Jak and Daxter Trilogy Ps Vita – Recensione

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Titolo: Jak and Daxter Trilogy
Sviluppatore: Naughty Dog
Publisher: Sony CEE
Numero di Giocatori Offline/Online: 1
Cooperativa Offline/Online: assente
Piattaforme: Ps Vita
Localizzazione: italiano

La serie di Jak and Daxter è forse la meno nota tra i giochi della Naughty Dog, ma solo perchè gli altri titoli di questa software house sono sempre risultati come dei veri mostri sacri: si parla infatti di nomi del calibro di Crash Bandicoot (quelli su PS1, i discutibili capitoli PS2 non sono loro), la trilogia di Uncharted e il recente capolavoro The Last Of Us.

Jak and Daxter tuttavia non ha nulla da invidiare ai suoi fratelli, e ai tempi della PlayStation 2 fu una delle serie simbolo per la console Sony.

Già un anno e mezzo fa abbiamo avuto modo di riscoprire questa saga grazie alla Jak and Daxter HD Trilogy, una rimasterizzazione in alta definizione dei primi 3 giochi (Jak and Daxter: The Precursor Legacy, Jak II: Renegade e Jak 3) uscita in esclusiva su PlayStation 3, che oltre alla grafica rinnovata vantava anche un frame-rate stabile a 60 FPS, oltre 100 trofei divisi tra i vari titoli e il supporto al 3D stereoscopico, e finalmente ora la trilogia è pronta per (ri)conquistare anche Ps Vita.

Ma la conversione per la console portatile di Sony sarà riuscita bene come quella per la sorella maggiore casalinga?

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LA STORIA IN BREVE

Jak and Daxter: The Precursor Legacy inizia con i nostri due giovani eroi che, disubbediendo all’anziano Samos, visitano l’Isola della Nebbia, e a causa di un incidente Daxter cade in una pozza di Eco Oscuro, ovvero una fonte di energia naturale di tipo negativo. Daxter si ritrova così trasformato in una specie di donnola arancione, e per farlo tornare alla normalità i due intraprendono un viaggio alla ricerca di Gol, l’unico saggio in grado di manipolare l’Eco Oscuro. L’incipit è quindi molto semplice, ma naturalmente il viaggio sarà complicato e pieno di pericoli, oltre a vari colpi di scena per cui Jak e Daxter si troveranno alla fine invischiati in una serie di eventi che li porteranno a salvare il mondo intero.

Jak II: Renegade vede i nostri eroi nella futuristica Heaven City, dove Jak sarà catturato e torturato per due anni prima che Daxter riesca a liberarlo. Durante la prigionia Jak viene sottoposto a diversi esperimenti che puntavano alla realizzazione di un guerriero perfetto tramite le iniezioni di Eco Oscuro, e una volta libero Jak cerca vendetta contro i suoi carcerieri, e anche questa volta le loro azioni innescheranno reazioni con conseguenze su grande scala.

Jak 3 inizia subito dopo la fine di Jak II, con il duo esiliato da Heaven City: la città ora è divisa tra il Fronte di Liberazione, le Teste di Metallo e i Bot della Morte Kremizi, ma i nostri eroi avranno ancora tante avventure che influenzeranno nuovamente il mondo.

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GAMEPLAY OLD BUT GOLD

Jak and Daxter: The Precursor Legacy è un platform/adventure con evidenti richiami alla precedente saga di Naughty Dog, ovvero Crash Bandicoot: Jak infatti può sconfiggere i nemici con una giravolta o una schiacciata esattamente come il marsupiale arancione, ma oltre a questi sono presenti anche altri attacchi e abilità temporanee conferite dalle diverse tipologie di Eco (blu per un aumento della velocità, rosso per aumentare i danni e giallo per lanciare palle di fuoco). I dialoghi sono impregnati di ironia e l’atmosfera generale è decisamente allegra e spensierata, a differenza del suo successore.

Jak II: Renegade si discosta infatti parecchio rispetto al primo capitolo, con una storia e ambientazioni molto più cupi e seri, e anche il gameplay ha subito diversi cambiamenti. Heaven City fungerà da hub centrale e, ottenuti i vari pass dopo le prime ore di gioco, sarà completamente esplorabile, anche se alla fine tutti i vari segreti sono sparsi nei livelli veri e propri che si svolgono fuori dalla città, rivelandosi quindi una grande area dove si svolgono unicamente alcune missioni secondare e ci si sposta da un punto all’altro per avviare le varie missioni. Per spostarci si potranno “prendere in prestito” tutti i veicoli che vediamo volare per la città, oltre ad un pratico skateboard fluttuante che sbloccheremo nel corso della storia e richiamabile in qualsiasi momento. La componente platform è stata decisamente ridimensionata a favore di quella adventure/shotter: i nuovi nemici sono molto più resistenti e pericolosi rispetto a quelli visti in precedenza, così il nostro eroe avrà a disposizione diverse armi per sopravvivere. A queste si aggiunge la possibilità di trasformarsi in una creatura oscura una volta accumulato abbastanza Eco, e in questo caso potremo infliggere grandi danni per un breve periodo.

Jak 3 si rivela come l’episodio meno innovativo a livello di gameplay, infatti riprende di peso la struttura di Jak II e la perfeziona, ma riprende anche i pregi del primo capitolo aggiungendo più fasi platform e riportando l’atmosfera a livelli più allegri e meno cupi. Jak ora dispone di più armi inoltre può usare il potere della Luce oltre a quello dell’Oscurità. infine è stata data grande importanza ai veicoli e alle corse, tanto che l’episodio successivo Jak X (purtroppo non compreso in questa collection) sarà unicamente incentrato su queste.

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PS VITA O NON PS VITA? QUESTO E’ IL DILEMMA…

…oppure no? Diciamocelo subito: la versione Ps Vita della Jak and Daxter Trilogy ha più di un problema, e nemmeno di quelli da poco conto. Il male finore è dato dalla grafica: a differenza della versione PS3 infatti questa collection non include la parola HD nel titolo, e non è un caso: nonostante alcune ottimizzazioni in generale siamo di fronte alla stessa identica grafica degli originali su PS2, e il peso degli anni si sente abbastanza, in particolare sui primi 2 capitoli, mentre il terzo (già avanzato per l’epoca) fa ancora la sua bella figura.

Ma veniamo alle note veramente dolenti, iniziando dal frame rate: come già detto su PS3 si raggiungono i 60 FPS granitici, mentre in questo caso abbiamo a malapena 30 fotogrammi al secondo, ma spesso ci sono dei cali evidentissimi, in particolare nel primo gioco.

Spesso inoltre i comandi hanno un lieve ritardo, cosa piuttosto fastidiosa in generale, ma che in un platform dove il tempismo è tutto risulta ancora più problematico.

A tutto questo si aggiunge anche la nuova mappatura dei comandi: Ps Vita rispetto al joystick normale non ha i tasti L2 e R2, così questi sono stati assegnati al touchpad posteriore, peccato che spesso gli imput non vengano riconosciuti correttamente o si attivino per sbaglio sfiorando lo schermo dietro.

Anche il touchscreen anteriore è stato sfruttato nei veri minigiochi, ma anche qui l’imprecisione e il ritardo nel rilevamento del comando rendono il tutto abbastanza frustrante.

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VERDETTO FINALE

Jak and Daxter Trilogy per Ps Vita non ha convinto del tutto: il porting è stato realizzato abbastanza male, in particolare il frame-rate e l’imprecisione dei comandi non rendono giustizia a dei giochi di grande qualità, e la frustrazione è sempre dietro l’angolo. Tra l’altro personalmente reputo la saga di Jak and Daxter abbastanza impegnativa a livello di difficoltà, e per goderne appieno bisogna concentrarsi al massimo, cosa quindi non proprio adatta ad una console portatile, il cui scopo principale dovrebbe essere avere giochi “mordi e fuggi” per passare del tempo nelle varie attese fuori casa quando non si può usare la console fissa. Se avete una PS3 consiglio caldamente di prendere la HD Collection e giocarla lì, mentre se possedete solo Ps Vita potete valutare l’acquisto unicamente se siete dei fan sfegatati che farebbero di tutto pur di giocare con i propri eroi ovunque, oppure nel caso non abbiate mai giocato alla serie: ad un prezzo modico potete avere 3 giochi che hanno fatto la storia e decine di ore di gameplay avvincente, sempre che riusciate a passare a tutti i limiti della vostra console portatile.

I videogiochi non sono solo una passatempo per Andrea: da anni ormai scrive su riviste e siti specializzati, trasformando così la passione in lavoro. Ha una ossessione al limite del maniacale per Batman, Star Wars e il collezionismo di statue e collector's edition di videogiochi, tanto che la madre ancora si chiede perché semplicemente non si droghi come tutti i ragazzi della sua età... di sicuro spendeva di meno.

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