Raiders of the Broken Planet: Wardog Fury – Recensione

Dopo l’uscita del gioco Raiders of the Broken Planet, avvenuta il 22 settembre 2017, e il conseguente rilascio della prima espansione chiamata Alien Myths, lo studio MercurySteam ha pubblicato una nuova espansione chiamata Wardog Fury che apporterà, o almeno così dovrebbe essere, alcune novità al gioco. Riuscirà lo studio di sviluppo a riportare in auge il suo titolo? Scopriamolo insieme mentre vi racconto la mia personale esperienza.

MercurySteam, lo studio che si è occupato dello sviluppo di questo titolo fin dalla sua creazione originario della Spagna, hanno confezionato un secondo capitolo della campagna che ci terrà impegnati ancora una volta nelle terre desolate e fantastiche dove si è svolta la nostra prima avventura. Non appena riprenderemo la nostra avventura, più precisamente dopo aver preso la decisione di reclutare un quinto Raider con la quale si è concluso Alien Myths, ci ritroveremo di fronte ad un nemico ancora più malvagio e potente, ovvero il Generale Marmalade, che avrà l’intento malvagio di prosciugare a tutti i costi le riserve di Aleph sul pianeta. Per riuscire in questa nuova impresa e fermare la maligna impresa del nostro antagonista di turno dovremo recuperare Loaht, il quinto Raider, un ex sottoposto di Marmalade vittima di atroci esperimenti che lo hanno mutato in una famelica bestia assetata di sangue, così da poter ottenere un diversivo per il nostro reale scopo, ovvero trovare la posizione del generale e porre fine alla sua esistenza una volta per tutte. Durante lo scorrimento della storia potremo notare come quest’ultima viene raccontata in maniera diretta, senza nessun evento secondario che possa approfondire i personaggi con cui condivideremo le avventure con la loro storia, per esempio, o qualcosa che faccia capire ai giocatori gli avvenimenti che hanno sconvolto il mondo di gioco trasformandolo in quello che conosciamo ora. Con Wardog Fury avremo a disposizione, oltre al nuovo Raiders, quattro nuove missioni, che ricordiamo potranno essere giocate sia in singolo sia in cooperativa online nella modalità 4VS 1 dove uno dei giocatori tenterà di sabotare la partita degli altri, ma non porterà nessuna novità importante a livello di contenuti oltre qualche leggero miglioramento con le ricompense che otterremo a fine missione. La struttura delle missioni resta anch’essa invariata. Infatti, Wardog Fury ci propone più volte la stessa tipologia di missioni come, per citarne qualcuna, quelle in cui dovremo raccogliere oggetti lasciati dai nemici uccisi o riempire gli indispensabili serbatoi, portando a noia dopo poche ore di gioco continuo, anche se affronteremo le missioni con i nostri amici dove le nostre sessioni di gioco possono durare anche di più, nonostante l’espansione duri tra le 2 e le 3 ore. Purtroppo, una nota molto dolente, abbiamo riscontrato un numero di utenti inferiore rispetto agli inizi che, anche se l’avevamo preso in considerazione, non ci aspettavamo un calo così rapido e nutrito. Questo dettaglio, che non passerà inosservato di certo, può incidere molto sulla decisione di acquisto finale nonostante il prezzo sia molto conveniente, ovvero 9,99 €. Una volta che avrete completato tutte le missioni di questa espansione difficilmente avrete voglia di rigiocarle, se non per utilizzare il resto dei personaggi, che in totale arrivano a undici ed ognuno con abilità diverse, così da vedere cosa cambia tra le storie, andando a nuocere sul punto di forza per eccellenza di questo titolo, ovvero la rigiocabilità sia in modalità singola sia nella modalità cooperativa online sopra descritta cercando di indirizzare gli utenti a preferire quest’ultima al single player.

Dal punto di vista tecnico Raiders of the Broken Planet: Wardog Fury si presenta con una grafica che, se da un lato valorizza  giochi di luce e ombre e la fisicità dei personaggi, non porta nessun miglioramento. I colori utilizzati saranno prevalentemente l’arancione e tonalità affini come il marrone e l’ocra, visto che ci troveremo per la maggior parte del gioco a gironzolare nel deserto composto, come ovvio che sia, da sabbia e dune. Anche il comparto sonoro resta sullo stesso livello del gioco base e dell’espansione precedente, fornendo una buona musica di sottofondo al titolo ma che non ricorderete facilmente. Come per il gioco base avremo un doppiaggio in lingua inglese accompagnato dai sottotitoli in varie lingue, tra le quali la nostra.

Wardog Fury è la seconda espansione uscita per il titolo Raiders of the Broken Planet, che non apporta nessuna novità e pochi contenuti rispetto al precedente DLC, Alien Myths. Consiglio un cauto acquisto a chiunque abbia intenzione comprarlo, sia per chi vuole supportare lo studio di sviluppo sia per chi è curioso di provare sul campo se vale o meno la pena di acquistarlo, nonostante il costo non troppo elevato, ovvero € 9,99, che può non valere per la piccola quantità di contenuti aggiuntivi che porta con se. Un altro punto a sfavore può essere dato dai server quasi del tutto abbandonati, fattore che deve far riflettere l’utente prima della sua decisione finale, che può rimandarne l’acquisto per concentrarsi su altri contenuti.
6
voto

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