40 sono i nuovi 20 – Recensione

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7

Buono

40 sono i nuovi 20: ecco finalmente una commedia vivace, verace, dal sapore classico ma innovativa. Ci voleva proprio una sferzata di aria pulita in quella stanza affollata di crimine, horror truculenti, titoli senza capo né coda, mezzi thriller, mezzi action, mezzi… ancora senza definizione! Ed eccoci qui: 97 minuti frizzanti, catartici, che non hanno pretesa di insegnare ma solo di far riflettere con il sorriso sulla bocca. Alcuni produttori, lo so per certo, diranno che le due cose non sono conciliabili. Che è follia. Che è sacrilegio. Ma il pubblico sa scegliere e sa valutare se un prodotto può soddisfare i suoi bisogni. Se può arricchirlo. Ok, ok, l’intrattenimento in primis, a rigor di logica, dovrebbe meramente intrattenere ma… deve anche lasciare qualcosa allo spettatore.

La trama? Reduce da un divorzio alla soglia dei quaranta, una donna in cerca di seconde occasioni decide di gettarsi nella mischia, confidente nel motto: 40 sono i nuovi 20. La sera del suo compleanno, Alice Kinney (Reese Witherspoon – Cruel Intentions, Pleasantville, Election, American Psycho, Tutta colpa dell’amore, Wild, Mud) nel mezzo dei festeggiamenti, incontra in un locale tre giovani aspiranti filmaker in cerca di un posto dove vivere. Il caso vuole che la provetta decoratrice d’interni abbia appena rimesso a nuovo la sua vecchia casa a Los Angeles con l’intenzione di trasferirsi assieme alle due figlie. L’appartamento si rivela un ambiente stimolante per le inquadrature di Harry (Pico Alexander – Our Town, Punk Rock e What I Did Last Summer), i copioni di Teddy (Nat Wolff – Death Note (2017), Città di carta (2015), Lo stagista inaspettato (2015), Colpa delle stelle (2014), Comportamenti molto… cattivi (2014), Admission (2013), Palo Alto (2013), Peace, Love & Misunderstanding (2011)) e le prove di George (Jon Rudnitsky – Relatively Happy), mentre la vicinanza alla mecca del cinema non fa che alimentare le aspirazioni hollywooddiane dei tre sbarbatelli. Tuttavia la convivenza avrà per Alice risvolti inaspettati, soprattutto quando il suo ex marito Austen (Michael Sheen – Underworld, Tron Legacy, Twilight, Midnight in ParisMaster of sex) si presenterà alla porta con la valigia, deciso a riconquistarla.

La regia, buona e collaudata, di questo “40 sono i nuovi 20” è onesta: niente piroette, scarrellate da destra a sinistra di Sorrentiniana memoria, salti nel vuoto, vortici a seguire il personaggio o eccessi. Pulita. Hallie Meyers-Shyer qui alla sua prima prova da regista vince e convince. Un cast in parte, che rispetta tempi comici (e, perdonate il gioco di parole ma… di questi tempi anche in USA non è roba da poco!) e che lavora assieme per la buona riuscita dell’opera. Come dovrebbe essere sempre, del resto, nel professionismo. Scenografia affidata al duo Nicole Cates ed Ellen Brill (American Horror Story). Producono Erika Olde (November Criminals) e Nancy Meyers (È complicato, L’amore non va mai in vacanza, What Women Want, Tutto può succedere). In distribuzione italiana per Eagle Pictures e Leone Group sarà nelle sale del Belpaese a partire dal 12 Ottobre.

P.s.: Al Box Office Usa 40 sono i nuovi 20 ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 22,3 milioni di dollari e 9 milioni di dollari nel primo weekend.

7

Buono

Stefano Labbia

Stefano Labbia, classe 1984, è un giovane autore italiano di origine brasiliana. Nato nella Capitale d’Italia, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, “Gli Orari del Cuore”, nel 2016 per Casa Editrice Leonida cui è seguita la sua seconda silloge poetica dal titolo “I Giardini Incantati” (Talos Edizioni). Il suo romanzo “Piccole Vite Infelici” (Elison Publishing) ha vinto il Premio Elison 2017 – miglior romanzo inedito. Nel 2018 uscirà una raccolta di racconti, “Bingo Bongo & altre storie” (Il Faggio Edizioni) e, per LFA Publisher, la sua prima graphic novel da autore e sceneggiatore dal titolo “Killer Loop’S”.

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