non si presta agevolmente alla sfida competitiva, creando potenzialmente notevoli disparità tra un punteggio e l’altro.

Visivamente il titolo riesce a colpire con la sua palette cromatica particolarmente accesa ed un design dei personaggi indubbiamente originale. I modelli dei Ravenii sono convincenti abbastanza dettagliati nonostante la loro natura procedurale. È difficile parlare di qualità del level design quando questo viene generato casualmente, ma lo stile architettonico del titolo si distacca indubbiamente dal classico fantasy, con un tocco quasi mediorientale. Il lato audio offre una colonna sonora non particolarmente entusiasmante, associata ad un doppiaggio poco espressivo. Nonostante il gioco offra una discreta longevità (grossomodo una decina di ore per portare a termine la campagna), il senso di stanchezza dovuto alle sue meccaniche subentra dopo pochissime missioni, minando l’intera esperienza di gioco.

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Lorenzo "Nameless One" Corda

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.
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