PS4 & Xbox One. La community e l’usato

Videogiochi

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Xbox One e Playstation 4 sono state presentate al pubblico ormai da un mesetto, ma il loro lancio è stato in parte oscurato da un’inquietante ombra; parrebbe infatti che queste console bloccheranno i giochi usati e che sarà necessario pagare una tassa per poterli utilizzare. Quanto c’è di vero in questa affermazione? Quanto della smentita di entrambe le case sarà veramente tale? Si tratta di una triste realtà che potrebbe condizionare sia il mercato dell’usato che la next gen videoludica o solo di timori infondati?

Niente sembra preoccupare la community come questo susseguirsi di news riguardanti l’argomento in questione. Se dapprima le differenze di prezzo indirizzavano all’acquisto verso PS4, ora ci si orienterà, come primo acquisto, verso la console con le esclusive preferite, e con chi appunto, rispetterà le promesse sull’usato.

Per quello che riguarda il prezzo, ora possiamo intuire che sarà il medesimo per entrambe, ovvero 399 senza Kinect o Eye, e 499 con le due suddette periferiche comprese e magari un gioco in esclusiva.

La cosiddetta “trollata” di Sony, per usare un lessico dell’attuale generazione web/videoludica, che ha attirato a se scrosci di applausi e il momentaneo boom di preorder su Amazon, ha lasciato il tempo che trovava, non appena Microsoft si è allineata al colosso Giapponese, che ricordo essere scosso da una profonda crisi finanziaria.

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Ecco dunque che gli utenti, nel dubbio su cosa investire in primis, e dato che il 90 % dei titoli saranno multipiattaforma, terranno in molta considerazione la questione usato.

A giudicare dai primissimi annunci che avevano presentato al mondo videoludico le console di nuova generazione di Sony e Microsoft, sembrava che il futuro dell’usato nel mercato dei videogiochi sarebbe stato piuttosto nero. Abbastanza da far crollare le azioni di Gamestop, la famosa ed onnipresente catena di negozi di videogiochi che fa della rivendita dell’usato il suo punto forte. Tutto è partito dalla presentazione dell’erede della Xbox 360, la Xbox One: la macchina infatti presentava una serie di misure per bloccare o quantomeno limitare l’utilizzo di videogiochi usati. Per poter giocare sarebbe stato necessario legare indissolubilmente il titolo acquistato ad una determinata console attraverso un codice, unico per ogni copia. Per poter utilizzare quel gioco su di un’altra console sarebbe stato necessario pagare quella che, di fatto, è una tassa. Inoltre la Xbox One doveva necessariamente essere collegata almeno una volta ogni 24 ore ad internet, per permettere di controllare la regolarità delle licenze dei giochi installati, o altrimenti smetterà di funzionare. La notizia ha allarmato l’intera comunità dei videogiocatori, terrorizzati dalle nuove feature presentate da Microsoft e dall’idea che Sony potesse imitarla. Il blocco dei giochi usati non si sarebbe tradotto soltanto in un’ulteriore prezzo da pagare se si fosse deciso di comprare una copia usata; si prospettava la possibilità di dover pagare persino per prestare un gioco ad un amico o per usarlo su una console di un familiare.

Notizia presto smentita

“Non sarà richiesta una connessione a internet per giocare offline i giochi di Xbox One. Dopo una prima autenticazione online, durante il setup iniziale della console, potrete giocare con tutti i giochi su disco senza dovervi connettere di nuovo alla rete. Non ci sarà un obbligo di autenticazione ogni ventiquattro ore e potrete portare la vostra Xbox One ovunque vogliate e giocare con i vostri giochi, come su Xbox 360″.

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Smentita inoltre l’impossibilità di prestare i propri giochi ad amici e parenti. Xbox One avrà un sistema di condivisione dei giochi installati che permetterà di far utilizzare i titoli in proprio possesso ad un massimo di dieci persone oltre al possessore.

Per poter prestare i propri giochi basterà indicare alla console gli account Xbox Live dei ‘membri della famiglia’ , ossia le persone a cui si vuole garantire l’accesso. Ovviamente non è necessario che siano veramente dei parenti, sarà possibile condividere i giochi con chiunque. I profili dei membri della famiglia potranno liberamente essere cancellati e rimpiazzati con altri.
Tutti i giochi installati nella propria Xbox One andranno a formare una libreria. L’intera libreria potrà essere condivisa con i membri della famiglia che potranno giocare liberamente con tutti i titoli presenti al suo interno.
Il sistema di condivisione potrà non essere semplice ed immediato ma permetterà di condividere con un ristretto gruppo di persone i propri giochi senza spendere un solo cent in più. C’è comunque una limitazione; solo un’utente alla volta può giocare con la copia condivisa del titolo, un po’ come se stessimo prestando un CD o una cartuccia che, effettivamente, non può essere giocata su due console contemporaneamente.

Per quello che riguarda PS4 invece, timori e congetture sulla possibilità che la Sony potesse imitare la Microsoft si sono rivelati completamente infondati.
Durante lo scorso Electronic Entertainment Expo di Los Angeles, meglio noto come E3, è stato annunciato ufficialmente che la Playstation 4 non avrà alcun tipo di restrizione riguardante i giochi usati, che potranno essere venduti, scambiati o prestati senza alcun tipo di restrizione.
La Sony ha dedicato gran parte del suo show all’E3 alla propria scelta di campo sull’usato, ribadendo come loro vogliano che il giocatore, una volta acquistato il gioco, si possa sentire libero di farne ciò che vuole, senza essere tartassato da controlli giornalieri on-line o dover perdere tempo a settare la propria console per poter condividere i propri titoli.
Purtroppo, contrariamente a quanto sembri, il discorso “usato” su PS4 potrebbe non essere tutto rose e fiori; uno dei CEO della Sony, poco dopo la conferenza, aggiunge che, sebbene l’assenza di blocchi sarà garantita per i titoli First Party, ossia sviluppati direttamente dalla Sony stessa, non potranno impedire alle altre software house che creeranno giochi per la nuova Playstation di implementare DRM e blocchi di vario genere. Per ora nessuna tra le varie case si è pronunciata al merito.

Se posso permettermi di aprire una piccola discussione e fornire uno spunto di riflessione; Quanto conta il supporto con cui giocate, ovvero il gamepad? A pari mutipiattaforma ovviamente. E’ una cosa che secondo me indirizza molti giocatori all’acquisto. Vediamoli in breve:

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Dualshock 4 

Fin dalla presentazione Sony del 20 Febbraio scorso a New York, il pad della Ps4 è stato il vero protagonista della next gen della casa nipponica, anche perchè la forma definitiva di Ps4 è stata svelata soltanto durante la press conference pre-E3 del 10 Giugno.
Uno dei difetti principali che venivano imputati al Dualshock 3 consisteva nella perenne sensazione di fragilità che, tra svariati scricchiolii, il controller trasmetteva durante l’utilizzo. Sony evidentemente ha preso nota ed è riuscita a confezionare un pad più voluminoso ed ergonomico, che finalmente restituisce una buona sensazione di solidità, senza per questo risultare sbilanciato o ingombrante. Come già era noto, le leve analogiche, sembrano precise e di buona qualità, sono sempre nella stessa posizione rispetto al passato, lasciando quindi alla croce direzionale il primo posto nella scala gerarchica dei controlli direzionali.

Croce direzionale di ottima fattura, ancora migliore e più precisa rispetto a quella già più che buona del Dualshock 3. I pulsanti frontali sono ora completamente digitali: abbandonato quindi il vezzo dei diversi livelli di pressione, mai veramente sfruttato, e privilegiato un approccio più semplice e reattivo. Il comparto dei grilletti laterali è stato completamente rivisto ed ovviamente migliorato (fare di peggio era davvero improbabile). Grilletti superiori finalmente più solidi e reattivi, che offrono spazio ad un comodo alloggiamento degli indici e grilletti analogici sottostanti precisi e modulabili. Finalmente. La parte centrale del pad, incastonata tra il pulsante Share e Option a sinistra e a destra, e il pulsante Home con lo speaker mono sotto, è occupata da un quadrante touch a due punti, cliccabile, e raggiungibile in maniera abbastanza agevole con entrambi i pollici. Il led luminoso presente nella parte alta si illumina di colori diversi a seconda del player rappresentato e dovrebbe essere in grado di interagire anche con la Ps Eye.

Attenzione appunto alla questione prezzo.. nella famigerata e tanto acclamata versione da 399, non sarà incluso il Playstation Eye; come utilizzerete il led in questione? A voi la risposta

Xbox One Pad

Il joypad dell’Xbox 360 era già un signor pad, quindi Microsoft da un lato aveva un’ottima base di partenza, dall’altra non era semplice migliorare qualcosa di già così buono, magari infilandoci dentro pure qualche idea originale. Eppure sembra che ci siano riusciti.
Il controller di Xbox One è stato leggermente rivisto nella forma, rimpicciolendolo appena e rendendolo ancor più ergonomico e comodo da tenere in mano, senza però rinunciare alla solidità. Per la scocca è stata utilizzata una plastica di eccellente qualità, trattata con una superficie leggermente gommata, che contribuisce a migliorarne ulteriormente il grip.
Le leve analogiche, piazzate nella stessa posizione del pad di Xbox 360, sono leggermente più corte e più piccole. Viste da molto vicino mostrano una copertura zigrinata sulla parte dove appoggiano i pollici, anche questa per migliorare la presa, oltre che per dare un look più tecnologico.
Nonostante la riduzione, minima ma avvertibile, gli stick si usano comunque molto agevolmente e offrono una diminuzione della cosiddetta dead zone, ovvero partendo da posizione centrale, la console registra il movimento decisamente prima che in passato.

Avete già deciso da che parte schierarvi nella prossima console War? Playstation 4 o Xbox One? Entrambe? Vi ricordo che inoltre La WiiU avrà ancora molto da dire, anche perchè è appena nata!

The Wild Sheep

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