Un universo in cui malvagie creature dalle dimensioni spropositate ed omicide vengono affrontate da un’avversario tecnologicamente avanzato di pari dimensioni creato dall’uomo. Semplice visione anni 80? Non per quel folle genio che risponde al nome di Guillermo Del Toro.

Un action movie dalle proporzioni mastodontiche. Una direzione degli eventi che riesce dove altri registi non avrebbero potuto. Del Toro conosce bene il mondo delle creature e dei mostri e la sua narrazione visiva è sempre riuscita a trasportare lo spettatore nelle vicende fantastiche dei suoi racconti.

Non da meno succede con questo incredibile blockbuster estivo. Le sue capacità espressive  riescono a soddisfare l’incredibile hype generato in questi mesi di attesa dal materiale filmico trapelato dal web (teaser, trailer, backstage). Una mossa spesso riconducibile ad una strategia di marketing che cerca di camuffare e vendere un ipotetico e costoso bluff.

Ma non è cosi, non con questo regista.

Il film è un’opera in grado di intrattenere, sorprendere e invogliare lo spettatore a volere ancora di più dalla pellicola, fino al termine della stessa. Una capacità rara quella di rendere credibile e quasi tangibile allo spettatore qualcosa di fuori dalle righe, ma Del Toro, navigato re del fantasy e dell’azione (Il labirinto del Fauno, Hellboy) si destreggia con un grazia poetica in un contesto difficile da proporre.

Di fatto stiamo parlando di un genere puramente “kick-ass” e da buon regista mette le carte sul tavolo avvertendo con intelligenza lo spettatore già dal primo frame di apertura, dando l’opportunità di capire, nei dieci adrenalinici minuti di prologo, quale sarà l’argomento ed il metodo narrativo del film. E solo dopo aver fatto le dovute presentazioni darà spazio ad un titolo di testa pronto ad aprire le porte in un mondo fatto di muscoli e azione vecchio stile.

Un mondo di personaggi non particolarmente profondi, ma di impatto; caratteri che tutte le generazioni conosco bene da tempo, stereotipi funzionali, che non necessitano di un approfondimento maggiore, proprio perchè la storia di per se non gliene concede il tempo. E’ una lotta alla sopravvivenza all’ultimo sangue dove le proporzioni contano.

Ed un’altro ottimo punto di riferimento, in un film di genere, sono le devastazioni ed i combattimenti, diretti con una fine intelligenza. Dove l’Uomo d’acciaio di Snyder genera devastazioni gratuite e genocidi di massa più che mai evitabili, Pacific Rim usa lo stratagemma dell’oceano (i mostri utilizzano un portale chiamato breccia situato nei fondali marini della terra), con combattimenti mozzafiato e anche difficili da gestire dai reparti CGI. Perchè il contenimento e la preservazione della popolazione mondiale sono gli obiettivi primari dei nostri eroi meccanici. Ed anche questo fattore porta ad alimentare una tensione maggiore quando invece uno dei mostri riesce a mettere i suoi terribili artigli sopra una delle città più densamente popolate.

Gli scontri non sono semplici batoste tra giganti, ma in ognuno di essi viene utilizzata una strategia di combattimento reale. La più efficace rimane quella stile Orazi e Curiazi con annesso immenso omaggio (come se non bastasse) ai cartoni Mecha degli anni 70/80 decisamente di grande effetto ed entusiasmante.

Un insieme di intuizioni logiche che subordinano la messa in scena del suo “concorrente” estivo Man of Steel (stessa casa di produzione, Warner Bros.).

In questo spettacolo fantascientifico la parola d’ordine è una sola: salvare la razza umana.

Gli effetti visivi sono nettare per gli occhi. Dettagli ben curati nei minimi particolari. Va sottolineata l’interessante struttura dei Robot costruiti sulla base di giganteschi pistoni sporchi, cavi scoperti, oli grezzi che fuoriescono dalle giunture che danno quel tocco di realtà che alimenta la suggestione dello spettatore.

La riconversione in 3D è stata un’ottima intuizione e permette di cogliere le proporzioni epiche di questo prodotto.

In questo film non esiste un solo eroe, ma è il gioco di squadra a portare in salvo l’umanità. L’intuizione di due piloti connessi a livello neuronale giustifica la fluidità dei movimenti dei robot là dove nei vecchi cartoon vi erano 4 personaggi, ognuno con un arto da pilotare e la sincronizzazione, se portata nel mondo reale, sarebbe stata un’autentica utopia.

Insomma, un blockbuster capace di stare in piedi e di dire la sua.

Se avete da sempre desiderato vedere un mash-up tra Godzilla e Goldrake, Pacific Rim non deluderà le vostre aspettative.

Scheda film

Titolo: Pacific Rim
Regia: Guillermo del Toro
Cast: Charlie Hunnam, Idris Elba, Rinko Kikuchi, Charlie Day, Ron Perlman, Max Martini, Robert Kazinsky, Clifton Collins Jr, Burn Gorman, Larry Joe Campbell, Diego Klattenhoff, Brad William Henke
Genere: Fantascienza
Durata: 131’
Produzione: Thomas Tull, Jon Jashni, Mary Parent
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Nazione: USA
Uscita: 11/07/2013.

Ex studente presso il cfc nazionale di cinema. Vincitore di alcuni video contest, sceneggiatore, regista e insegnante di regia cinematografica. In buona sostanza un'amante della narrazione cinematografica a 360 gradi.

Lascia una Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Password Persa

Sign Up

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com