Wargame: Airland Battle – Recensione

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SCHEDA DI GIOCO

Titolo: Wargame: Airland Battle
Data di uscita: 29 maggio 2013
Sviluppatore: Eugen Systems
Publisher: Focus Home Interactive
Numero di giocatori: 1 – 20
Risoluzione video: 1080p
Piattaforme: PC
Localizzazione: testi in italiano, parlato a seconda della nazione scelta

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=IbXaAu6kgNc]

INTRODUZIONE AL MONDO DI GIOCO

Dopo essersi guadagnata una buona reputazione con Act of War e R.U.S.E., Eugen Systems, software house francese specializzata nella produzione di RTS, ritorna ad affacciarsi sul panorama videoludico con Wargame: Airland Battle, sequel del valido Wargame: European Escalation.
Il titolo in questione mira ad immergere nuovamente il giocatore in uno futuro alternativo, tra il 1975 e il 1985, in cui la Guerra Fredda è sfociata in un vero e proprio conflitto mondiale, che vede scontrarsi le potenze occidentali (NATO) e le potenze orientali (Patto di Varsavia) per la supremazia militare e politica sul fronte nord-europeo, nello specifico la Scandinavia, proponendo una interfaccia rivista, una struttura ampliata rispetto al passato e molto altro ancora.

GAMEPLAY

Wargame: Airland Battle appartiene a quella categoria di strategici in cui la pianificazione tattica, la capacità di adattamento, la pazienza e la tempestività sono le colonne portanti: il ritmo di gioco è lento e tutto ruota attorno alla capacità di saper sfruttare il terreno di gioco a proprio vantaggio e al sapere scegliere la tattica migliore da utilizzare al momento propizio per contrastare le forze nemiche, avendo la possibilità di scegliere tra una miriade di unità aeree e terrestri. Infatti, rispetto al predecessore, che prevedeva circa 350 unità e l’assenza pressoché totale dell’aviazione, ora si parla di più di 800 diverse unità, suddivise in otto categorie: carri armati, logistica, ricognizione, anticarro, fanteria, supporto, elicotteri e aerei. Ciascuna di esse, si ramifica in più sottocategorie, dove ad ogni singola unità è associata una scheda informativa di riepilogo, all’interno della quale è possibile reperire molte informazioni utili, come il tipo di armamentario, il costo, la velocità, la precisione, la gittata, la corazza e così via.
Come in Risiko, la mappa di gioco, che ha come protagonista la Scandinavia, è suddivisa in settori strategici adiacenti, all’interno dei quali si dovranno chiamare a raccolta e muovere le proprie forze armate di turno in turno. Dal momento che non esiste un comparto economico che implica la raccolta e l’impiego di risorse e un apparato gestionale che contempli la costruzione di strutture e quant’altro, le campagne e gli scontri sono gestite attraverso un sistema di punti, che andrò a spiegare nelle prossime righe.wargame2 2013-07-01 15-52-02-97
Nel momento in cui due battaglioni opposti di trovano nel medesimo settore, dalla mappa europea si passa alla mappa del campo di battaglia, dove potremo disporre liberamente da un punto iniziale le unità che compongono il nostro battaglione, attraverso un comodo menù produzione che, previa una spesa di punti, ci permetterà di schierare un numero prestabilito di truppe, permettendoci così di avanzare e conquistare le altre aree chiavi, in modo da garantire l’arrivo di un numero superiore di rinforzi con maggiore tempestività. La battaglia termina nel momento in cui uno dei due contendenti non ottiene un determinato punteggio, raggiungibile attraverso la distruzione di più unità nemiche possibile, che determinerà la vittoria o la sconfitta e, di conseguenza, la conquista o la perdita del settore. Nel caso il timer raggiunga lo zero, la battaglia si concluderà e si combatterà al turno successivo.
Le battaglie propongono una esperienza realistica, ricostruendo nella maniera più veritiera possibile la realtà del campo di battaglia: carri armati rallentati per via dei cingoli impantanati nel fango, la presenza di carburante e munizioni limitate e la necessità di rifornirsi periodicamente per evitare di rimanere alla mercé del nemico, malfunzionamenti di varia natura che destabilizzano le prestazioni delle proprie unità, situazioni caotiche che possono mandare in rotta il proprio plotone, un bilanciamento più equo possibile, evitando la produzione massiccia di un unica unità in grado di contrastare qualsiasi unità nemica, mappe né troppo grandi né troppo piccole che portano il giocatore ad una riflessione tattico che ad un mero attacco massiccio frontale e così via. Ad accompagnare tutto ciò, vi è anche una grande libertà tattica durante gli scontri lasciata al giocatore, dovuta anche a mappe dalle dimensioni significative e dalle fattezze diversificate, permettendo così l’utilizzo di illimitate strategie: adoperare un’unità anziché un’altra, mimetizzare alcuni carri nella foresta vicina per colpire al momento giusto, predisporre la fanteria in alcune fattorie per organizzare una imboscata, bombardare con l’aviazione un grosso centro urbano in modo da epurare eventuali unità nascoste e così via.
Dall’esito positivo o negativo dello scontro, si acquisiranno o perderanno punti iniziativa e punti morale, che sono specifici per il singolo battaglione e che determinano quale sarà il punteggio necessario al nemico per vincere la battaglia. Diversamente, i punti politici si acquisiscono attraverso la conquista di territori e permettono di accedere ad una serie di vantaggi, che vanno dalla semplice ricognizione per conoscere gli elementi che compongono un battaglione nemico fino all’impiego di una testata nucleare o di armi chimiche.

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Il gioco prevede quattro campagne in single player, ognuna incentrata sulla penisola scandinava. Nonostante siano campagne prive di contenuti narrativi, ossia prive di una storia particolare da raccontare e di personaggi tratteggiati, è meritevole d’attenzione l’introduzione di eventi aleatori: ad esempio, una tempesta improvvisa potrebbe impedire lo sbarco di unità su una costa o ridurre sensibilmente la visibilità su un campo di battaglia, costringendo il giocatore ad adottare un’altra strategia. A potenziare questo dinamismo, vi sono occasionalmente anche delle scelte da prendere con relative conseguenze, senza un esito prestabilito: ad esempio, in un determinato momento, verrà chiesto se privarsi di un proprio contingente per conferire maggiore supporto in un’altra parte del mondo. Se si accetterà, il nostro fronte rimarrà sprovvisto di un battaglione, ma ciò potrà spodestare una minaccia, oppure, se si rifiuterà, potrebbe anche non accadere nulla. Tutto questo dinamismo, rende la situazione di gioco mutevole ad ogni partita, aumentando così il fattore rigiocabilità. Nonostante ciò, il vincolo della mappa tattica limitata alla penisola scandinava si fa presto sentire. Infatti, sarebbe stato gradito avere a disposizione un territorio più esteso oppure giocare a campagne aventi come protagoniste anche altre zone del globo.

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La modalità schermaglia, fruibile offline come le stesse campagne, permette di inscenare partite fino ad un massimo di 4vs4, che vedrà il giocatore umano affiancato da un massimo di tre IA contro un massimo di quattro IA. Sarà possibile scegliere tra sette campi di battaglia, tre modalità di gioco (distruzione, assedio, economica) e tra ben dodici nazioni, a seconda dello schieramento scelto: se si opta per la NATO, si avrà la possibilità di vestire i panni delle truppe armate di Gran Bretagna, USA, Francia, Norvegia, Svezia, Canada, Danimarca o Germania Ovest, mentre se si opta per il PATTO, si potrà scegliere tra Polonia, URSS, Cecoslovacchia e Germania Est. Da notare che ogni nazione detiene le proprie peculiari forze d’attacco, con fanteria e veicoli storicamente di loro appartenenza, facendo si che ciascuna abbia un esercito diversificato, con un proprio cavallo di battaglia e una debolezza: ad esempio, i francesi hanno unità molto veloci, ideali per gli attacchi lampo, ma si trovano penalizzati in uno scontro a fuoco prolungato.
Gli sviluppatori hanno avuto la brillante idea di offrire al giocatore la possibilità di creare il proprio esercito personalizzato, permettendo di scegliere tra tutte le unità presenti nel gioco, indipendentemente dal fatto che si tratti di nazionalità avversarie, ed offrendo la possibilità di impiegarlo sia nelle schermaglia offline, che in quelle online.

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Il multiplayer ricalca in toto la componente single player del titolo, permettendo di fruire di schermaglie aventi come protagonisti fino a venti giocatori e di giocare una delle campagne contro un avversario umano.
L’unica cosa di cui si sente veramente la mancanza, è l’assenza di un sistema matchmaking valido, che porta neofiti a scontrarsi contro giocatori più navigati, proponendo troppo spesso lotte impari anziché un percorso di crescita che metta dinnanzi giocatori con pressoché la stessa esperienza.
Nonostante l’interfaccia di gioco sia semplice ed abbastanza intuitiva, il tutorial di introduzione alle meccaniche di gioco risulta essere poco esaustivo, non riuscendo ad instradare a dovere il giocatore, specialmente un neofita, che si trova a dover andare a tentativi prima di riuscire a carpire pienamente alcune delle meccaniche di gioco.

ATMOSFERA

Airland Battle propone la versione 3.0 del motore grafico l’IRISZOOM, che fa del suo elemento portante la possibilità di passare istantaneamente da una visuale panoramica e generica del campo di battaglia a una prospettiva minore e marcata, zoomando a più riprese fino a poter vedere nel dettaglio i singoli veicoli sulla porzione di terreno, permettendo così di avere una maggiore consapevolezza durante gli scontri. Oltre a questo, esso si rivela discretamente convincente nell’esibire la realtà di un campo di battaglia, proponendo animazioni delle unità credibili, un design abbastanza curato e dettagliato delle unità, edifici che risentono dei danni strutturali inflitti, incendi che divampano nelle foreste a causa delle esplosioni e una certa fluidità, anche in presenza di numerose unità schierate. Tutto ciò, è fruibile decorosamente anche su macchine datate, denotando una certa scalabilità del motore grafico.

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Requisiti minimi:

  • Windows XP Service Pack 3, Windows Vista Service Pack 2, Windows 7, Windows 8;
  • Intel Core 2 Duo @ 2.5 Ghz / AMD Athlon 64 X2 5400+;
  • ATI Radeon X1800 GTO / Nvidia GeForce 7600GT / Intel HD 3000 o superiore (da almeno 256 MB) con compatibilità piena alle DirectX 9.0 e agli Shaders 3.0;
  • Schermo con risoluzione pari o superiore a 1024×720;
  • 15 GB di spazio libero sul disco;
  • 2 GB di RAM;
Configurazione di prova:

  • Windows 7 64bit;
  • i7-2600k 3,40 GHz;
  • Nvidia GeForce 560ti 2 GB;
  • 8 GB di RAM;
  • risoluzione 1980×1080;

Per quanto riguarda la componente audio, i rumori di veicoli, spari ed esplosioni è credibile ed abbastanza differenziato, mantenendosi su un livello più che discreto. E’ stato anche predisposto un doppiaggio delle unità specifico, in modo che ciascun gruppo di unità, a seconda della propria nazionalità, parli nella propria lingua, e non in un sommario inglese, aggiungendo più veridicità al contesto bellico in cui si è immersi. Le musiche sono di alta qualità e sono ben implementate, sia nella fasi in-game, sia durante i filmati, accompagnando a dovere le fasi di gioco. La localizzazione in italiano contempla anche la traduzione di tutti gli elementi di gioco, dalle scritte visionabili durante i notiziari fino alle diciture presenti in alcune mappe di gioco.

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VERDETTO FINALE

Wargame: Airland Battle raccoglie quanto di buono visto nel suo predecessore e lo amplia a dovere, proponendo una esperienza single player e multiplayer arricchita e rinnovata, perfettamente in grado di appagare gli appassionati di RTS di stampo bellico volenterosi di grande libertà strategica, battaglie dal realismo accentuato e di un quantitativo abnorme di unità, ciascuna con le proprie qualità e difetti tra cui perdersi. Oltre ai validi contenuti offerti, tra cui spiccano una modalità schermaglia che permette di vestire i panni delle forze armate di ben dodici nazioni e delle campagne arricchite da un certo dinamismo, è presente un comparto grafico mosso da un motore scalabile e fluido, perfettamente in grado di inscenare battaglie visivamente credibili, con un buon livello di dettaglio e di effetti convincenti, ed un comparto audio di discreta fattura, con un rumore di motori, spari ed esplosioni verosimile.
Gli elementi che minano la validità dell’esperienza di gioco, sono l’assenza di un sistema di matchmaking e la presenza di un tutorial scarno che non aiutano i giocatori ad integrarsi al meglio nelle meccaniche di gioco, specialmente quelli che non hanno molta dimestichezza con Wargame, e la mancanza di varietà a livello di mappa strategica, che rimane costantemente incentrata sulla penisola scandivana.

 

Dopo aver assaporato esperienze single player magnetiche come Doom II, Baldur's Gate, StarCraft e The Curse of Monkey Island, Marco non ha più voluto separarsi dal PC e tuttora coltiva la sua passione videoludica su questa unica e sola piattaforma, prediligendo quei videogiochi dalle atmosfere evocative ed ammalianti e dalle storyline con pathos e carisma.

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