Bravo Team – Recensione

Durante il gioco si trovano solo altre due armi (senza contare la tua arma di riserva, ovvero una pistola silenziata che è sempre disponibile come secondaria con proiettili infiniti): un fucile a pompa e un fucile da cecchino. Non ci sono altri accessori , niente coltelli, torce elettriche, visione notturna, granate, munizioni alternative, ecc. Solo il fucile a corto raggio, il fucile d’assalto a medio raggio e il cecchino a lungo raggio. Stop.
Mentre il fucile d’assalto iniziava a stancarmi, sono stato entusiasta a mettere finalmente le mani su una nuova arma. Purtroppo invece di cambiare il gameplay, lo shotgun è stato in realtà solo il segnale che mi stavo spostando dal combattimento per lo più a medio raggio, verso il combattimento ravvicinato. Sicuramente è stato un po’ più soddisfacente spappolare  nemici a distanza ravvicinata, ma alla fine si è trattato sempre e comunque di ammazzare senza soluzione di continuità avversari che arrivano ad ondate.
In alcune sezioni ci viene proposta anche una simil-modalità stealth, che speravo desse un po’ di varietà all’azione, ma anche in questo caso son rimasto pesantemente deluso. I takedown sono semplicemente degli intermezzi  animati  mostrati in terza persona. Poiché i nemici sembrano avere la consapevolezza pari a zero del nostro rumore  e forse sono pesantemente ipovedenti, la natura di suspense che solitamente la furtività comporta viene immediatament vanificata. Alla fine, ho trovato questi momenti più noiosi  che combattere a viso aperto, per cui dopo un paio di uccisioni stealth ho preferito ripartire a intossicare di piombo i  malcapitati avversari..

Più avanti nel gioco ci si imbatte nel fucile da cecchino. Questo significa che gli ambienti si apriranno un po’ per adattarsi al tiro da lunga distanza. Con quest’arma si può  guardare in  un mirino leggermente ingrandito, ma a meno che non lo si tenga davvero vicino agli occhi, la risoluzione del PSVR trasforma il piccolo reticolo in un casino di pixel. Anche con il controller PSVR Aim, la precisione di tracciamento del PSVR penalizza troppo l’utilizzo del fucile, facendo si che ci vogliano un sacco di colpi per fare un centro.
Bravo Team cerca di sostenere la (brevissima) esperienza di gioco con una linea narrativa. Tutto viene raccontato da un operatore che ci da ragguagli sugli eventi salienti che guideranno la nostra azione. Il problema che tutto è di una banalità talmente estrema che non si può parlare certo di una trama, ma solo di un flusso di parole che ci guida attraverso i livelli.
Alla fine della miserrima campagna, che dura poco più di 2 ore, sono stato felice di averlo completato. MA per il motivo sbagliato. Infatti ero felice di non dover più affrontare livelli pieni di nemici senza dover mai badare a una tattica efficace, ma solo cercando di spostarmi quanto più velocemente da un riparo all’altro per trovare l’uscita del livello. La modalità Time Attack dovrebbe permette di rigiocare la campagna cercando di totalizzare il punteggio migliore, in stile arcade, ma mi è  sembrata poco più che uno sforzo per allungare il brodo della longevità.
Il sistema di locomozione di Bravo Team è un miglioramento rispetto al teletrasporto in linea retta, poiché vedere il tuo personaggio correre verso la posizione successiva in terza persona prima di riportarci in prima persona, può aiutare a mantenere la direzione. Però soffre ancora del problema di non essere così coinvolgente come la locomozione che mantiene la visuale in prima persona per tutto il tempo.

Bravo Team cerca di essere un shooter in prima persona per PSVR, ma non ha un'anima, è senza stimoli, avvolto in una narrazione di carta velina. Tutto il gioco si riduce ad una lunga sequela di uccisioni di nemici senza volto, situazione che dopo poco fa cadere tutto nel baratro del tedio. Poche armi a disposizione, un sistema di controllo imperfetto, una trama banale , un livello di rigiocabilità bassissimo lo collocano in quel limbo di giochi che potenzialmente avrebbero potuto essere dei successi, ma che invece non escono dalla mediocrità. La possibilità di una condivisione dell’esperienza in cooperativa online non basta per renderlo migliore. Peccato, una buona occasione completamente persa.
5
voto