God of War – Riepilogo della Saga [Parte 1]

Siamo prossimi. Sì, esattamente. Siamo prossimi a mettere le mani su God of War nella sua versione praticamente reboot (tranne per la narrativa). Kratos sta per tornare su PlayStation 4 dopo aver fatto il debutto su PlayStation 2 e, successivamente, su PlayStation Portable e PlayStation 3. Una saga ormai storica che Sony è riuscita a imporre nel cuore di tutti i giocatori. Kratos non è un semplice personaggio, né un semplice protagonista. Non a caso, noi di MyReviews e io, nello specifico, vogliamo ricapitolare la saga per quei pochi stolti che ancora non l’hanno giocata ma che, dopo gli ultimi trailer, sono in procinto di conoscere la nuova avventura di Kratos su PS4. Gli articoli saranno tutti pubblicati entro il prossimo 20 aprile, il giorno di uscita di God of War. In questi articoli andremo ad analizzare la storia principalmente, e poi ci dedicheremo ad un piccolo spazio relativo alle curiosità, allo sviluppo e a ciò che ha portato la saga nel mercato videoludico.

Storia

La trama di God of War gira intorno al temibile Kratos, il fantasma di Sparta. Durante le prime sequenze vediamo un Kratos molto debole e con istinti suicidi, ma Gaia interviene raccontandoci cos’è successo nelle settimane antecedenti (che vedremo poi nei prossimi articoli su Chain of Olympus e Ghost of Sparta). Scopriamo così che Kratos era il generale di un esercito spartano che, un giorno, si scontrò con un enorme gruppo di barbari. Il combattimento scatenò un massacro: sangue ovunque, morti in ogni dove e lo stesso Kratos stava cadendo vittima per mano del capo dei Barbari. In quell’istante, il nostro protagonista invocò l’aiuto di Ares, Dio della Guerra e suo protettore: in cambio della sua anima doveva intervenire e sconfiggere il nemico. Ares accettò e in pochi minuti l’esercito spartano ribaltò la situazione sconfiggendo il nemico. C’è un problema, però: Kratos è ora ai doveri di Ares e, infatti, ai suoi polsi si legarono indissolubilmente le Spade del Caos. Un giorno, durante una rivolta in un villaggio, Ares portò la moglie e la figlia del protagonista nel bel mezzo del baccano, dove per sbaglio, Kratos le uccise. Dopo aver capito di essere stato ingannato da Ares, che avrebbe voluto trasformarlo in una vera e propria macchina da guerra, Kratos si ritrova con una beffa: le ceneri della figlia e della moglie gli saranno per sempre impresse sulla pelle, grazie ad un sortilegio de L’ Oracolo. A questo punto il guerriero chiede agli dei dell’Olimpo di cancellargli la memoria e questi accetteranno, ma in cambio Kratos dovrà servirli per dieci anni. Intanto Ares comincia a distruggere Atene: la città della sorella, e a tal punto sia Zeus che Atena trasferiscono i loro poteri in Kratos: se avesse sconfitto il Dio della Guerra avrebbe espiato tutti i suoi peccati. Kratos preso dalla ferocia vendetta si buttò a capofitto in una quasi missione suicida, ma da perdere non c’era praticamente più nulla. E che vendetta sia, quindi, partendo da una missione tutorial fino a incontrare i più importanti Dei dell’Olimpo. Tutta la sua avventura sarà semplicemente articolata in base alla sua vendetta, superando prove e acquisendo nuovi poteri, fino ad arrivare a recuperare il vaso di Pandora sotto consiglio de L’oracolo di Atena. Raggiunto Ares, Kratos aprì il vaso e riuscì a diventare gigante come lui, riuscendo poi a sconfiggerlo come gli era stato praticamente ordinato dal senso di vendetta e dagli altri Dei. Conclusasi l’epica battaglia, Kratos voleva che i suoi peccati fossero espiati ma, ancora una volta, fu preso in giro dagli Dei, che però in cambio gli diedero il trono di Dio della Guerra.

Curiosità e altri dettagli sui contenuti

Il nome di Kratos (in greco “forza”, “potere”) deriva da Cratos che nella mitologia greca si alleò con Zeus contro i Titani. Fu anche colui che legò Prometeo alla montagna dove egli poi sconterà la punizione per aver portato il fuoco agli uomini. Nel gioco invece Kratos uccide il titano gettandolo nel Fuoco Primordiale per liberarlo dalle sofferenze dell'”infernale uccello”. Ma chi è davvero Kratos? Ken Fekdman, Lead Enviromental Artist del gioco, ha rivelato alcuni dettagli interessanti relativi alle origini del protagonista. A quanto pare, invece del sanguinolento spartano ci saremmo potuti trovare a controllare un elfo o un monaco cieco con un bambino sulle spalle. David Jaffe, a questo rimase praticamente senza parole, rifiutando sonoramente queste possibilità. È stato grazie a lui che ora conosciamo Kratos così com’è, praticamente un’icona di PlayStation. Ma se lo è diventato è anche grazie ai poteri, ai nemici e a tutto il resto del gioco che gira intorno a lui. Durante il proseguire dell’avventura avremo a che fare con diversi boss di gioco, tra cui Medusa, un Idra e il Guardiano di Pandore, oltre ad Ares. Con l’uccisione di Medusa abbiamo poi un potere che ci permette di pietrificare i nemici, ma non è l’unico potere che avremo. Dopo alcune sequenze avremo modo di superare diverse prove, tra cui Atlante, Poseidone e Ade, che ci ringrazieranno e ci doneranno diverse abilità come il respirare infinitamente sott’acqua, l’esercito di Ade che combatte per noi, i fulmini di Zeus e anche la famosa Ira degli Dei che, praticamente, è un invincibilità a tempo che si riempie dopo una grossa serie di uccisioni senza essere colpiti.

Ciò che è stato God of War su PS2 è difficile da rivedere. Sicuramente non è stato il primo e non sarà l’ultimo, ma quando un gioco riesce a rendere una console ancora più incredibile dopo quello che già era, è cosa rara. Si sa che PS2 era tra le console meno potenti sul mercato, ma God of War riuscì a rendere possibile certe cose altrimenti impossibili. Ovviamente erano tutte frutto di escamotage, ma si sa che la bravura degli sviluppatori sta proprio in questo: rendere innovative e incredibili delle scelte di game design, quando in realtà nascondevano parecchie limitazioni. La telecamera di God of War era incredibile per l’epoca, perché dinamica, cinematografica e tanto altro apprezzabile, ma il reale motivo per cui era così è perché altrimenti la console non avrebbe retto il carico computazionale. Inoltre così facendo si è potuto intervenire sulla parte grafica, rendendola incredibilmente bella da vedere. Anche i Quick Time Events sono un escamotage: effettivamente quelle mirabolanti uccisioni di Kratos sarebbero state impossibili da rendere su PS2 con quel livello di dettaglio. Prince of Persia riuscì a creare un sistema di combattimento e una telecamera dinamica, ma ne conseguì una resa visiva meno dettagliata e qualche calo di frame. Non che God of War non ne avesse, anzi, ma il risultato era ciò che contava. Ed è qui che va fatto un plauso a Sony Santa Monica, sia per aver reso incredibili alcune limitazioni dell’epoca, sia per aver dato la luce ad una saga spettacolare e che oggi vuole tornare più forte che mai.

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