Cosa accade quando un produttore e un regista hanno bisogno di tre treni americani del XIX secolo per molte delle scene d’azione più ambiziose mai viste in un film?
Li costruiamo”, afferma Jerry Bruckheimer. Come se fosse la risposta più ovvia al mondo, il produttore di Lone Ranger non esita e non ironizza. C’è poco altro da fare quando si pensa in grande, quando il cinema aspira ad avvicinarsi il più possibile alle storie e come tale vuole essere realizzato, considerato e ricordato.

Risale al 30 gennaio 1933 la prima messa in onda (radio) del racconto western ideato da George W. Trendle. Il Cavaliere Solitario. Incarnava i valori di onestà e di rispettabilità, voleva essere un esempio per i bambini d’America e divenne un culto per tutti. L’ultimo dei 2.956 episodi radiofonici venne trasmesso il 3 settembre 1954, ma dal momento in cui Lone Ranger apparve diede vita a romanzi, a lungometraggi teatrali, a videogame e a show televisivi. Fino ad oggi, in cui l’eroe mascherato torna a rivivere attraverso nuovi occhi. Quelli di Gore Verbinski.

Il guerriero indiano Tonto (Johnny Depp) racconta la storia di John Reid (Armie Hammer), uomo di legge che abbandona l’ingenuità accademica per reagire alla realtà più ignobile e violenta del deserto, la quale risponde al nome di Butch Cavendish (William Fichtner). L’eroe, all’inizio più spaventato che partecipe, nei confronti di un mondo che conosce appena, lentamente si trasforma, taglia i ponti col passato e prende coscienza del ruolo che il destino gli ha attribuito. Al fianco dell’amico Tonto, comincia la sua avventura per vendetta, ma una volta diventato “spirito errante” sarà pronto a battersi per l’equità e per l’integrità del Paese.

Colpi di scena farseschi, improbabilità divertenti e continui alterchi tra i due protagonisti equilibrano la narrazione di fondo, che inquadra quel momento storico in cui il progresso (ferroviario) si affacciava al mondo e veniva abbracciato dalla corruzione e dall’avidità.
Gore Verbinski racconta una storia western senza pretendere di riportare in vita John Wayne, ma puntando ad una formula già testata. Quella dei “Pirati dei Caraibi”. Il regista aduna a sé la stessa squadra (produttore, sceneggiatori e produttori esecutivi) che aveva funzionato per la trilogia, raccoglie una storia americana, conserva la pozione magica di avventura e coraggio e rilancia tutto col jolly-Depp. Il timore che questo schema possa fare di uno stile un meccanicismo è forte. Ma resiste (nonostante qualche smorfia di Tonto ricordi l’originale Jack Sparrow).
Lone Ranger unisce storia e finzione, serio e faceto, amicizia e tradimento. È arricchito da paesaggi impressionanti e da una trama solida, sorretta anche dalla caratterizzazione dei personaggi. Infine, tra proiettili che colpiscono, rimbalzano, e tornano indietro,  cavalli che galoppano dentro e sopra i vagoni, e una colonna sonora che risveglia la corsa con l’Overture del Guglielmo Tell di Rossini, si arriva alla conclusione, consacrando la pellicola all’ottimismo e il Cavaliere al suo destino.
Tuttavia 149 minuti non sono pochi e per quanto la storia, per gli amanti del genere, scorra senza annoiare, si sarebbe potuta dilatare meno in favore di tutti gli altri spettatori.

Con un budget che supera i 250 milioni di dollari (motivo che stava facendo saltare la produzione), Lone Ranger si appresta ora a sfidare l’impietosa legge che slega il costo dal successo e sancisce il lavoro compiuto: il gradimento del pubblico.

<<Non c’è più una tribù a cui tornare. Il nostro tempo è passato. Lo chiamano progresso>>

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=6FKMwCYzrVM]

Scheda film

Titolo: The Lone Ranger
Regia: Gore Verbinski
Cast: Armie Hammer, Johnny Depp, Ruth Wilson, Tom Wilkinson, Helena Bonham Carter, Barry Pepper, James Frain, James Badge Dale, William Fichtner
Genere: avventura
Durata: 149’
Produzione: Walt Disney Pictures, Jerry Bruckheimer Films, Infinitum Nihil, Classic Media, Blind Wink Productions, Silver Bullet Productions (II)
Distribuzione: The Walt Disney Company Italia
Nazione: USA
Uscita: 03/07/2013.

Annamaria Scali.

Anna “MissKdiCinema” Scali
"Quando sei in dubbio, Meriadoc, segui sempre il tuo naso"

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