Children Of Bodom: Halo Of Blood – Recensione

Musica Recensioni Musica 1.0


ARTISTA: Children Of Bodom
TITOLO: Halo Of Blood
DURATA: 42 minuti ca.
GENERE: Death/Black/Symphonic/Heavy Metal
LABEL: Nuclear Blast
DATA DI USCITA: 06-06-2013
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=GCztVAF_f0k]
Il ritorno dei bambini prodigio

Da sempre definiti i “bambini” del metal, sia per via del nome della band, sia per il loro esordio sul palcoscenico internazionale in tenera età (erano appena diciottenni), i Children Of Bodom sono riusciti a ritagliarsi uno spazio importante nell’ambito metal, grazie a sonorità molto particolari fatte di pezzi orchestrali, misti a chitarre heavy e a ritmi death/black.
I loro primi quattro dischi sono tutt’oggi osannati dalla critica e dai fans (la famosa Children Of Bodom Hate Crew, abbreviata CoBHC), e vengono definiti come  dei veri e propri lampi di genio da parte della band finnica.
Poi, qualcosa cambia… Nel 2005 lasciano l’etichetta Nuclear Blast, per la Spinefarm (gruppo dell’internazionale Universal), e chissà, vuoi per una maggiore diffusione sul suolo americano, vuoi per la defezione dello storico chitarrista Alexander Kuoppala (rimpiazzato da Roope Latvala), da lì in poi si perde la magia ed il tipico sound “finlandese” che caratterizzava le precedenti opere.
Si susseguono il buon Are You Dead Yet? del 2005, il cupo e black Blooddrunk del 2008, ed il più thrash Relentless, Reckless Forever targato 2011.
I lavori precedentemente citati, non sono affatto di qualità scadente, ma certamente impallidiscono se paragonati ai primi quattro lavori.
Nel 2012, ancora una svolta. I ragazzi di Espoo abbandonano la Spinefarm, per tornare all’ovile… Dove hanno raggiunto il successo, ossia alla Nuclear Blast.
Ed ora, in questo fresco Giugno, la loro nuova opera che risponde al nome di “Halo Of Blood” vede la luce.
Scopriamo com’è andata.

01. WASTE OF SKIN (4:16)
L’album si apre con “Waste Of Skin”, traccia che potrebbe essere tranquillamente presente sull’album del 2000, Follow The Reaper, ricordando in molti passaggi la hit “Hate Me”, presente proprio nel disco sopracitato.
La prima traccia mette subito in chiaro in che direzione va il disco. C’è stato una sorta di ritorno al passato per la band, con atmosfere e vibrazioni che ricordano molto da vicino i primi quattro lavori del gruppo finlandese.
Da sottolineare il pre-ritornello che parte con un riff estremamente heavy, per proseguire con il trademark del gruppo, ossia un gioco chitarra/tastiera da mettere i brividi.
Highlight.

02. HALO OF BLOOD (3:12)
“Halo Of Blood” è stata la traccia di presentazione del disco. Lo stesso cantante/chitarrista e frontman Alexi Laiho, ha dichiarato come questa sia una traccia dalle influenze dark e black metal (la traccia parla della morte di un amico di Laiho).
Tuttavia, non convince pienamente per via di un ritornello abbastanza caotico e poco melodico, non esattamente lo stile e le prerogative musicali dei Children Of Bodom.
Nonostante non sia una traccia malvagia, resta comunque non la scelta più brillante per la promozione del disco.

03. SCREAM FOR SILENCE (4:09)
Pezzo molto più lento e cadenzato rispetto ai precedenti, quasi a volersi prendere una pausa.
Nonostante i ritmi siano molto più rilassati, la canzone risulta piacevole e molto melodica, con piccole influenze gothic metal, quasi come se fossero nello stile dei connazionali H.I.M.
La traccia, riprende parzialmente lo stile adottato in “Roundtrip To Hell And Back”, una delle migliori tracce presenti nel precedente lavoro “Relentless Reckless Forever”.
Highlight.

04. TRANSFERENCE (3:58) – Videoclip nella recensione
“Transference”, è stato il videoclip di lancio dell’album. Evidentemente presa coscienza che “Halo Of Blood”, non era la scelta ottimale per la promozione del disco, la band di Espoo ha deciso (saggiamente) di lanciarsi su un’altra traccia.
“Transference”, risulta molto più melodica ed in pieno Bodom-style rispetto al precedente singolo, calcando comunque vie molto dark (la traccia infatti parla del suicidio), specialmente grazie ad un break centrale che ricorda molto quello presente nella traccia “Follow The Reaper”, presente nell’omonimo album. Ottimo anche il solo di chitarra di Laiho, che (come al solito) fa sfoggio di qualità alla sei corde, fuori dal comune.
Highlight.

05. BODOM BLUE MOON (THE SECOND COMING) (4:14)
Anche in questa traccia si respira molto l’atmosfera dei precedenti lavori, una sorta di via di mezzo tra “Hatebreeder” e “Follow The Reaper”, con Alexi Laiho e Janne Wirman ancora protagonisti di una spettacolare intro di tastiera e chitarra, tipici dei Children Of Bodom pre 2005, che mette ancora in mostra (se ce ne fosse ancora bisogno) le qualità immense di Laiho alla chitarra.
Highlight.

06. YOUR DAYS ARE NUMBERED (3:40)
Traccia che parte con un prorompente inizio, ed un riff dal flavour molto heavy metal, che ricorda molto da vicino la traccia “Hatebreeder” presente nell’omonimo disco del 1999.
Anche la strofa e l’eccezionale solo di chitarra ricordano molto da vicino “Hatebreeder”, e rendono questa traccia una delle più apprezzate del disco in sede di recensione.
Highlight.

07. DEAD MAN’S HAND ON YOU (4:58)
Traccia estremamente atipica per il gruppo finlandese, che tenta di sperimentare nuove vie.
Questa traccia è la più lenta mai realizzata fino ad ora, e nonostante tutto dimostra come il gruppo, riesce ad introdurre nuove sperimentazioni in maniera canonica e nel rispetto del proprio genere.
La traccia parte con un arpeggio di chitarra, accompagnato da un lento e docile giro di pianoforte, che esplode in un ritornello alquanto malinconico.
Applausi a scena aperta per il solo di chitarra, che oltre ad essere accompagnato da un riff di chitarra da headbanging e da tastiere in pieno stile Bodom, mette in luce (di nuovo!) un Laiho fortemente ispirato.
Highlight.

08. DAMAGE BEYOND REPAIR (4:20)
Anche questa, come la title-track “Halo Of Blood” è una traccia dal forte sapore black metal. A differenza della seconda, che aveva qualche spunto interessante e degno di nota, questa non dimostra il minimo coinvolgimento, risultando molto caotica e lontana dai canoni solcati in precedenza dalla band nel disco, che li vedevano solcare le vie del loro glorioso passato.

09. ALL TWISTED (4:51)
Ed ora abbiamo il vero pezzo da novanta… Semmai ce ne fosse ancora il bisogno, questa traccia mette in mostra quanto i CoB abbiano voglia di tornare a solcare le vie del loro glorioso passato. E questa traccia lo dimostra a tutti gli effetti.
Un traccia heavy, epica e che scatena un’insana voglia di headbanging, che ricalca in pieno il repertorio dei bambini di Espoo.
In questa traccia, tutto (dall’intro alla strofa, dal bridge al solo di chitarra) mette in mostra la grinta e la classe di un gruppo che con questo disco si pone l’obiettivo di tornare ai fasti di un tempo, con vibrazioni che ricalcano appieno “Follow The Reaper”, “Hate Crew Deathroll” e la traccia “Children Of Bodom” presente sull’opera “Hatebreeder”,
Highlight (Migliore del disco).

10. ONE BOTTLE AND A KNEE DEEP (4:02)
Finale davvero sconsiderato per un disco che avrebbe meritato senza dubbio un epilogo migliore.
Traccia davvero troppo convulsa e confusionaria, che non riesce a seguire un filo logico ben preciso. Davvero inspiegabile la scelta di concludere il disco con una traccia del genere. Concluderlo con la precedente “All Twisted” sarebbe stata assolutamente la scelta migliore in assoluto. Peccato.

Nell’edizione limitata sono presenti anche due cover “Crazy Nights” dei Loudness e “Sleeping In My Car” dei Roxette.
Menzione particolare per la seconda, realizzata in maniera sublime.

FORMAZIONE
Alexi Laiho – Voce/Chitarra
Roope Latvala – Chitarra
Janne Wirman – Tastiere
Henkka Seppala – Basso
Jaska Raatikainen – Batteria

VERDETTO FINALE
I Children Of Bodom sono tornati! Dopo tre prove che hanno quasi minato la creatività e lo stile dei 5 finlandesi, questo “Halo Of Blood” da un poderoso colpo di falce a tutti quelli che pensavano che ormai i “ragazzini” di Espoo fossero finiti e a corto di idee.
Nonostante non sia un disco perfetto, con qualche traccia anonima e qualche problema di Laiho alla voce (con l’avanzare dell’età, diventa sempre meno scream), si pone solo una spanna sotto i primi quattro leggendari lavori.
Certo, se la voce di Laiho cala in proporzione alla sua bravura alla chitarra, nel prossimo lavoro dovremmo assistere a pezzi davvero incredibili.
E dopo 8 anni di astinenza, il Lago di Bodom è tornato ad essere quel piacevole e sinistro posto che abbiamo imparato ad amare.
Candidato ad uno dei migliori dischi metal del 2013.
Videogiocatore vecchio stile (predilige il singleplayer alle modalità online), si avvicina ai videogame alla tenera età di 9 anni con Resident Evil e Metal Gear Solid, divenendone immediatamente stregato. Amante del rock e del metal (o della buona musica in generale), la notte diventa il Cavaliere Oscuro, a patto che sia quello scritto e diretto da Christopher Nolan (e non quello di Tim Burton o l'aborto di Joel Schumacher). Del regista britannico è un grande sostenitore, mentre la sua vita è costantemente accompagnata dalle musiche di Hans Zimmer. Ama i gatti e i cani.

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