God of War – Riepilogo della Saga [Parte 3]

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Abbiamo introdotto i primi due capitoli della serie God of War, esattamente i due capitoli iniziali che raccontano le vicende di Kratos. Abbiamo visto di come Kratos ha iniziato la sua vendetta contro gli Dei e di come sia divenuto Dio della Guerra, per poi cadere e alimentare ancora di più la sua rabbia e la sua furia. Oggi dovremmo guardare la parte finale del suo viaggio, ma invece preferisco fare un piccolo appunto sul approfondimento della sua storia durante i primi due capitoli. Nello specifico, Sony ha rilasciato tre diversi titoli prequel e mid-sequel che raccontano nel dettaglio le imprese di Kratos e sono: God of War: Chain of Olympus, che racconta di quando Kratos era al servizio degli dei dell’Olimpo e quindi prequel del primo gioco. God of War: Ghost of Sparta che racconta le avventure e le imprese di Kratos dopo essere divenuto Dio della Guerra e God of War: Ascension, che racconta esattamente la prima avventura di Kratos, quindi l’inizio di tutto, il prequel dei prequel (infatti in ordine cronologico viene prima di God of War: Chain of Olympus). Diamo una piccola retrospettiva sulla storia di questi tre titoli e, successivamente, possiamo chiudere la storia con il terzo ed epico capitolo. Nelle righe seguenti ho preferito impostare la storia in ordine cronologico partendo da Ascension, passando da Chain of Olympus e poi chiudere con Ghost of Sparta. Buona lettura!

God of War: Ascension

L’inizio di tutto, l’inizio di Kratos e della sua caduta nell’oblio della rabbia, della furia e del caos. La voce narrante della cutscene iniziale spiega che prima degli Dei e dei Titani c’erano le divinità primordiali che dopo una violenta lotta plasmarono il cosmo. Da quel momento nacquero le Furie che, a differenza dei Titani e degli Dei, non avevano nessun tipo di vincoli. Diventarono le esecutrici dei colpevoli, dei traditori e di chi loro ritenevano non avessero onore. Kratos era prigioniero delle furie già dalle prime battute, ma un flashback ci spiega le vicende come sono andate. Kratos è vittima delle illusioni e delle visioni che ha della sua famiglia e un’ombra gli rivela che per liberarsi di questi tormenti deve recarsi a Delfi e parlare con l’Oracolo. Kratos parte per Delfi e qui si scontra con Castore e Polluce, i guardiani dell’Oracolo che, dopo un lungo scontro, provano a distruggerlo per evitare che Kratos possa parlarci. Recuperato l’amuleto di Uroboro con cui poter ricostruire gli edifici, Kratos raggiunge l’Oracolo che, in punto di morte, lo indirizza verso la Lanterna di Delo e gli rivela che l’ombra era Orkos, figlio di Ares e della regina delle Furie, Aletto. Si ritorna al presente e dopo uno scontro con Tisifone, la seconda Furia, Kratos recupera una strana pietra che ci viene spiegata attraverso un altro flashback. Sulla nave Orkos spiega a Kratos che Ares voleva creare il guerriero perfetto per eliminare Zeus, ma che questo lo deluse. Da allora Orkos si è unito alle Furie per mantenere l’onore e la giustizia ma, che, dopo aver visto il loro atteggiamento nei confronti di Kratos, capisce che la giustizia era solo un pretesto per avere un potere decisionale da sfruttare a proprio piacimento. Qui inizia un duro sconto con le Furie che riescono a sconfiggere e imprigionare Kratos, da cui rubano l’amuleto di Uroboro, la pietra del Giuramento e gli Occhi della Verità. Si torna al presente e dopo aver ripreso l’amuleto e la pietra, segue un duro scontro con Aletto, la regina delle Furie, Orkos viene in soccorso di Kratos e dopo aver sconfitto la madre, spiega a Kratos che l’unico modo per liberarsi dai tormenti, lui dev’essere ucciso per mano dello spartano. Kratos uccide Orkos, ma dentro di sé si scatena la furia dello spartano nei confronti di Ares. La sua vendetta sarà servita in modo freddo e violento.

God of War: Chain of Olympus

Dopo aver chiesto ad Ares di aiutarlo nella sua battaglia contro i Barbari, Kratos è sprofondato nell’oblio degli Dei. Ares voleva ricreare il guerriero perfetto per eliminare Zeus (così come provo anche con Orkos) mettendo Kratos di fronte a violenza e sangue. Logorato dai sensi di colpa per aver ucciso la moglie e la figlia, Kratos divenne sempre di più lo schiavetto degli Dei, che gli promisero di liberarlo se avesse giurato fedeltà totale. Dopo la Battaglia di Attica contro gli invasori persiani, Kratos vide il sole precipitare: il Dio Elio non sembrava più possedere i suoi poteri e, visto che senza il sole gli Dei si indeboliscono, Morfeo ne approfittò per prendere il sopravvento. Questo ha portato Kratos a viaggiare in direzione dell’Ade per recuperare il Dio del Sole e lì vede la mancanza del titano Atlante che regge il mondo e si scontra con Caronte. Sconfitto Caronte, Kratos si ritrova alla presenza di Persefone e dei Campi Elisi, dove deve liberarsi da tutta la sua ira pur di riabbracciare sua figlia. Qui si scopre che la caduta di Elio e la scomparsa di Atlante siano proprio a causa di Persefone, che voleva distruggere gli Dei a causa del loro distacco, di non aver pensato a lei. Kratos così si ritrova a fronteggiare la scelta ardua tra la salvezza dell’umanità e lo stare insieme e per sempre alla figlia nei Campi Elisi. La sua scelta di salvare l’umanità, fronteggiando Persefone, lo distrugge dentro. Dopo aver vinto, tenta il suicidio che viene evitato grazie all’intervento di Atena ed Elio. Segue poi il primo capitolo di God of War su PS2.

God of War: Ghost of Sparta

Questo capitolo continua la saga del gioco dopo il primo capitolo e s’inserisce tra il primo e il secondo capitolo. Kratos è da poco divenuto Dio della Guerra uccidendo Ares, come abbiamo letto nei riepiloghi precedenti. Qui il fantasma di Sparta soffre di altre visioni circa la madre e il fratello, creduti morti nelle epoche passate. Lui sa che questo tipo di visioni significano qualcosa, così decide di andare ad Atlantide, luogo dove queste visioni possono essere spiegate e comprese. Atena cerca di dissuaderlo, cerca di convincerlo che ciò che sta facendo avrà delle ripercussioni, ma Kratos è stufo del comportamento degli Dei, delle loro menzogne e i loro mezzucci per fare i comodi loro, così s’incammina. Arrivato al Tempio di Poseidone e affrontato diversi pericoli, Kratos trova finalmente sua madre in fin di vita, che come ultima richiesta, gli chiede di salvare il fratello Deimos, ancora vivo e tenuto prigioniero. Durante questa conversazione, Kratos cerca di carpire informazioni su suo padre e mentre sua madre prova a sussurrargli le parole all’orecchio, si trasforma in un terribile mostro. Kratos ha dovuto combattere il mostro di sua madre e sconfiggerla per dargli finalmente pace, nonostante il suo incredibile dolore. In viaggio verso la sua terra natale, Sparta, Kratos si reca al Tempio di Ares per scovare informazioni sul fratello. Scopre così che egli è tenuto prigioniero di Erinni, figlia del Dio della Morte, così Kratos dopo un violento scontro, la uccide. In questo caso ha pure la visione di un Oracolo che racconta di un “figlio marchiato” che distruggerà tutti gli olimpici. Qui scopre che la porte per il Regno della Morte si trova ad Antlantide e quindi il fantasma di Sparta ritorna ormai nella città caduta. Qui affronta il Re Mida, fino ad arrivare alle famose porte del regno. Superate le porte, ritrova il fratello e lo libera dalle catene, ma questi non accetta ciò che Kratos è diventato e dopo una dura battaglia tra i due, Kratos è in netto svantaggio. Prima che Deimos infliggesse il colpo di grazia a Kratos, Tanato, il Dio della Morte, interviene per distruggere entrambi a causa della morte di Erinni. Kratos salva il fratello e costui decide di perdonarlo e allearsi per il combattimento finale. Tanato in questo punto spiega che la visione dell’Oracolo era stata idealizzata in modo errato da Atena e Ares, che credevano come Deimos fosse il “figlio marchiato” che avrebbe distrutto gli olimpici, quindi decisero di imprigionarlo in questo regno, ma la scelta era sbagliata perché era Kratos il “figlio Marchiato”, ma il Dio della Morte non s’interessava della cosa. Si scontrano e Deimos, per salvare Kratos, viene colpito fatalmente. Sprigionato un potere immenso dalla rabbia e dalla furia, Kratos sconfigge Tanato e porta il corpo del fratello su una collina per seppellirlo. Atena lo ringrazia, ma mentre Kratos se ne torna sul suo trono, arriva una figura misteriosa che recita “ora ne manca solo uno”, scoprendosi Zeus. Questo fa capire che Zeus è il padre di Kratos e che voleva distruggere la sua famiglia, moglie e figlio, arrivando poi a distruggere lo stesso Kratos, servendosi di lui. Il Fantasma di Sparta così si reca sul suo trono per prepararsi all’attacco di Rodi (che avviene nei primi istanti di God of War 2).

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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