God of War – Riepilogo della Saga [Parte 2]

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Come accennato la settimana scorsa con la prima parte del Riepilogo della Saga di God of War, oggi continuiamo a raccontare in maniera riassuntiva quella che è la storia raccontata, con Kratos ormai divenuto Dio della Guerra al posto di Ares ma che, nonostante tutto, sia ancora in balia degli Dei, che hanno ben altri piani per il suo essere. Questi piccoli articoli servono per presentare ciò che è stato God of War in questi anni, dagli inizi fino ad arrivare al prossimo capitolo che, oltre a raccontare una storia completamente nuova e “quasi” slegata da quelle già vissute, porta una serie di numerosissimi cambiamenti. Non ci resta quindi che addentrarci in questo secondo capitolo della saga, God of War II. Per chiunque abbia perso la prima parte, ecco il link per leggerla!

Storia

La storia riprende esattamente dove ci eravamo fermati con il primo capitolo. Kratos, dopo aver capito la congiura contro di lui, si è vendicato contro di Ares e ha preso il suo posto come Dio della Guerra. Dentro di lui, però, non è passato il rancore verso gli Dei, che gli avevano promesso di espiare i suoi peccati. Come un vero spartano, Kratos ha intenzione di occupare tutta la Grecia, di intensificare gli attacchi nelle sue colonie e conquistarle. Ormai è praticamente mosso dall’odio, dalla furia e dalla rabbia. Gli Dei iniziano a sospettare delle sue azioni e, soprattutto, a temere la sua potenza. A tal punto, Zeus e tutti gli altri Dei si misero d’accordo per eliminare il Fantasma di Sparta, ma Atena cerca di avvisarlo in tempo per evitare che si arrivasse a questo. Kratos non accettò il consiglio della Dea e decise di conquistare Rodi divenendo gigante proprio come Ares nel primo capitolo. Durante l’attacco a Rodi, Zeus trasportò il potere di diventare gigante da Kratos al Colosso di Rodi, così che ora il Fantasma di Sparta era ritornato alla stazza naturale, mentre il Colosso cercava di ucciderlo. Kratos è spinto sempre di più dall’ira e dalla furia, tant’è che riesce ad arrivare a scontrarsi con l’enorme Colosso ad armi pari. Nel frattempo Zeus attua la sua congiura, donando a Kratos la Spada dell’Olimpo, ovvero un tipo di arma che aumenta la sua potenza solo se gli viene donato il potere di un Dio. Kratos la impugna e man mano che avanza, il suo potere divino inizia a scomparire, rendendolo sempre più umano e mortale. Distrutto il Colosso di Rodi, Zeus spiega le carte in gioco e gli dà un’ultima chance: divenire suo schiavo o morire per la sua mano. Kratos non accetta di essere di nuovo al servizio degli Dei, coloro che lo hanno ingannato diverse volte, così attacca Zeus con le sue lame e lo affronta in uno scontro che risulta fin troppo breve. La superiorità di Zeus è inqualificabile e Kratos muore per mano della stessa Spada dell’Olimpo, intrisa di potere.

Durante il suo viaggio verso l’Ade, il titano Gaia lo richiama e gli spiega che se vuole vendicarsi di Zeus e di tutti i Dei dell’Olimpo, dovrà cercare Le Parche, coloro che possono cambiare le sorti di un uomo. Il viaggio è molto lungo e Kratos incontra diversi nemici e personaggi importanti durante il suo cammino. La prima tappa è “l’Isola Della Creazione”, ma durante il tragitto in groppa a Pegaso, qualcosa va storto. Uno stormo di corvi e grifoni lo attacca e, durante la caduta, il titano Tifone intrappola il povero Pegaso sotto una sua gigantesca mano. Tocca al Fantasma di Sparta aiutarlo e, durante la ricerca di un rimedio incontra Prometeo legato ad un enorme roccia. Il mito di Prometeo vede quest’ultimo soffrire ogni giorno a causa di un’aquila che gli squarciasse il petto e gli dilaniasse il fegato che, poi, sarebbe ricresciuto durante la notte. Un supplizio eterno, e infatti Prometeo chiede con disperazione a Kratos di ucciderlo e far sì che questa tortura finisca per sempre. Kratos, dopo un piccolo scontro con il titano Tifone e dopo essere riuscito a prendersi l’arco dal suo occhio, uccide Prometeo che, alla morte, gli dona il suo potere: L’ira dei Titani”, che similmente all’Ira degli Dei nel primo capitolo, dona a Kratos un enorme potere. Con questo, infatti, riesce a liberare Pegaso e arrivare sull’Isola della Creazione. Qui il suo obiettivo è far avanzare i “Destrieri del Tempo”, enormi cavalli appartenuti a Crono. Durante questo parte della storia, Kratos sconfigge Teseo, che si frappone con la sua vendetta su Zeus, il titano Crono che libera lo spirito e l’ira di Crono, con cui Kratos può sfruttare i Destrieri del Tempo e, infine, il vecchio Re dei Barbari, divenuto anche lui fantasma alla ricerca di vendetta. Parliamo dello stesso Re dei Barbari che stava per annientare gli spartani nel primo capitolo e Kratos invocò l’aiuto di Ares. Da qui si scontra con Perseo, contro un Cerbero, contro Euriale (sorella di Medusa), con Icaro e, infine, si allea con Atlante, l’enorme titano che regge la crosta terrestre. Quest’ultimo gli dona parte della sua magia e lo porta sull’Isola delle Parche, dove Kratos riesce poi a sconfiggerle ed appropriarsi del Filo della Vita, ma non senza qualche peripezia. Si scontra con un enorme Kraken che sta per ucciderlo, ma durante una visione di sua moglie, Kratos riprende la sua furia e riesce a sconfiggere l’enorme mostro marino. Incontra poi una figura misteriosa che uccide anzitempo, rivelandosi essere un generale spartano (unico superstite) che racconta a Kratos di come Zeus, nel frattempo, ha raso al suolo l’intera Sparta. La rabbia di Kratos è al culmine e grazie al Filo della Vita riesce a tornare al momento della battaglia contro il Colosso di Rodi, dove poi viene ucciso da Zeus con la Spada dell’Olimpo. Riesce a sistemare le cose, sotto lo sguardo sorpreso di Zeus che deve poi affrontarlo obbligatoriamente. Kratos questa volta prevale, ma durante il colpo cruciale, Atena si mette davanti e subisce il colpo, dando la possibilità a Zeus di scappare. Qui Atena spiega a Kratos di essere figlio di Zeus e che se vuole ucciderlo è esattamente per evitare che la tradizione continui, visto che Zeus ha ucciso il padre Crono e quest’ultimo, a sua volta, uccise suo padre Urano. Kratos rimane sorpreso della scoperta ed è ancora più incentivato a distruggere l’Olimpo, così che assieme ad altri titani inizia un furioso attacco scalando il monte e avvisando Zeus della sua prossima morte.

Curiosità e altri dettagli sui contenuti

God of War II uscì qualche anno dopo il primo capitolo, sempre in esclusiva PS2. I miglioramenti tecnici rispetto al primo capitolo erano evidenti già dalle prime battute. Si vedeva un incremento sostanziale di poligoni e della qualità delle texture, tanto da far sorprendere vista la potenza della console. God of War II infatti uscì disponibile su un disco Dual Layer, che se non vado errato, fu il primo gioco della console Sony a rientrare in quella grandezza, perché un normale disco da 4.3GB non bastava. Ciò che maggiormente colpì nella resa visiva era un nuovo sistema di illuminazione che, rispetto al primo capitolo, risultava effettivamente in grado di risaltare alcuni degli scenari più belli della serie, tant’è che la telecamera cinematografica spesso e volentieri si spostava per far ammirare alcuni scorci davvero ben fatti. Ma non solo l’illuminazione fu di grande valore, ma anche l’orizzonte visivo. Nel primo God of War poche volte si poteva assistere a qualche struttura o panorama molto oltre il nostro protagonista, mentre nel due si possono vedere eserciti in guerra, strutture in rovina o in fiamme, così come anche le nuvole e gli effetti luce del cielo, che finalmente possono essere ammirati dalla distanza. Ma il miglioramento generale è portato anche sulla quantità di nemici su schermo, maggiore rispetto al primo e soprattutto nella fluidità di gioco, decisamente più fruibile nonostante gli enormi miglioramenti. God of War II è stato il secondo e ultimo titolo uscito nell’era PS2, perché poi sono arrivati i due capitoli su PSP e i due capitoli su PS3, che andremo ad analizzare prossimamente, prima dell’uscita del nuovo e attesissimo capitolo su PS4.

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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