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Detective Pikachu – Recensione

Da sempre Nintendo ama destreggiarsi nei più disparati generi videoludici sfruttando le sue figure più importanti e non è un caso se oggi, il nostro caro (ex) idraulico baffuto, può essere individuato sulle copertine dei più disparati titoli videoludici. Come lui, anche le creature di Game Freak si sono viste protagoniste di alcuni interessanti esperimenti, come il mai troppo celebrato Pokémon Snap o la prolifica serie dungeon crawler Pokémon Mystery Dungeon. 

Detective Pikachu segna il debutto della saga JRPG con protagonisti gli amatissimi mostriciattoli collezionabili nel mondo delle avventure investigative, mutuando alcune convenzioni ludiche tipiche del genere punta e clicca. Quel che non ci saremmo mai aspettati di vedere, tuttavia, è un protagonista tanto iconico come Pikachu parlare con la rauca voce di un detective navigato, qui accompagnato da un coprotagonista umano di nome Tim. Il duo è chiamato a far luce su una serie di misteriosi incidenti avvenuti in un contesto metropolitano chiaramente ispirato ad un immaginario filostatunitense, e così come l’ambientazione, anche il design dei protagonisti si rifà ad un immaginario che rigetta a gran voce l’estetica tipicamente manga della saga originale. Non c’è però da preoccuparsi, perché l’ultima creazione di Creatures Inc. (già dietro alla maggior parte dei prodotti ispirati alla saga Pokémon) rimane fedelissima allo spirito spensierato dell’immaginario originale; il cambiamento estetico, insomma, non inficia in alcun modo la giovialità delle atmosfere tipicamente legate alle storie di Pokémon, ed è anzi un buon punto di partenza per creare qualcosa di nuovo. Non a caso, Nintendo ha annunciato che questa storia verrà adattata in un lungometraggio cinematografico che verrà distribuito nei cinema durante il 2019.

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Majkol "Zaru" Robuschi

C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.
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